SI E’ SPOSATA A NAPOLI LA FONDATRICE DEL CLUB “SILVIO CI MANCHI”, EMANUELA ROMANO - IL PADRE MINACCIO’ DI DARSI FUOCO DAVANTI PALAZZO GRAZIOLI DOPO CHE LA CANDIDATURA DELLA FIGLIA SALTÒ: AL PARTY ANCHE NICOLA COSENTINO E LUIGI CESARO - CAFONAL-DE MAGISTRIS: AL SUO PRIMO 25 APRILE GIGGINO TOPPA IL LOOK - BERSANI SE NE FREGA DEL TRIBUNALE CHE HA REINTEGRATO L’EX SEGRETARIO PROVINCIALE TREMANTE…

Carlo Tarallo per Dagospia

1-Dicono che il Banana le abbia regalato l'abito da sposa, ma forse è solo una leggenda metropolitana: certo è che Silvio Berlusconi non c'era ieri a Napoli al matrimonio di Emanuela Romano, fondatrice del famosissimo club "Silvio ci manchi" insieme a Francesca Pascale. La Romano è convolata a nozze con Antonio Zoccoli a San Lorenzo Maggiore, nel cuore del centro storico: ad accompagnarla all'altare il papà Cesare, noto per aver minacciato di darsi fuoco davanti all'ingresso di Palazzo Grazioli il 28 aprile 2009, a quanto si seppe all'epoca a causa dell'esclusione della figlia dalle liste elettorali per le Europee.

Era già la seconda candidatura saltata all'ultimo momento per la Romano: l'anno prima Manu aveva sperato fino all'ultimo (sempre invano) di essere "nominata" alla Camera dei Deputati. Che giorni quei giorni! Appena 24 ore prima che il papà di Emanuela inscenasse la protesta davanti al cancello di Palazzo Grazioli, aveva festeggiato i suoi 18 anni a Casoria Noemi Letizia (domani compie 21 anni la madre di tutte le papigirls, auguri!). Il Patonza partecipò a quel compleanno e niente, da quel giorno, fu più come prima.

La Romano, paparazzata nel 2006 all'aeroporto di Olbia (destinazione Villa Certosa) dall'Espresso insieme a Virna Bello e alla Pascale, smentì di riconoscersi in quello scatto: ci pensò la sua ex amica Francesca a rinfrescarle la memoria e da allora le due hanno rotto definitivamente i rapporti. Manu ha scelto una cerimonia "tricolore" le damigelle erano in abiti rossi e verdi. Tavoli del ricevimento, al ristorante a Marechiaro, battezzati con nomi di politici: al "Berlusconi", manco a dirlo, si sono attovagliati Nicola Cosentino e il Presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro...

2- Cafonal-giggino! Ieri il sindaco di Napoli Luigi De Magistris ha partecipato al "suo" primo 25 aprile, deponendo una corona di fiori a Piazza Carità ai piedi del monumento dedicato a Salvo D'Acquisto. "Ma come si è vestito?": questa la domanda più gettonata tra gli addetti ai livori presenti alla cerimonia, all'arrivo di Giggino ‘a Manetta, di nuovo sovrappeso, in pantalone chiaro e scarpette da tennis.

Look casual per il narcisindaco, notatissimo a confronto dell'abbigliamento da cerimonia delle altre istituzioni presenti: il presidente del Consiglio Regionale Paolo Romano, il Prefetto Andrea De Martino, il vicepresidente della Provincia di Napoli Gennaro Ferrara e i vertici delle forze dell'ordine in alta uniforme. E Caldoro? La Giunta regionale non era rappresentata, assenza sottolineata e criticata dai presenti. Stando agli spifferi, Caldoro avrebbe delegato l'assessore Udc Pasquale Sommese, che però non è pervenuto. Risultato: gli addetti al cerimoniale della Regione sono rimasti col gonfalone in mano in perfetta solitudine, anche un po' incupiti. Ma come mai Caldoragistris e Cesaro non si sono fatti vedere? Paura di un bis della fischiatona in villa comunale una settimana fa? Ah saperlo...

3- Sinistratissimi sotto ‘o Vesuvio! Dopo che il Tribunale di Roma ha dichiarato illegittimo il commissariamento della federazione provinciale napoletana del Pd dello scorso anno, dando ragione all'ex segretario Nicola Tremante che si era opposto al provvedimento di Culatello Bersani, a Napoli i piddini non sanno che pesci pigliare.

Si mormora di una direzione regionale che verrebbe convocata per domani per indire il congresso: un'ipotesi che però scatenerebbe un ulteriore ricorso alla magistratura da parte di Tremante, forte della sentenza del giudice e in attesa di sapere come e quando potrà reinsediarsi al vertice del partito. Ore frenetiche: in caso di convocazione del congresso, infatti, si rischierebbe una nuova tarantella giudiziaria che provocherebbe fortissimi mal di testa a Sfanculatello.

Tremante ha contattato quattro giorni fa l'ex commissario Andrea Orlando per concordare il "passaggio di consegne", ma non ha ancora ricevuto risposta. Avviso ai navigati: ve la immaginate la scena di Nick The Flex (questo il soprannome di Tremante, lo scardinacommissariamenti) che entra dalla porta principale della federazione Pd di via Toledo con la sentenza che lo reintegra in mano e i Carabinieri che la fanno eseguire?

4- Casalese a chi? Giallo sulla richiesta di sequestro e risarcimento presentata dai legali di Giovanni Cosentino, fratello di Nick ‘o Mericano, nei confronti degli autori del libro "Il Casalese", biografia non autorizzata dell'ex sottosegretario all'Economia. Un lancio Ansa di questa mattina fa esultare gli autori: "Il giudice del Tribunale civile di Napoli Angela Carbone - scrive l'agenzia - ha respinto la richiesta dei legali di Giovanni Cosentino di procedere ex articolo 700 per il sequestro del libro, rinviando la decisione al giudizio di merito.

I legali di Giovanni Cosentino, hanno rinunciato alla richiesta iniziale di distruzione delle copie del libro stampate e del risarcimento di un milione e 200 mila euro". Ma gli avvocati smentiscono: "Il giudice si è semplicemente dichiarato incompetente, rimettendo gli atti al Presidente del Tribunale. La richiesta resta assolutamente in piedi. La domanda di risarcimento dei danni derivanti dalla pubblicazione del libro non è mai stata abbandonata, in quanto essa è attualmente oggetto di procedura di mediazione obbligatoria. I lavori dovrebbero terminare il prossimo 3 maggio".

 

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