mario draghi

SQUADRA TECNICA O POLITICA? COME DAGO-ANTICIPATO IL DUBBIO PRINCIPALE DI DRAGHI (GOVERNO POLITICO, TECNICO O MISTO) VERRA SCIOLTO IN QUESTE ORE. L'EX NUMERO UNO DI FRANCOFORTE PENSA, PER LA FUNZIONE DI RACCORDO, A UN DOPPIO SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA, GIORGETTI E UN GIALLOROSSO - I CONTRASTI TRA I PARTITI SONO CONSIDERATI "RISOLVIBILI" - I CINQUE STELLE LO PREGANO DI NON SMANTELLARE IL REDDITO DI CITTADINANZA. E A SALVINI DRAGHI ASSICURA: I NOMI DEI MINISTRI LI FARO’ IO

https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/mentre-grillo-ha-gia-nuovo-pupillo-si-chiama-mario-draghi-260346.htm

 

drag queen

Massimiliano Scafi per ilgiornale.it

 

L'uomo di ghiaccio non fa una piega, non muove un muscolo, non si scongela nemmeno quando Matteo Salvini si mette «a completa disposizione» e offre i suoi voti alla causa.

 

 

«Grazie, ne ero sicuro», risponde tranquillo Mario Draghi: infatti già lo sapeva, glielo ha appena confermato Giancarlo Giorgetti, il numero due leghista, da mesi ufficiale di collegamento e autore della conversione europeista del Capitano. «Non poniamo veti né condizioni. E non facciamo nomi», insiste Salvini.

 

Certo, puntualizza l'incaricato, «li farò io». Nessuna polemica, per carità: giusto per chiarire. Poi parla di vaccini, fisco, investimenti, giovani, Recovery: pochi progetti dettagliatissimi per ottenere in fretta i sussidi. Ma è un discorso a grandi linee: per i dettagli martedì.

MARIO DRAGHI

 

Subito dopo tocca al M5s. Incontro cruciale, atteso alla vigilia anche per la curiosità antropologica reciproca. Il banchiere e il comico, l'uomo che ha salvato l'euro e quello che ha sdoganato il vaffa: in che lingua si parleranno? Si capiranno? Beppe Grillo il teatrino vero lo ha appena fatto con i suoi parlamentari, qui a Montecitorio strappa comunque quattro risate a Supermario.

 

Il colloquio scivola via senza troppi drammi, con Draghi che abbozza scenari macroeconomici e illustra l'idea di Paese che ha in mente e i Cinque Stelle che lo pregano di non smantellare il reddito di cittadinanza. Il professore non si sbilancia, dice soltanto che in questa fase «le misure di sussidio per contrastare l'indigenza possono essere importanti» e apre genericamente sui temi ecologisti cari al movimento. I grillini se lo fanno bastare. «Lealtà totale».

 

draghi poppins

All'ora di pranzo il presidente incaricato può tornare in Umbria. Passerà il resto del weekend a lavorare sul programma e sulla squadra, in attesa del secondo giro. Domani i piccoli e le forze sociali, martedì giornata clou con Maie-Leu-Iv-FdI-Pd-Forza Italia-Lega-M5s, uno dopo l'altro fino alle 19. In serata, se tutto andrà bene, o mercoledì mattina, potrebbe salire al Quirinale con la lista e sciogliere la riserva.

 

 

Il dubbio principale, governo politico, tecnico o misto, è ancora da sciogliere. Però Draghi può già trarre un primo bilancio positivo. Il suo esecutivo di salvezza nazionale ha ottenuto il sì di quasi tutti. L'unico no, di Giorgia Meloni, è accompagnato da una promessa: saremo responsabili e appoggeremo i provvedimenti che ci sembreranno buoni. Certo, ci sono ancora grossi problemi. Lega e Cinque Stelle chiedono un esecutivo politico, il Pd tecnico: non vogliono stare nella stessa squadra con Salvini.

 

GIANCARLO GIORGETTI MATTEO SALVINI

Questioni considerate «risolvibili», aspettando che la decantazione finisca e i partiti arrivino a maturazione. Manca poco. Draghi sentirà ancora il capo dello Stato prima di scegliere la composizione giusta. Ministri politici e sottosegretari tecnici, di area? Il contrario? Da un lato il mandato del Colle parla di un governo sganciato da formule politiche. Dall'altra, come suggeriva Sergio Mattarella, non si vuole dare l'impressione di commissariare il Parlamento.

 

E del resto i partiti vanno «legati» in qualche modo, per scongiurare operazioni di disimpegno quando «il gioco si farà duro», quando cioè si dovranno fare delle scelte, varare delle riforme che servono all'Italia ma non andranno bene a tutti. In queste ore l'ex numero uno di Francoforte pensa, per la funzione di raccordo, a un doppio sottosegretario alla presidenza, Giorgetti e un giallorosso. Ma una cosa è certa: nessuna trattativa sui nomi, sarà Draghi a decidere.

giorgettiGIANCARLO GIORGETTI MASSIMO GARAVAGLIA

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?