1- SILVIO BANANONI HA DECISO. VADA PER UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE CHE SALVI I GRANDI PARTITI, STRITOLI I PICCOLI, TARPI LE ALI A GRILLO E PREPARI LA GRANDE AMMUCCHIATA POST ELEZIONI CHE GLI DARA’ UN POSTO IN PRIMA FILA IN UN GOVERNO MONTI BIS 2- E SE SI DOVESSE ANDARE ALLE URNE IN AUTUNNO POCO MALE. ANZI: PER IL BANANA SAREBBE UNA MANOSANTA: "FARO' LA CAMPAGNA ELETTORALE SENZA AVERE SULLE SPALLE LE SCONTATE CONDANNE PER RUBY E MEDIATRADE" (NOSFERATU GHEDINI LE DA PER SICURE) 3- UNA SCENARIO CHE STA MANDANDO IN FIBRILLAZIONE L’AREA DEGLI EX AN, CONTRARI ALLA GRANDE COALIZIONE. E IERI HANNO RIPRESO QUOTA LE VOCI DI “ROTTURE IMMINENTI” 4- IL PRIMO AGOSTO B. VOLA DALL'AMICO PUTIN (COME SI DICE BUNGA BUNGA UN RUSSO?)

Adalberto Signore per Il Giornale

Il voto al Senato sul semipresidenzialismo l'ha seguito da Arcore, dove è rimasto fino al tardo pomeriggio prima di partire per Roma. Con una certa soddisfazione, perché - questo il senso dei suoi ragionamenti - il risultato ottenuto a Palazzo Madama ha un «significato politico» di non poco conto.

E cioè il fatto che, passati otto mesi dal passo indietro e dall'insediamento di Monti, il Cavaliere ha ancora una chiara maggioranza al Senato. Forte della quale, spiegava nei giorni scorsi ai suoi interlocutori l'ex premier, vuole continuare la trattativa sulla legge elettorale.

Già, perché che il Porcellum debba essere rivisto pare un'esigenza condivisa da tutti i partiti ed è un punto su cui Napolitano è in pressing da tempo. «Siamo per approvare una legge elettorale che metta i cittadini in condizione di scegliere i propri parlamentari e anche per mantenere la possibilità di indicare il premier», spiega Alfano. «Nonostante lo sgambetto sul semipresidenzialismo, non rinunciamo ad un confronto sulla riforma elettorale e siamo pronti anche domani mattina a passare in Parlamento per un primo ok», gli fa eco Bersani.

Insomma, la sensazione è che un accelerazione estiva possa davvero esserci, anche se nel Pdl c'è una certa agitazione con gli ex An che non gradiscono affatto quel «Provincellum» su cui sembra voglia puntare il Cavaliere. E se davvero si arrivasse ad un'intesa è chiaro che questa aprirebbe le porte al voto anticipato, cosa che Berlusconi inizia a guardare come qualche perplessità in meno rispetto al passato.

In caso di elezioni in autunno, infatti, l'ex premier potrebbe fare campagna elettorale senza avere sulle spalle le condanne per Ruby (Ghedini la dà per scontata) e per Mediatrade (il pm De Pasquale ha chiesto 3 anni e 8 mesi). Perché, si sfogava giorni fa in privato, «da certa magistratura non posso aspettarmi altro nonostante l'evidenza delle prove».

Peraltro, per l'ex premier la priorità resta quella di non rimanere fuori da un'eventuale grande coalizione che si venisse a creare nel caso le prossime elezioni sancissero - come è probabile - l'ingovernabilità del Paese. Ed è anche per questo che si è seduto al tavolo di una legge elettorale che dovrebbe favorire i grandi partiti e non renderli schiavi delle ali estreme.

Una partita che dovrebbe comunque delinearsi in pochi giorni. Non solo perché il primo agosto il Cavaliere è atteso a Mosca per una tre giorni con Putin (che proprio ieri ha ospitato nella sua dacia Monti e ha voluto invitare l'ex premier a così pochi giorni di distanza proprio per ribadire il filo diretto con Berlusconi), ma anche perché un rinvio a dopo l'estate chiuderebbe la finestra delle elezioni anticipate.

Che nell'ottica della grande coalizione - e dunque di un governo sulla scia di quello attuale - avrebbero il vantaggio di stabilizzare politicamente il Paese opponendo ai venti di crisi un esecutivo con una prospettiva di cinque anni e non pochi mesi.

Tutte considerazioni che stanno mandando in fibrillazione l'area degli ex An, contrari non solo al «Provincellum» (da sempre sono favorevoli alle preferenze e non ai colleghi) ma soprattutto alla grande coalizione. Tanto che proprio ieri hanno ripreso quota le voci di «rotture imminenti». D'altra parte, se il Cavaliere desse il suo benestare ad una nuova legge elettorale in accordo con Pd e Terzo polo, a urne chiuse la grande coalizione diventerebbe lo sbocco più probabile.

 

NOVEMBRE BERLUSCONI A PIAZZA SAN BABILA ANNUNCIA LA NASCITA DEL POPOLO DELLA LIBERTA SILVIO BERLUSCONI BERLUSCONI CON LELMETTO BERLUSCONI IN AULA AL PROCESSO RUBY VINCINO SU BERLUSCONI TORNA L UOMO NERO BERLUSCONI CON I GIOVANI DEL PDL ELLEKAPPA SU DELL UTRI E BERLUSCONI DA LA REPUBBLICA VIGNETTA STEFANO DISEGNI PER IL FATTO BERLUSCONI LA MAFIA E LE MEZZE MISURE

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