IL SOLITO INGORGO NAPOLITANO - IL 15 MARZO INIZIA LA LEGISLATURA, IL 15 APRILE SI VOTA PER IL COLLE: IN MEZZO CI SAREBBE DA FORMARE UN GOVERNO IMPOSSIBILE - LA RISPOSTA E’ NELLE URNE: SE CULATELLO LA SFANGA ANCHE AL SENATO, ALTRIMENTI SARANNO CAVOLI AMARI PER RE GIORGIO CHE PAGHERA’ L’ANOMALIA DI MONTI SENATORE A VITA E PREMIER, ANZICHE’ ANDARE SUBITO ALLE URNE…

Ugo Magri per "La Stampa"

Stasera sapremo chi ha vinto. Ma per vedere in carica il nuovo governo dovremo attendere almeno un mese. Un altro mese ancora per scoprire come si chiama il successore di Napolitano.
Dal turbine post-elettorale non usciremo prima di fine aprile in quanto la Repubblica ha le sue regole, scolpite nella Costituzione. Fintanto che la Carta resta questa, ci sono procedure da seguire e un calendario istituzionale da tenere a mente.

Per fortuna, le tre date-chiave del nostro destino sono il 15 marzo, il 15 aprile e il 15 maggio. Insomma, ricorre costantemente lo stesso numero. Per gli appassionati della smorfia napoletana, corrisponde al ragazzo, «'o guaglione». Avrà un significato recondito? Chi può dirlo.

Di sicuro, la XVII legislatura incomincia alle Idi di marzo, che cadono tra l'altro di venerdì. Quel giorno, sconsigliato a Cesare, sono fissate le sedute inaugurali della Camera e del Senato. Perché così in avanti? Non si potevano convocare prima? A quanto pare, no.

C'è tutto un lavoro finalizzato a verificare le percentuali e a proclamare gli eletti, i quali sono attesi dal 12 marzo in Parlamento per farsi conoscere, registrare e ricevere il famoso tesserino che li trasforma, da esponenti della società civile, in onorevoli o senatori, politici insomma.

Napolitano ne profitterà per una visita in Germania programmata fin dallo scorso anno e nell'occasione cercherà di tranquillizzare la Merkel, sempre così in ansia per noi. Nel frattempo gli sconfitti si leccheranno le ferite, i vincitori assorbiranno la sbronza e torneranno coi piedi per terra.

È opinione diffusa in alto loco che questi 17 giorni saranno parecchio utili per consentire ai protagonisti di riordinare le idee in vista della fase successiva, quella che prende avvio dal 15 marzo appunto. Allorché si dovranno mettere a frutto le prime intese politiche (sempre che siano maturate) per eleggere anzitutto la seconda e la terza carica dello Stato.

Questo adempimento non ruberà troppo tempo. Per il presidente della Camera, basteranno al massimo 4 votazioni poiché alla quarta il quorum si abbasserà, e chi ha vinto il premio di maggioranza potrà imporre il proprio candidato.

Sul presidente del Senato (che tra l'altro diventa il «supplente», casomai il «Number One» fosse impedito, e perciò risulta secondo nelle gerarchie del Cerimoniale), l'elezione è stata studiata apposta per evitare le lungaggini.

Per farla breve, pure a Palazzo Madama il 19 marzo al massimo sarà tutto chiarito, uffici di presidenza compresi. Nell'agenda di Napolitano c'è dunque scritto che dal 20 in poi non potrà prendere altri impegni perché dovrà tenere le consultazioni, dare l'incarico, concordare la lista dei ministri, accogliere il giuramento del governo, rinviarlo alle Camere per il voto di fiducia.

E senza perdere un solo istante perché il tempo stringe, incombe la data successiva. Il 15 aprile si riuniranno le Camere e i rappresentanti delle Regioni per eleggere il successore di Napolitano.

Non è una data scelta a casaccio, bensì indicata dalla Costituzione che prescrive la seduta comune 30 giorni esatti prima che si concluda il settennato. Napolitano scade il 15 maggio (fu eletto il 10 ma giurò fedeltà alla Repubblica cinque giorni dopo).

Ecco perché entro il 15 aprile il nuovo governo dovrà essere non solo nato, ma dovrà pure trovarsi nella pienezza dei suoi poteri. Per cui la domanda, un filo angosciosa, è: ce la farà il Presidente a trovare in tempo la quadra? Oppure resterà invischiato tra veti e dilettantismi, in una paralisi che evocherebbe gli scenari più apocalittici? Chiaramente, la risposta dipende dalle urne.

A seconda di cosa ne verrà fuori, l'ultima missione di Napolitano potrà rivelarsi facile o «impossible». Non per nulla, il vecchio del Colle avrebbe di gran lunga preferito che si votasse un mese dopo, a fine marzo, in modo da cedere l'incombenza del governo al suo successore. Ma è andata così, e adesso resta solo da fare gli scongiuri.

 

Giorgio Napolitano giorgio napolitano giorgio napolitano GIORGIO NAPOLITANO E MARIO MONTIbersani_napolitanoMONTI BERSANI NAPOLITANO CASINI ALFANO

Ultimi Dagoreport

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…