trump proteste casa bianca

STURM UND TRUMP! IL PRESIDENTE USA PORTATO CON LA FAMIGLIA NEL BUNKER DURANTE LE MANIFESTAZIONI DAVANTI ALLA CASA BIANCA (ERA DALL’11 SETTEMBRE CHE IL BUNKER NON VENIVA UTILIZZATO) – AMERICA IN RIVOLTA DOPO L’OMICIDIO FLOYD. LE RIBELLIONI E LE VITTIME DEL CORONAVIRUS SONO E SARANNO ADDEBITATE A TRUMP. BIDEN VOLA: ORA HA 10 PUNTI DI VANTAGGIO NEI SONDAGGI (SENZA FAR NULLA…). PS: GLI SCONTRI SOCIALI POTREBBERO INCENDIARE ANCHE L’EUROPA, CAUSA POVERTÀ, CHE SI PREFIGURA DILAGANTE…

Da Piccolenote.ilgiornale.it

 

trump

Venerdì, durante le manifestazioni alla Casa Bianca, Trump e la sua famiglia sono stati portati nel bunker sotterraneo. La notizia dà l’idea di quanto sta effettivamente accadendo negli Usa. Non è l’ennesima rivolta della comunità afroamericana, ormai cicliche ma limitate. È qualcosa molto di più profondo e organizzato.

 

È dall’11 settembre che il bunker della Casa Bianca non viene utilizzato (almeno ufficialmente). Non stupisce allora la foto virale su twitter, con manifestanti che danno l’assalto alla Trump Tower, con dietro un grattacielo fumigante, illusione ottica o altro, che riecheggia l’immagine delle Torri gemelle.

 

Le proteste per l’omicidio del povero George Floyd dilagano in America, mentre i media mainstream, da tempo schierati contro il presidente, cavalcano l’onda denunciando le sue intemperanze verbali ed evitando di sottolineare le devastazioni dilaganti (vedi immagine ufficiale di Twitter, foto icastica, classica da rivoluzione colorata).

E deliberatamente ignorando i messaggi di Trump nei quali il presidente ha espresso il proprio dolore, vero o falso che sia, per la morte di George Floyd.

proteste usa trump tower

Messaggi come questo: “La morte di George Floyd per le strade di Minneapolis è stata una grave tragedia. Non avrebbe mai dovuto succedere. Ha riempito gli americani di tutto il paese di orrore, rabbia e dolore“.

 

Anche Axios, sito autorevole non consegnato agli antagonisti di Trump, nel descrivere l’imbarazzo dei consiglieri del presidente, che premono perché attutisca la sua vis retorica, indugia nel primo twet di Trump, ormai famoso, nel quale il presidente sembrava ordinare alla polizia di “sparare” sui manifestanti.

 

Una narrativa ormai consegnata alla storia, nonostante il giorno dopo Trump abbia spiegato in maniera inequivocabile il senso di quel tweet con altri due.

 

Questo il primo: “Il saccheggio porta a sparare, ed è a causa di ciò che un uomo è stato ucciso e ucciso a Minneapolis mercoledì sera – oppure guarda cosa è successo a Louisville, dove sono state uccise 7 persone. Non voglio che ciò accada, ed è quello che voleva esprimere il messaggio di ieri sera …”

 

Questo il secondo: “Ne ho parlato come un fatto, non come un’affermazione. È molto semplice, nessuno dovrebbe avere alcun problema con questo a parte gli odiatori e coloro che cercano di causare problemi sui social media. Onora il ricordo di George”.

DONALD TRUMP TWITTER

Ora, anche se si vuole interpretare tale messaggio come una pezza messa su una dichiarazione spregevole, va da sé che ha il valore di un ripensamento. Invece tale spiegazione è stata semplicemente ignorata, come mai avvenuta. Resta così l’inesistente invito di Trump a sparare sulla folla…

 

L’America brucia. E di fronte a tale devastazione nessun presidente degli Stati Uniti può rimanere inerte. Neanche Obama avrebbe potuto accettare la violenza dilagante.

 

Trump non può dare l’idea del presidente imbelle: perderebbe la fiducia di tanti americani terrorizzati dal combinato disposto coronavirus/saccheggi-incendi di piazza. Da qui i suoi messaggi che chiedono il ripristino della legge e della sicurezza.

Quanto sta avvenendo viene da lontano, da una dialettica politica diventata da tempo esistenziale, rilanciata in questi giorni per portare lo scontro al parossismo.

 

Se il giorno dopo l’omicidio di Floyd era ovvio che su twitter dilagassero messaggi indignati per l’accaduto, meno ovvio che diventassero virali altri di carattere razzista o percepiti come tali (vedi BusinessInsider), che hanno incendiato ancor più le piazze. Twitter, pronto a censurare Trump, è apparso un po’ distratto sul punto.

 

Il Russiagate e il coronavirus

proteste usa casa bianca

Tutto vecchio, da tempo gli antagonisti di Trump usano metodi extra-parlamentari per estrometterlo dalla Casa Bianca. È il caso del Russiagate, forse uno dei più grandi scandali mai avvenuti oltreoceano, dato che la vecchia amministrazione, ormai sconfitta alle elezioni, ha ordinato un’indebita inchiesta contro i vincenti.

 

Un’inchiesta che si è rivelata “truccata”. Proprio in questi giorni stavano emergendo i particolari delle manipolazioni: l’Fbi ha incastrato Michael Flynn, primo Consigliere alla Sicurezza nazionale della nuova amministrazione, accusandolo di aver chiesto ai russi di aiutare Trump.

 

proteste usa

Accusa che ha portato quasi a incriminare Trump e sopratutto gli ha impedito di avere rapporti con Mosca. Di questi giorni le de-secretazione dei contenuti delle conversazioni tra Flynn e l’ambasciatore russo incriminanti, nelle quali in realtà si chiedeva ai russi di non rispondere in maniera esagerata a un’iniziativa diplomatica di Obama perché ciò avrebbe da subito “incastrato” Trump in una logica di azione e reazione.

 

Non solo, Flynn chiedeva cooperazione in funzione anti-terrorismo, dal momento che Russia e Usa hanno un nemico comune in Medio oriente, cioè l’Isis. Nessun accenno a richieste per favorire Trump alle elezioni (The Hill).

 

Invece l’inchiesta dell’Fbi ha convinto il mondo di altro, con una manipolazione clamorosa, da colpo di Stato. Le proteste di questi giorni hanno letteralmente sotterrato tali rivelazioni.

proteste a washington per omicidio di george floyd 1

Gli scontri sociali stanno rafforzando Biden, che ora ha 10 punti su Trump nei sondaggi (senza far nulla…). Se l’ala radicale dei democratici finora aveva certa ritrosia a votarlo, ora voterà in massa per cacciare Trump.

E ancora: le manifestazioni espongono gli Usa a una nuova e più massiccia ondata di coronavirus: “Le ribellioni saranno la fine dei Lockdowns” è il titolo di un pezzo del Washington Examiner. Va da sé che le vittime del coronavirus sono e saranno addebitate a Trump. Tempesta perfetta in America, epicentro Casa Bianca.

 

Ps. Gli scontri sociali potrebbero incendiare anche l’Europa, causa povertà, che si prefigura dilagante…

proteste a washington per omicidio di george floyd 3

 

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