giorgia meloni carlo nordio sergio mattarella

“NEL GOVERNO SI SEGNALANO UN'AGITAZIONE E UNA CONFUSIONE OLTRE OGNI IMMAGINAZIONE” – SORGI COMMENTA LA SCELTA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DI RIMANDARE A GENNAIO LA DECISIONE SULLA DATA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA (SU CUI HANNO PESATO I DUBBI DEL COLLE): “NON POTENDO O VOLENDO TRASCINARE I CITTADINI ALLE URNE A PASQUA, O POCO PRIMA, SI FINIRÀ CON IL VOTARE DOPO" - "S'È DIFFUSA LA CONVINZIONE CHE CHI VINCE IL REFERENDUM VINCERÀ POI LE SUCCESSIVE ELEZIONI POLITICHE DEL 2027. DI QUI LA GRANDE AGITAZIONE DELL'ESECUTIVO…”

 

Marcello Sorgi per “La Stampa”  - Estratti

 

meloni nordio

Il rinvio della decisione sulla data del referendum, ieri in consiglio dei ministri, dopo un evidente affannarsi del centrodestra per anticiparla il più possibile, segnala un'agitazione e una confusione in seno al governo oltre ogni immaginazione. 

 

Essendo il referendum un momento di solenne democrazia, in cui la volontà popolare viene messa a confronto con quella politico-parlamentare, e ha il potere di contraddirla o cancellarla, limitare o impedire la raccolta delle firme per la consultazione sulla riforma della separazione delle carriere dei giudici, non si può.

 

Neppure se la consultazione è stata già chiesta dal governo, che si sentiva sicuro dell'appoggio di cui gode tra gli elettori, ma poi appunto, alla prova dei fatti, cercando di accorciare i tempi, ha dato via via la sensazione di sentirsi un po' meno sicuro, pur avendo i sondaggi a favore. 

 

(...)

 

meloni mattarella

La ragione per cui Meloni e i suoi consiglieri hanno pensato di anticipare al massimo le urne referendarie, a gennaio, febbraio, massimo marzo, ma non più avanti, è la solita: l'illusione che il governo in fondo possa fare ciò che vuole, che finisce sempre a cozzare con le norme che valgono per tutti, esecutivo compreso.

 

Ragione per cui, non potendo o volendo trascinare i cittadini alle urne a Pasqua, o poco prima, si finirà con il votare dopo, più o meno com'è sempre avvenuto. E c'è poco da investire della questione fior di giuristi, come quelli che hanno scritto le riforme istituzionali che il governo o ha accantonato (premierato), o s'è visto bucherellare dalla Corte costituzionale (autonomia differenziata), tanto da renderle inservibili e da riscrivere da capo.

 

meloni nordio

Questa delle carriere separate, che deve ancora passare al vaglio della Consulta, ma prima ancora del voto popolare, è la sola sopravvissuta. E dovendosi votare nel 2026, s'è diffusa la convinzione – senza alcun raziocinio che lo confermi – che chi vince il referendum vincerà poi le successive elezioni politiche del 2027. Di qui la grande agitazione, del governo in primis. E la conseguente confusione. 

 

 

 

STOP AL BLITZ DEL GOVERNO SUL REFERENDUM

Gabriella Cerami per repubblica.it – Estratti

 

ALFREDO MANTOVANO. - GIORGIA MELONI - CARLO NORDIO - MATTEO PIANTEDOSI - FOTO LAPRESSE

A palazzo Chigi la chiamano "operazione appeasement". 

Le acque iniziavano ad essere troppo agitate e sempre più duro veniva percepito lo scontro tra maggioranza e opposizione attorno alla data del referendum sulla riforma della giustizia.

 

Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha capito che era il caso di intervenire e di fare, almeno, un mezzo passo indietro anche per il timore di eventuali ricorsi da parte di chi sta raccogliendo le firme per presentare una nuova richiesta di referendum. Circostanza che anche il Colle ha invitato a non sottovalutare. 

giorgia meloni e sergio mattarella - consiglio supremo della difesa

 

Il braccio destro di Giorgia Meloni, ieri, è entrato in contatto con le opposizioni. In particolare ha sentito al telefono la segretaria del Pd, Elly Schlein e il presidente 5S Giuseppe Conte, per trovare una mediazione. Poi in una riunione con la premier e con i consiglieri giuridici si è deciso di non forzare i tempi.

 

Il blitz del governo è dunque sfumato, l'accelerazione che puntava all'1 e 2 marzo anche, ed è per questo che ieri il Consiglio dei ministri non ha emanato il decreto con la data del referendum, che con ogni probabilità sarà il 22 e 23 marzo. 

 

Una data che comunque non piace al campo largo che chiede di attendere i novanta giorni previsti dalla legge prima di annunciare la data referendaria, così da dare la possibilità a chi sta raccogliendo le firme di depositare la richiesta. 

 

Per votare il 22 marzo, il Cdm può riunirsi entro il 30 gennaio, giorno in cui tra l'altro scadono i 90 giorni, e firmare il decreto fissando la data cinquanta giorni dopo (la legge prevede tra i 50 e 70 giorni successivi l'emanazione del decreto). I conti di palazzo Chigi sono questi. «Ne riparliamo a inizio gennaio», ha detto il vicepremier azzurro Antonio Tajani sostenendo che siano sufficienti i 60 giorni dall'approvazione del quesito da parte della Cassazione per stabilire la data del voto senza dover aspettare nuove richieste di referendum. 

 

carlo nordio matteo piantedosi giorgia meloni – foto lapresse

In realtà ad aver avuto un peso determinante è stata invece la nuova raccolta firme avviata da 15 cittadini e sostenuta dal campo largo. In una settimana sono state raccolte quasi centomila sottoscrizioni così l'obiettivo delle 500 mila firme entro il 30 gennaio potrebbe anche essere alla portata.

 

Ragion per cui il Quirinale, nelle consuete interlocuzioni con il governo, si è limitato a far presente che, se si votasse i primi di marzo, potrebbero maturare dei ricorsi. La maggioranza ha fatto propri questi dubbi considerandoli fondati. 

 

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sempre sostenuto che fosse importante votare il prima possibile per evitare che la consultazione possa essere percepita con il passare del tempo non più come battaglia nel merito, ma come uno scontro politico. Alla fine l'orientamento è quello di evitare forzature, senza però rimandare troppo. 

SERGIO MATTARELLA GIORGIA MELONI

 

«Aprile, come chiede l'opposizione, sarebbe troppo tardi», è il ragionamento del forzista Enrico Costa: «Si rischierebbe di non fare in tempo con l'approvazione dei decreti attuativi e se così fosse il Csm verrebbe eletto con la vecchia legge». 

(…)

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?

claudia conte

DAGOREPORT - COME MAI I CAMERATI VIA DELLA SCROFA HANNO MESSO SU UNA SCENEGGIATA PER SPUTTANARE LA LIASON TRA IL MINISTRO DEGLI INTERNI MATTEO PIANTEDOSI E LA CURVACEA CLAUDIA CONTE? - SAPETE CHI E' STATO AD INTERVISTARLA? NIENTEMENO CHE IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA, MARCO GAETANI, UN BOCCOLUTO DONZELLIANO TENDENZA ARIANNA - BENE: SE TUTTO È STATO CUCINATO IN VIA DELLA SCROFA, PERCHÉ STENDERE IL TAPPETO ROSSO ALLA DICHIARAZIONE D'AMORE DELLA "PREZZEMOLONA" DEI PALAZZI ROMANI, METTENDO IN MUTANDE IL NUMERO UNO DEL VIMINALE? - PERCHE' LA SUA POLTRONA È DA ANNI RICHIESTA VIGOROSAMENTE INDIETRO DA MATTEO SALVINI, DI CUI PIANTEDOSI ERA ALL'EPOCA IL SUO FIDO CAPO DI GABINETTO, POI PASSATO SOTTO L'ALA DELLA MELONA ACCHIAPPATTUTTO? - VISTO CHE È IN VENA DI RIVELAZIONI, PERCHÉ CLAUDIA CONTE NON CI DICE DA QUANTO TEMPO VA AVANTI LA SUA AFFETTUOSA AMICIZIA CON IL MINISTRO DELL'INTERNO? ''TRE ANNI DI PIANTEDOSI'', COME QUALCHE "ADDETTO AI LIVORI" SUSSURRA? PERCHÉ - MA GUARDA TU IL CASO! - È PROPRIO DA TRE ANNI CHE LA STELLA DI CLAUDIA HA INIZIATO A SBRILLUCCICARE NEI CIELI TRICOLORI - VIDEO