fabio panetta giancarlo giorgetti giorgia meloni

SI METTE MALE PER LA MELONI - BANKITALIA GELA IL GOVERNO IN PREVISIONE DELLA MANOVRA CHE SI ANNUNCIA, COME DAGO DIXIT, UN INCUBO PER IL GOVERNO DUCIONI: “IL PIL SI FERMA ALLO 0,8% NEL 2024”. PALAZZO KOCH RIVEDE AL RIBASSO LE STIME SULLA CRESCITA, E SUL TAGLIO DEL CUNEO FISCALE FRENA: “SERVONO ALTRE INFORMAZIONI PER UNA VALUTAZIONE PIÙ COMPIUTA”. POI LANCIA L'ALLARME SUI CONTI: "A RISCHIO L'EQUILIBRIO DEL SISTEMA PENSIONI"L’ANCI SBATTE LA PORTA IN FACCIA AL MINISTRO GIORGETTI E DICE NO A NUOVI TAGLI CHE “DIVENTEREBBERO ESTREMAMENTE GRAVOSI PER MOLTI COMUNI GIA' IN CRISI. NELL’ULTIMO DECENNIO ABBIAMO GIÀ DATO 14 MILIARDI” - DAGOREPORT

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/dagoreport-finanziaria-nbsp-incubo-governo-410383.htm

 

Da repubblica.it - Estratti

FABIO PANETTA AL MEETING DI RIMINI

 

 

Bankitalia gela il governo: la crescita del Pil si ferma allo 0,8% nel 2024. La stima al ribasso è arrivata nel corso delle audizioni sul Piano strutturale di bilancio davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato, insieme con le parole del capo dipartimento Economia e statistica di Palazzo Koch, Sergio Nicoletti Altimari.

 

"Nel quadro delle previsioni a legislazione vigente del Piano strutturale di bilancio (Psb) il Pil cresce dell'1,0 per cento quest'anno, dello 0,9 per cento nel prossimo e dell'1,1 per cento nel 2026. La revisione dei conti economici trimestrali pubblicata venerdì scorso dall'Istat, non inclusa nel quadro, comporterebbe – ha spiegato l’economista – una correzione meccanica al ribasso di due decimi di punto della stima per l'anno in corso".

 

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti 8

Inoltre, secondo l’istituto i provvedimenti previsti nella Manovra, tra cui la stabilizzazione della riduzione del cuneo fiscale e gli interventi a sostegno delle famiglie più numerose, "dispiegheranno i loro effetti principalmente nel 2025, innalzando la crescita del Pil all'1,2%. Tali effetti attesi sono in linea di principio raggiungibili, ma una valutazione più compiuta richiede informazioni non ancora disponibili" su risorse stanziate e modalità di attuazione, ha rimarcato Nicoletti Altimari.

 

 

I rischi del Psb

"Rispetto agli andamenti tendenziali dei conti, il governo programma misure espansive, accrescendo il disavanzo di circa 0,4 punti percentuali del Pil nel 2025, dello 0,7 nel 2026 e dell’1,1 nel 2027, rispettando al contempo il tasso medio di crescita della spesa netta. Questa strategia è comprensibile, ma non è esente da rischi".

 

Che, secondo Bankitalia, sono legati all'andamento delle entrate e all'elevata incertezza delle stime macroeconomiche. "I conti in corso d'anno mostrano un andamento incoraggiante. Nelle stime del Piano l'indebitamento netto sul Pil nel 2024 si ridurrebbe rispetto al 2023; il saldo primario sarebbe nuovamente in avanzo, seppur minimo, per la prima volta dal 2019, mentre l'intero profilo dell'indebitamento netto per gli anni 2024-2027, a legislazione vigente, risulta più favorevole di quanto stimato in primavera".

FABIO PANETTA AL MEETING DI RIMINI

 

 

 

Di più. "Riguardo alle misure espansive delineate", assume rilevanza "l'intenzione di rendere strutturali gli sgravi contributivi sul lavoro. Come già sottolineato in sede di audizione sul Def, verrebbe meno a livello aggregato l'equilibrio tra entrate contributive e uscite, che nel medio periodo – ha concluso Nicoletti Altimari – caratterizza il nostro sistema previdenziale e ne rappresenta un punto di forza".

 

L’Anci

Anche l’Associazione nazionale dei Comuni italiani mette in guardia il governo. "Ulteriori ipotesi di tagli sul comparto dei Comuni, o comunque di richiesta di contributo per il risanamento della finanza pubblica, diventerebbero veramente estremamente gravosi, soprattutto per tutta una serie di enti che hanno già difficoltà e sono già in crisi di vario genere": lo ha detto parlando alle commissioni Bilancio di Camera e Senato il delegato dell’Anci per la finanza locale, e sindaco di Novara, Alessandro Canelli.

 

FABIO PANETTA AL MEETING DI RIMINI

"I Comuni nell'ultimo decennio hanno già imboccato la strada di forte contenimento e di grande attenzione sulla spesa, di fatto – ha aggiunto Canelli durante l’audizione – stiamo già facendo quanto richiesto dall'Europa. Il peso della spesa pubblica dei Comuni sul totale è passato dall'8,2% nel 2011 al 6,5% attuale e il deficit dal 3% all'1,5%".

 

giorgia meloni e giancarlo giorgetti 9

Secondo quanto ricordato dall’Anci al parlamento, inoltre, per gli obiettivi di contenimento della spesa pubblica i Comuni “hanno già dato circa 14 miliardi di euro”, compresi altri sei del Fondo crediti di dubbia esigibilità, “quindi riteniamo di aver fatto il nostro lavoro. Stiamo facendo il nostro lavoro anche sulla realizzazione del Pnrr, pur con tutte le difficoltà che un piano straordinario di questo genere ha".

 

E ancora: "Un'ipotesi discussa con il ministro dell'Economia riguarda la possibilità di prevedere un accantonamento sulla parte corrente dei bilanci comunali, così una volta accertato che non ci sono necessità, si possa spendere per investimenti. Anche questo – ha evidenziato il rappresentante dell’Anci –sarebbe un limite importante per la spesa sul sociale e sui servizi, mettendo in difficoltà tantissimi Comuni".

giorgia meloni e giancarlo giorgetti 4

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…