silvia salis

“NO ALLE PRIMARIE, IN QUESTO CASO SONO DIVISIVE. DAREBBERO ALLA DESTRA ARGOMENTI PER ATTACCARCI SULLE NOSTRE DIFFERENZE” – LA SINDACA DI GENOVA SILVIA SALIS LANCIA UN GIUSTO MONITO AL DUPLEX SCHLEIN-CONTE LANCIATO A BOMBA SUI GAZEBO – “DAVANTI AL CAOS DEL GOVERNO IL CAMPO LARGO PARLI DI PROGRAMMI”. E SE LE PRIMARIE SALTASSERO E DA UNA RIUNIONE DI LEADER VENISSE FUORI IL MIO NOME? È UNA EVENTUALITÀ CHE AL MOMENTO NON ESISTE. SE ESISTESSE CI RIFLETTEREI”

 

Francesca Schianchi per “la Stampa” - Estratti

 

Il referendum che non doveva avere conseguenze sul governo, stando alle dichiarazioni della vigilia, ha già prodotto tre dimissioni. «Non doveva averne finché la presidente del consiglio ha provato a proporre la riforma come tecnica, quasi apolitica.

 

SILVIA SALIS

Ma poi, capita la mobilitazione degli elettori progressisti in difesa della Costituzione e dell'assetto della Repubblica, è lei che ha politicizzato al massimo attivando gli scontenti», sottolinea la sindaca di Genova, Silvia Salis. 

 

Il voto però ha avuto conseguenze anche nel suo campo progressista, con la chiamata alle primarie che considera sbagliata: «Quei 14 milioni e mezzo che hanno votato No non chiedono come scegliamo il leader, ma una proposta su lavoro, sanità, sicurezza, pressione fiscale», predica. 

 

Partiamo dal governo: prima le dimissioni di Delmastro e Bartolozzi, ieri di Santanché. 

silvia salis con marco agnoletti all assemblea annuale dell anci foto lapresse

«È comprensibile che Giorgia Meloni abbia provato a correre ai ripari nel modo meno doloroso possibile. Far dimettere il ministro Nordio sarebbe stato pericoloso: prima di tutti ha sacrificato Delmastro e Bartolozzi che sono stati punti di debolezza in campagna elettorale e fonte di grande imbarazzo». 

 

Perché ritiene pericoloso un passo indietro di Nordio? 

«La premier ha sostenuto la riforma: non è che, se perdi, cambi il ministro competente per quell'argomento. Sarebbe un principio che non va bene: non è una partita di calcio in cui cambi il giocatore che non segna». 

 

La premier dovrebbe riflettere anche sulle sue dimissioni? 

«No, non amo il populismo, la premier non ha mai messo la sua testa in palio. Quello che sta succedendo dimostra però che la destra non è infrangibile e la premier non è fortissima». 

 

Tanto che ha dovuto attendere quasi tutta la giornata la resa di Santanché. Che, dice, paga anche i conti degli altri. 

SILVIA SALIS

«Lungi da me difenderla, ma se mi metto nei panni della ministra capisco che si sia chiesta: perché mi chiedete le dimissioni oggi quando non l'avete fatto quando era il momento? Cosa è cambiato?». 

 

C'è stata la débâcle del referendum. 

«Che sta dimostrando come il centrodestra ostenta una compattezza che non ha. Arrivare a chiedere pubblicamente le dimissioni per mettere la ministra all'angolo dà l'idea della debolezza della presidente del consiglio».

 

Una debolezza che sembra arrivata da un giorno all'altro. 

«Quando un governo sta insieme per questioni di interesse è come un domino: levi una tessera e cadono anche le altre». 

 

Quei 14 milioni e mezzo di No sono del centrosinistra? 

«C'è sicuramente anche una parte di centrodestra che non ha condiviso i toni della campagna elettorale, ma la maggior parte sono voti progressisti». 

silvia salis canta con il karaoke reporter dejan cetnikovic 2

 

Si può trasferire il risultato del referendum sulle elezioni politiche? 

«No, sarebbe un errore letale crederlo. Pensi ai giovani: non ci voteranno alle Politiche perché hanno votato al referendum. Non bisogna stupirsi della loro mobilitazione: non partecipano alla vita politica come intendiamo noi adulti, ma sono impegnati in forme di attivismo. Ora la politica di partito deve capire come intercettarli». 

 

Prima idea che è stata lanciata: le primarie di coalizione per individuare il leader. Perché lei è contraria? 

«Le primarie in sé sono uno strumento di partecipazione popolare, ma in questo caso le ritengo divisive. Darebbero alla destra argomenti per attaccarci sulle nostre differenze». 

 

Quale dovrebbe essere secondo lei il percorso più utile? 

SILVIA SALIS

«Ci può essere un percorso interno di scelta del leader, o ognuno va alle elezioni col proprio leader e poi si decide chi meglio può rappresentare l'alleanza. Ma le primarie credo abbiano senso quando servono a celebrare un percorso politico». 

 

Ribadisce quindi che lei non sarà della partita? 

«Sono la sindaca di Genova e non parteciperò a una gara per andare via dalla mia città. Né farò campagna per le primarie». 

 

Non sosterrà nessuno? 

«No, per lealtà alla coalizione che mi sostiene, che va da Azione fino ad Avs. Non sarebbe opportuno né elegante da parte mia schierarmi. Ma io penso davvero che, davanti alla confusione del governo, dovremmo parlare di progetti e obiettivi». 

 

(...)

Difficile però superare differenze come quelle sulla politica estera. 

«Ma nel momento in cui sei al governo, il tuo Dna cambia. Devi uniformarti al diritto internazionale, prendere decisioni nell'interesse del Paese, il tuo posizionamento muta automaticamente». 

 

BEPPE SALA SILVIA SALIS MIA CERAN ROBERTO OCCHIUTO MIA CERAN

Ma devi dirlo già in campagna elettorale. 

«Bisogna trovare una linea di principio sui conflitti internazionali. Trovata quella, al governo cambia il modo in cui si guardano le cose». 

 

(…)

Lei non partecipa alle primarie. Ma se saltassero e da una riunione di leader venisse fuori il suo nome, come risponderebbe alla chiamata? 

«È una eventualità che al momento non esiste. Se esistesse ci rifletterei». 

 

Chi sarebbe il suo premier ideale? 

«Quello che vince». 

O quella…

«Diciamo quella per solidarietà femminile». 

 

BEPPE SALA MATTEO LEPORE E SILVIA SALIS ASCOLTANO MOHAMMAD HANNOUN ALLA MANIFESTAZIONE PRO-PAL DI GENOVAsilvia salis saluta sergio mattarella all assemblea annuale dell anci SILVIA SALIS - GIORGIA MELONI silvia salis legge gli insulti ricevuti sui socialSILVIA SALIS A OTTO E MEZZO - FOTO LAPRESSE

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