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1. MATTARELLA, GHERARDO COLOMBO E MARCO TRAVAGLIO HANNO SCOVATO CHI HA ARMATO LA MANO PARANOIDE DELLA STRAGE A PALAZZO DI GIUSTIZIA: BERLUSCONISMO E RENZISMO 2. TRAVAGLIO SU “IL FATTO”: “DA DOVE NASCE L’OSSESSIONE CONTRO I MAGISTRATI CHE HA PRODOTTO UNA RAFFICA DI LEGGI PER SMANTELLARE I PIÙ PREZIOSI STRUMENTI DI INDAGINE E DI RACCOLTA DELLE PROVE, SE NON DALL’ANSIA DI UNA CLASSE DIRIGENTE AD ALTISSIMO TASSO CRIMINALE DI LIBERARSI DEL CONTROLLO DI LEGALITÀ PER DELINQUERE INDISTURBATA?’’

1. IL FALCO E IL COLOMBO

CLAUDIO GIARDIELLO ARRESTATO A VIMERCATECLAUDIO GIARDIELLO ARRESTATO A VIMERCATE

Massimo Gramellini per “la Stampa”

 

Un paranoide condannato per bancarotta fraudolenta compie una strage a palazzo di Giustizia, ammazzando tra gli altri anche un giudice, e immancabilmente salta su qualcuno a denunciare il clima ostile creatosi intorno alla magistratura. Come se ad armare la mano omicida fosse stata la polemica politica sulla responsabilità civile e le ferie dei giudici.

 

napolitano mattarella gasparrinapolitano mattarella gasparri

Come se quel magistrato fosse stato ucciso in quanto simbolo dell’indipendenza delle toghe e non in quanto bersaglio di una resa dei conti maturata nella testa di un uomo ossessivamente ripiegato sui fattacci suoi. (A cui nessuno aveva pensato di togliere il porto d’armi dopo la condanna: è questo, oltre alle difese colabrodo del tribunale, il vero mistero e il vero scandalo). 

 

Poiché la lista dei morti è completata da un avvocato e da un socio dell’assassino, se ne deve forse dedurre che anche le categorie degli avvocati e dei soci avrebbero diritto di lamentare un atteggiamento persecutorio nei loro confronti? Gherardo Colombo ha sicuramente parlato sotto l’impulso del dolore personale: quel giudice era un ex collega e un amico.

trv21 gherardo colombo marco travagliotrv21 gherardo colombo marco travaglio

 

E prima di svalutare il lavoro dei magistrati bisogna sempre ricordarsi, come ha fatto Mattarella, che operano in prima linea sulla carne viva del Paese. Ma certe manipolazioni emotive della realtà alimentano il mostro nazionale del vittimismo. Mentre Colombo commentava un fatto di cronaca nera per sottolineare il disagio della magistratura, altri trasformavano il truffatore omicida in un prodotto della crisi economica. E così si perdeva di vista che a uccidere e a morire non erano stati dei simboli, ma degli esseri umani.  

massimo gramellini (2)massimo gramellini (2)

 

2 - MATTARELLA FA SCUDO AI MAGISTRATI: «RESPINGERE IL DISCREDITO SU DI LORO»

Marco Gorra per “Libero quotidiano”

 

Dire papale papale che è colpa di Berlusconi, quello no: non si porta più, fa così anni Zero e stona con la stagione del rinnovamento. Dirlo senza tirare in ballo il Cavaliere - anche perché non è che ci vogliano tre lauree per capire che è da quelle parti che si sta andando a parare - invece si può. Anzi, si deve.

 

spari al tribunale di milano   5spari al tribunale di milano 5

Ed allora vai con la grande teoria: se un matto prende su una pistola e va in tribunale a vendicarsi della vita a suon di morti e feriti, la colpa non sarà del matto in questione, ma del clima di delegittimazione della magistratura e del discredito gettato sulle toghe, la responsabilità dei quali ricade su indovinate un po’ chi. Con criterio non dissimile da quello di quanti imputavano l’arretramento culturale dei giovani a Drive In e la crescita dell’evasione fiscale alle tirate anti-tasse da comizio dei forzisti, ieri un composito schieramento ha spostato l’asticella di un paio di tacche all’insù.

spari al tribunale di milano   4spari al tribunale di milano 4

 

Ad armare la mano del pistolero del tribunale di Milano, viene sostenuto, sono stati quei cattivoni che si permettono di criticare l’operato della magistratura e che instillano nel cittadino la sovversiva convinzione che le toghe non siano per contratto eroi senza macchia e senza paura. Tesi ardita, che pure non ha mancato di trovare sponsor ai più alti livelli. A partire dal più elevato: «I magistrati», ha infatti detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al plenum straordinario del Csm, «sono sempre in prima linea, e ciò li rende particolarmente esposti».

 

spari al tribunale di milano   2spari al tribunale di milano 2

Di conseguenza, conclude il capo dello Stato, «anche per questo va respinta con chiarezza ogni forma, anche strisciante di discredito nei loro confronti». A tracciare il solco era stato, a cadaveri ancora caldi, il già uomo simbolo del pool di Mani Pulite ed attualmente consigliere di amministrazione Rai in quota Pd Gherardo Colombo. «Temo», aveva detto l’ex magistrato a Sky, «che il sentimento che si nutre nei confronti della magistratura in questi periodi, questa sottovalutazione e svalutazione del ruolo, sia un’aria che contribuisce, ovviamente involontariamente, a rendere più facilmente possibili atteggiamenti mentali di questo tipo».

FERDINANDO CIAMPIFERDINANDO CIAMPI

 

Prodotto l’obbligatorio disclaimer del «non faccio un collegamento diretto», Colombo ribadiva il concetto: «Certo è», sottolineava, «che la scarsa considerazione che a tutti i livelli hanno i magistrati toglie loro credibilità e in qualche misura li svaluta». Su linea analoga anche il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini, secondo cui il problema è la «poca attenzione» che viene riservata all’enorme lavoro quotidiano dei magistrati italiani che assolvono le proprie funzioni in condizioni difficili con sacrificio e dedizione».

 

A ribadire l’antifona avrebbero di lì a poco provveduto altri due magistrati, Ciro Cascone («Mi chiedo e ci chiediamo quanto quello che è accaduto non risenta in lontana maniera del clima mediatico che non è dei più simpatici») e Claudio Castelli («Un attacco alla giustizia, intesa come magistratura e avvocatura insieme, la giustizia che viene continuamente additata come elemento deteriore in questo Paese»).

pagina facebook dedicata a claudio giardiellopagina facebook dedicata a claudio giardiello

 

Nonostante l’enormità della tesi, dal campo politico si registra un silenzio quasi totalie Tra i rappresentanti del popolo tutti presi a rincorrersi al grido di «chi ha sbagliato paghi», «si faccia piena luce» e via banalizzando, a segnalarsi è infatti solo il leghista Roberto Calderoli che, si dice «sconcertato di fronte a certe dichiarazioni» e ricorda che « il cordoglio è per tutti, non solo per i magistrati».

 

3. CHI SPERA, CHI SPARA

Marco Travaglio per il “fatto Quotidiano”

 

claudio giardielloclaudio giardiello

Forse esagera Gherardo Colombo, sopraffatto dall’emozione per l’assassinio dell’ex collega e amico Ferdinando Ciampi, quando collega la sparatoria di ieri al Palazzo di Giustizia di Milano al “brutto clima” che si respira intorno alla magistratura. Ma il folle ragionamento che ha portato il killer Claudio Giardiello a incolpare per la sua bancarotta non se stesso, ma il giudice, il pm e il coimputato-testimone, e a scaricare su di loro il piombo della vendetta, non è inedito né isolato. Sono trent’anni che qualunque potente finisca alla sbarra per i propri delitti se la prende regolarmente con i magistrati che l’hanno scoperto, invece di guardarsi allo specchio e battersi il mea culpa sul petto.

 

FERDINANDO CIAMPI FERDINANDO CIAMPI

E siccome gli imputati eccellenti possiedono giornali e tv, o hanno amici che li possiedono, o avvocati in Parlamento, o magari vi siedono essi stessi, sono riusciti a dirottare l’attenzione dai crimini e da chi li commette verso i pm che li smascherano e i giudici che li processano. Da dove nasce l’ossessione contro i magistrati, i pentiti, i testimoni e le intercettazioni, che ha prodotto una raffica di leggi per smantellare i più preziosi strumenti di indagine e di raccolta delle prove, se non dall’ansia di una classe dirigente ad altissimo tasso criminale di liberarsi del controllo di legalità per delinquere indisturbata?

MATTEO RENZI ELEMOSINAMATTEO RENZI ELEMOSINA

 

È la stessa radice “culturale” che ha appena prodotto la legge –unica al mondo – sulla responsabilità civile dei magistrati, che consente a qualunque imputato (nel penale) o denunciato (nel civile) di chiedere i danni allo Stato – senza filtri di ammissibilità – per qualsiasi decisione sgradita del suo giudice, nella speranza di costringerlo ad astenersi, cioè di sbarazzarsene al più presto e di trovarne un altro più morbido o più spaventato. Il killer Claudio Giardiello non disponeva di questi strumenti per spaventare i suoi giudici. Non aveva un partito alle spalle, né avvocati famosi e/o parlamentari, né tv o giornali disposti a scatenare campagne mediatiche a suo favore.

 

……

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