virginia raggi

RAGGI CALANTI SUL CAMPIDOGLIO – LA SOLITUDINE DELLA SINDACA SCARICATA ANCHE DAL M5S - DI BATTISTA: “TUTTI, MA DICO TUTTI, SI SONO MESSI IN TESTA DI BUTTARLA GIÙ” – LA ROTTURA CON DI MAIO DOPO I FATTI DI CASAL BRUCIATO QUANDO VIRGY SIBILO’: “IO CON QUESTI HO CHIUSO” – DIVERSI PENTASTELLATI SI AUGURANO CHE CADA IN FRETTA - INTANTO ROMA AFFOGA NELLA MONNEZZA, L’APPELLO DELL’AMA AI ROMANI: “PRODUCETE MENO RIFIUTI”

virginia raggi visita la famiglia rom a casal bruciato 9

Valeria Costantini per il “Corriere della sera”

 

Le strade sono invase dalla spazzatura, i cassonetti pieni vengono dati alle fiamme, l' emergenza peggiora di ora in ora. È una crisi senza precedenti che convince la presidente dell' Ama Luisa Melara a rivolgersi direttamente ai cittadini. E nel suo appello mette anche un invito accorato: «Contenere al massimo la produzione dei rifiuti».

 

La nota diffusa dall' Azienda municipalizzata ambiente porta la firma della manager appena insediata su una delle poltrone più scottanti d' Italia dalla sindaca Virginia Raggi.

«È mio preciso dovere, a nome del neo costituito cda, informare i cittadini della persistente difficoltà ed appellarmi al senso civico di tutti per fare innanzitutto prevenzione.

 

LUIGI DI MAIO MANGIA UNA MOZZARELLA

Contenete al massimo la produzione di rifiuti, separando tutti i materiali riciclabili e utilizzando correttamente i contenitori con capienza residua», specifica Melara.

La città è in gravissima sofferenza, i casi allarmanti si susseguono. Davanti a scuole, ospedali, ristoranti, restano cumuli di immondizia, nonostante sia scaduto ieri l' ultimatum dettato da Nicola Zingaretti all' Ama, precettata a pulire i siti sensibili in due giorni.

 

La scoperta più agghiacciante è stata fatta vicino a un cassonetto nel quartiere di Montesacro, a nord della capitale: centinaia di denti umani buttati per terra e scoperti da un cittadino.

gaffe sui rifiuti di virginia raggi 8

 

Per Ama il problema rimane la destinazione dei rifiuti: mancano «almeno 1.000 tonnellate da allocare nei prossimi sette giorni», l' sos. A rassicurare arriva la Regione Lazio: gli impianti indicati dall' ordinanza firmata da Nicola Zingaretti hanno dato la propria disponibilità a ricevere la spazzatura della Capitale, intero fabbisogno coperto, pari a circa 2.000 tonnellate di rifiuti a settimana.

 

Chiusa quindi, in teoria, la polemica infuocata che tiene banco da giorni, tra video della sindaca Raggi davanti a cancelli chiusi dei siti seppur precettati dal governatore dem e polemiche. Ieri però l' ultimo capitolo con il j' accuse bis della sindaca su Facebook, ancora davanti alla struttura di Aprilia: «Gli impianti di smaltimento rifiuti di Rida sono chiusi e i camion non possono scaricare».

raggi

 

«L' ordinanza della Regione è una presa in giro, non funziona» ha ribadito Raggi, che ha incassato di nuovo l' appoggio di Alessandro Di Battista: «Non si è piegata al malaffare e combatte - il suo assist –E tutti si sono messi in testa di buttarla giù. Coraggio Virginia, siamo tutti con te!».

 

Basta col «boicottaggio mediatico» le ha risposto l' assessore regionale ai rifiuti, Massimiliano Valeriani. Sapeva la sindaca, sottolinea l' esponente Pd, «che avrebbe trovato l' impianto Rida chiuso, poiché si adeguerà all' ordinanza oggi».

E, sempre oggi, vertice Raggi, Ama, sindacati sul «Patto del Decoro».

 

2 - SCONFESSATA DAI SUOI, ATTACCATA DAGLI AVVERSARI LA SOLITUDINE DI RAGGI

Alessandro Trocino per il “Corriere della sera”

 

«Io con i 5 Stelle non ci parlo più». Virginia Raggi è furente. Un bollitore sul punto di esplodere. I suoi rapporti con il Movimento si sono ridotti a zero. Nessuno la cerca e lei meno che meno. Separati in casa, dove la casa è la Capitale. Ex fiore all' occhiello della nuova Italia targata 5 Stelle.

alessandro di battista

 

Ex «vento che cambia» ridotto a ponentino maleodorante che ristagna su una città putrescente. Roma, non da ora, è uno scandalo. Per i romani e per il Movimento. Ma Roma è ormai una città Stato, governata, o sgovernata, da una sindaca senza più partito. Sconfessata dai piani alti, attaccata dai giornalisti, maltrattata da avversari, criminali, topi e gabbiani.

 

La separazione è completa, il distacco compiuto. La Raggi è ormai solo formalmente un' esponente dei 5 Stelle. La sua solitudine completa è certificata da un post di Alessandro Di Battista. Lo scrittore (dalla quarta del libro PaperFirst) sentenzia: «Dovere del Movimento è sostenere il sindaco di Roma e far capire a tutti chi è che vuole il male della Capitale per sporchi giochi politici».

raggi

 

Di Battista, battitore libero entrato in rotta di collisione con Luigi Di Maio, porta allo scoperto il non detto. Il Movimento si è girato dall' altra parte. Non vede non sente non parla. Perché, come sostiene un esponente nazionale di spicco, «ormai la sindaca è indifendibile». Per questo ieri Di Battista se ne esce con una frase pesantissima: «Tutti, ma dico tutti, si sono messi in testa di buttarla giù». I «proprio tutti» sono i 5 Stelle? È quel Luigi Di Maio che ha ribadito di essere «incazzato» per chi «ancora oggi» è in giro per l' Italia a presentare libri, invece di partecipare alla pugna con «il principale esponente dello schieramento avverso» (come il vicepremier ha definito Salvini)?

 

Il punto di non ritorno dei rapporti tra Raggi e 5 Stelle è Casal Bruciato. L' 8 maggio scorso, con coraggio, la Raggi si presenta nella periferia romana in solidarietà alla famiglia rom assediata e contestata dall' estrema destra e CasaPound. Le urlano «mafiosa, schifosa, portali a casa tua».

raggi

 

raggi

Si aspetta la solidarietà dei suoi. Ottiene la reazione stizzita e paraleghista da Di Maio: «Prima si aiutano i romani, gli italiani, poi tutti gli altri».

È la fine. «Io con questi ho chiuso», sibila la sindaca ai consiglieri più fidati. Da allora, la sindaca balla da sola.

Sempre più fragile e isolata.

 

Commettendo una valanga di errori e di ingenuità. Andando in Aula per raccontare che sono in distribuzione «22 mila stecche di legno per le panchine dei parchi» e per annunciare un nuovo filobus a Tor Pagnotta mentre Roma è un inferno. Attaccando la Regione Lazio (abilissima nella propaganda e nel temporeggiare, con effetti sulla sindaca ma anche sulla città), con video imbarazzanti, complici dipendenti-attori dell' Ama.

Pochi le sono restati vicini.

L' ultimo ufficiale di collegamento, Francesco Silvestri. E un gruppetto di romani, come Stefano Vignaroli.

 

virginia raggi

Nel frattempo si sono interrotti anche i rapporti tra il Campidoglio e la Comunicazione nazionale, che provava a guidare, a sollecitare e controllare la sindaca. Da mesi c' è silenzio. Ognuno va per la sua strada. Dal Campidoglio partono frecce avvelenate: «Ma cosa dovremmo farci dire dal nazionale? Avete visto che campagna elettorale hanno fatto? Non ne hanno indovinata una e vorrebbero farci la lezione. Almeno noi siamo coerenti». Fino a quando, chissà. Di certo la Raggi non ha alcun futuro con i 5 Stelle.

E in molti si augurano che caschi in fretta. A quel punto, la sua carriera politica sarebbe decisamente finita.

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