LO SPARIGLIO DI MONTI MANDA IN TILT IL TEATRINO DELLA POLITICA CAPPONA - ORA I BERSANI, I CASINI, I BERLUSCONI VARI E AVARIATI DICONO DEFINITIVAMENTE ADDIO AI LORO SOGNI DI GLORIA E DI BORIA, NULLA SARÀ COME PRIMA E SI PREPARANO A SCANNARSI PER CONQUISTARE LE VICE-PRESIDENZE AL FIANCO DI MONTI E I SEGGI DI PRESIDENTI DI CAMERA E SENATO - PER IL QUIRINALE? BUONI, DECIDE SEMPRE BERLINO….DRAGHI

Fabio Martini per "la Stampa"

Dentro di sé aveva cominciato a vacillare dopo la confidenza di Angela Merkel: «Per l'Italia non si può immaginare un dopo senza di te». Qualche settimana fa Mario Monti era rimasto colpito da quella raccomandazione non soltanto per il valore in sé ma anche perché - come ha successivamente confidato lui stesso - la Cancelliera di Germania «prima non era mai stata così esplicita».

Ma nei giorni scorsi, il diffuso pressing internazionale per un bis si è trasformato in un autentico martellamento nel corso della cena al celebre ristorante Le Cirque e negli incontri privati con investitori, banchieri, grandi manager. Difficile ricostruire se alle domande pressanti della comunità finanziaria si siano aggiunti suggerimenti per una esplicita dichiarazione di Monti da parte dell'amministrazione Obama, interessatissima alla stabilità dei mercati nelle prossime cinque settimane, quelle che mancano alle presidenziali americane.

Le svolte che contano in politica, non sempre ma spesso, sono il prodotto di una somma di pulsioni, non necessariamente di un unico imperativo. E anche in questo caso è andata così. La dichiarata disponibilità di Mario Monti a restare in campo anche nei prossimi anni è una risposta agli occhi del mondo che guardano con ansia al futuro politico dell'Italia, ma anche l'effetto di una serie di movimenti e sommovimenti domestici.

Una svolta, che al di là delle apparenze, nasce da lontano. Il primo impulso verso Monti parte dal Quirinale: da alcune settimane il Capo dello Stato è sempre meno fiducioso circa la possibilità di cambiare la legge elettorale e di cambiarla dignitosamente; altrettanto allarmante viene considerata l'eventualità che il dopoelezioni possa consumarsi nella ingovernabilità.

E' per questo motivo che, senza mai esporsi oltre la moral suasion, il Capo dello Stato ha cercato di capire quali fossero le intenzioni per il futuro di Mario Monti, che in passato - e in privato non aveva nascosto la sua vocazione a ruoli ariosi, di carattere europeo.

Ma nelle ultime settimane, nelle segrete stanze, qualche scricchiolio nella granitica resistenza del premier ci deve essere stato se Pier Ferdinando Casini, prima freddo su una ricandidatura di Monti, è diventato un suo sfegatato supporter; e se un personaggio come Walter Veltroni, che vanta un solido rapporto sia col Capo dello Stato che con Casini, ripeteva nelle riunioni di partito: «Inutile impegnarsi nella contesa interna sulle Primarie, nel futuro governo del Paese non c'è che Mario Monti».

Sta di fatto che ieri mattina, prima di parlare al Council, il presidente del Consiglio avrebbe parlato sia con Giorgio Napolitano (certo per aggiornarlo sul viaggio americano e sull'intervento all'Onu) che con Pier Ferdinando Casini. Impossibile immaginare quali sviluppi possano aprirsi ora, ma per la prima volta la rimozione del veto da parte di Monti apre un altro scenario, oltre a quello del bis delle grandi intese: un governo guidato dal Professore, ma formato da una coalizione composta dall'Udc di Casini e dal partito che uscisse più forte dalle elezioni.

Al momento il partito più accreditato per quel primato è il Pd, che però già da tempo coltiva uno scenario diverso, istituzionalmente inattaccabile. Subito dopo le elezioni della primavera 2013 il Parlamento deve assolvere due adempimenti: l'elezione dei presidenti di Camera e Senato, subito dopo il Parlamento elegge il nuovo Capo dello Stato, il quale a sua volta affiderà l'incarico di formare il nuovo governo. Nulla impedisce a Bersani di immaginare che un personaggio come Monti possa essere indicato da un vasto arco di forze come il più autorevole candidato al Colle.

Monti è uscito allo scoperto, anche per "evitare" una prestigiosa ma pur sempre domestica salita al Quirinale? Una cosa è certa: lo spariglio di Monti è destinato a cambiare i giochi. Dice Paolo Gentiloni, supporter della prima ora di Monti e ora, nella contesa Pd tentato dall'appoggio a Renzi: «La disponibilità del Premier mi sembra una splendida notizia per il Paese, ma che va associata ad una maggioranza di centrosinistra. Le Primarie non perdono sapore, perché serviranno a definire programma e leadership dello schieramento».

Una corsa per conquistare la vicepremiership? E' ancora presto per accreditare scenari ancora mobili, ma da ieri sera c'è un personaggio che può brindare: Pier Ferdinando Casini, finora senza candidato premier, può proporre all'opinione pubblica di riportare a palazzo Chigi un personaggio che non dice più di no: Mario Monti.

 

MERKEL MONTI MERKEL MONTI Walter VeltroniPIER FERDINANDO CASINI BERSANI RENZI E BERLUSCONI

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE... 

giorgia meloni matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - GESÙ È RISORTO, MA DA DOMANI INIZIA UNA NUOVA VIA CRUCIS PER L’ARMATA BRANCA-MELONI: ANCHE SE LO SCANDALO PIANTEDOSI-CONTE FOSSE SOLTANTO UNA RIVALSA SENTIMENTALE DELLA GIOVANE DONNA SEDOTTA E ABBANDONATA DAL POTENTONE, È COMUNQUE UNA MINA PIAZZATA SOTTO PALAZZO CHIGI. L’UNICO CHE GODE È MATTEO SALVINI, CHE DA TEMPO SOGNA DI PRE-PENSIONARE IL SUO EX CAPO DI GABINETTO PIANTEDOSI PER TORNARE AL VIMINALE – PERCHÉ I DONZELLI E LE ARIANNE HANNO LASCIATO SENZA GUINZAGLIO IL GIOVANE VIRGULTO DI ATREJU, MARCO GAETANI? PERCHÉ LA DUCETTA HA PERMESSO UNA TALE BIS-BOCCIA? E SOPRATTUTTO: QUANTO POTRÀ RESISTERE PIANTEDOSI? FINIRÀ COME SANGIULIANO: DOPO AVERLO DIFESO DI SOPRA E DI SOTTO, POI LA FIAMMA MAGICA LO COSTRINGERÀ A FARSI ‘’CONFESSARE’’ DA CHIOCCI AL TG1? QUALI RIVELAZIONI E QUANTE INTERVISTE HA IN SERBO LA MESSALINA CIOCIARA? NEI PROSSIMI GIORNI SALTERANNO FUORI MAIL, POST E CONTRATTI CHE POTRANNO ANCOR DI PIÙ SPUTTANARE IL MINISTRO INNAMORATO? AH, NON SAPERLO...

vespa lollobrigida infante rossi

VIDEO-FLASH! - VESPA, FURIA CONTINUA - NON ACCENNA A SBOLLIRE L’IRA DELL’OTTUAGENARIO CONDUTTORE DI “PORTA A PORTA” PER AVER SUBITO LA SOVRAPPOSIZIONE DEL PROGRAMMA DI MILO INFANTE SU RAI2 – DOPO L’INTEMERATA IN DIRETTA (“UNA CORTESE, SOTTOMESSA PREGHIERA AI RESPONSABILI DI QUESTA AZIENDA PERCHÉ FACCIANO RISPETTARE LE REGOLE’’), AL RECENTE INCONTRO IN MASSERIA, VESPA HA RINCARATO LA DOSE CON LOLLOBRIGIDA. BERSAGLIO: L’AD GIAMPAOLO ROSSI. E GIU’ LAGNE DEL TIPO: PERCHÉ MELONI INSISTE A TENERLO ANCORA LÌ… - VIDEO

matteo piantedosi claudia conte

TUTTE LE DOMANDE SUL CASO CONTE-PIANTEDOSI – PERCHÉ CLAUDIA CONTE, CHE SOSTIENE DI ESSERE UNA “PERSONA MOLTO RISERVATA”, HA DECISO DI ROMPERE GLI INDUGI E DICHIARARE AL MONDO LA SUA RELAZIONE CON IL MINISTRO DELL’INTERNO PROPRIO ADESSO? LA GIORNALISTA E “PRODUCER” DEI SUOI AFFARI SI È RESA CONTO DI AVER MESSO IN DIFFICOLTÀ IL PREFETTO IRPINO, E PURE SE STESSA (I SUOI INCARICHI PASSATI E FUTURI SARANNO PASSATI AL SETACCIO) – CON TUTTI I GIORNALISTI CHE CONOSCE, PERCHÉ CLAUDIA CONTE SI È FATTA INTERVISTARE DAL “FRATELLINO D’ITALIA” MARCO GAETANI, CONCORDANDO PRIMA LA DOMANDA SU PIANTEDOSI? IL BOCCOLUTO CONDUTTORE DI RADIO ATREJU SI È ACCORTO CHE LA NOTIZIA SAREBBE STATA UNA BOMBA SU PALAZZO CHIGI? – INFINE, LA DOMANDA DELLE DOMANDE: QUAL È L’OBIETTIVO DEL “COMING OUT”? C’È UN INTERESSE SINGOLO O MULTIPLO? E DI CHI? È DI CONTE E PIANTEDOSI INSIEME? DELLA SOLA EX "RAGAZZA CINEMA OK"? OPPURE LA NOTIZIA INTERESSA ANCHE QUALCUN ALTRO, CON CONSEGUENZE POTENZIALMENTE FATALI PER IL GOVERNO?

parolin papa leone xiv prevost pena parra barbara jatta franceaca francesca immacolata chaouqui

DAGOREPORT - GRRRRR! LA ZAMPATA DI PAPA LEONE: IN SOFFITTA L’ERA BERGOGLIO, PIENI POTERI A PAROLIN - PREVOST HA RESTITUITO IL FAVORE DELLA SUA ELEZIONE AL TRONO DI PIETRO CONCEDENDO, FINALMENTE IL GOVERNO DELLA CHIESA A PIETRO PAROLIN - PER 13 ANNI IL SEGRETARIO DI STATO E' STATO INFATTI IGNORATO E UMILIATO, PREFERENDO IL PAPA ARGENTINO FARSI RIMBAMBIRE DAL DISCUSSO EDGAR PEÑA PARRA, UNA SORTA DI RASPUTIN NELLE STANZE DI SANTA MARTA - COME NUOVO SOSTITUTO AGLI AFFARI GENERALI DELLA SEGRETERIA DI STATO ARRIVA PAOLO RUDELLI, MENTRE PEÑA PARRA VIENE ACCANTONATO COME NUNZIO IN ITALIA MA PARE CHE DURERÀ POCO: IL SUO NOME È DESTINATO A RIENTRARE NELLE CARTE DEL PROCESSO BECCIU - CON PAROLIN LA CURIA TORNA AD ESSERE UN'ISTITUZIONE CATTOLICA. E FORSE PER QUESTO C’È GRANDE AGITAZIONE TRA “LE CARDINALESSE” DELL'ERA BERGOGLIO, PRIVE DELLO SCUDO  DELLO SCUDO DI PEÑA PARRA: SUOR RAFFAELLA PETRINI, PRESIDENTE DEL GOVERNATORATO VATICANO; BARBARA JATTA, DIRETTRICE DEI MUSEI VATICANI; L’AVVOCATO CANONICO LAURA SGRÒ, PALADINA DI CAUSE MOLTO MEDIATIZZATE E FRANCESCA IMMACOLATA (SI FA PER DIRE) CHAOUQUI...

matteo piantedosi claudia conte

FLASH – FERMI TUTTI: MATTEO PIANTEDOSI E CLAUDIA CONTE SI CONOSCEVANO GIÀ PRIMA CHE IL PREFETTO IRPINO DIVENTASSE MINISTRO! IL 16 DICEMBRE 2021, PIANTEDOSI PARTECIPÒ ALLA PRESENTAZIONE DEL ROMANZO DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, “LA LEGGE DEL CUORE”. UN EVENTO PATROCINATO DAL MINISTERO DELLA CULTURA, ALLORA GUIDATO DA “SU-DARIO” FRANCESCHINI – GLI “ADDETTI AI LIVORI” “DATANO” L’INIZIO DELLA RELAZIONE TRA I DUE AL 2023, QUANDO CLAUDIA CONTE MODERÒ UN CONVEGNO SULL'EREDITÀ DI ALDO MORO AL SENATO, A CUI PARTECIPAVA IL MINISTRO DELL'INTERNO. AVEVANO INIZIATO A FREQUENTARSI PRIMA?