SUA EMINENZA IL VITALIZIO - CHI PUÒ FAR DURARE LA LEGISLATURA FINO AL 2013? IN CASO DI ELEZIONI ANTICIPATE ADDIO ALLA CUCCAGNA DELLA PENSIONE! - LA MOSSA A SORPRESA DEL BANANA SBUCCIATO SERVE A PRENDERE TEMPO E POTREBBE TAMPONARE L’EMORRAGIA DI PEONES - DA CASINI AGLI SMONTEZEMOLATI A FLI, SONO TUTTI PRONTI AD ACCOGLIERLI (MA NESSUNO GARANTISCE LORO UNA RIELEZIONE), E POI A NAPOLITANO 40/50 DEPUTATI PER UN GOVERNO AMATO/MONTI POTREBBERO NON BASTARE...

Fabrizio d'Esposito per "il Fatto Quotidiano"

Con due mesi di ritardo sulla Storia. Dall'Otto Settembre all'Otto Novembre. Di martedì. Nel foglietto davanti a sé, carta minuta con l'intestazione della Camera dei deputati, il neopremier di minoranza (e dimissionario a parole) ne segna otto di traditori. In realtà i badogliani del centrodestra sono più di una decina. L'ultimo arriva dopo il voto disastroso sul rendiconto. È buio e piove. Luigi Vitali si precipita a dichiarare: "Berlusconi rassegni le dimissioni".

Nel pancione in subbuglio del Pdl, la sorpresa è enorme. L'avvocato Vitali è un antico specialista delle leggi ad personam. I sospetti si addensano sulla sua provenienza geografica. Vitali è pugliese e risponde al ministro Raffaele Fitto. Così come era vicina a Fitto, la bionda Gabriella Carlucci passata all'Udc l'altro giorno. In un preoccupato capannello di peones ci s'interroga con ansia a vicenda: "A che gioco sta giocando Fitto? Vuoi vedere che ha ripreso a trattare sottobanco con Casini? In fondo sono due democristiani".

Solitario y peon, Domenico Scilipoti avanza a passo di marcia nel Transatlantico e si confida : "Il mio cuore è turbato". Questione di sentimenti. Scilipoti è l'icona dei Responsabili che salvarono il Cavaliere nella fatidica fiducia del 14 dicembre 2010. Oggi però tira un'aria completamente diversa. L'elenco delle defezioni di ieri supera gli otto traditori appuntati a penna dal premier. In una nota Giustina Destro, Roberto Antonione, Fabio Gava, Giancarlo Pittelli, Antonio Buonfiglio annunciano che non voteranno il rendiconto. I primi quattro fanno parte della pattuglia frondista dell'Hassler.

Ne mancano due, Giorgio Stracquadanio e Isabella Bertolini, recuperati all'ultimo momento, almeno per questo voto. Buonfiglio è un peone che ondeggia da settimane tra Pdl e Fli. Adesso si è accodato a Gava e Destro che potrebbero formare il gruppo montezemoliano della Camera. Se arrivano a venti potrebbero chiamarsi proprio "Italia Fu-tura". Gli altri assenti sono sparsi tra ex Pdl ed ex Responsabili: Francesco Stagno D'Alcontres, Luciano Sardelli, Santo Versace, Calogero Mannino. Per motivi di salute manca il segretario del Pri Francesco Nucara.

Ricoverato in ospedale. Qualcuno maligna: "Nucara aveva già detto che non avrebbe più votato la fiducia, è stanco e arrabbiato con il premier". In aula si astiene Franco Stradella del Pdl. Poi il caso di Gennaro Malgieri. L'ex direttore del "Secolo d'Italia", nonché ex consigliere d'amministrazione della Rai, scompare al momento del voto. La pipì o una medicina da prendere. I suoi ex amici finiani interpretano: "Malgieri ha una lunga tradizione di assenze strategiche al momento di votare, sin dai tempi del Fronte del Gioventù".

Alla fine, trecentotto è il numero che inchioda il Cavaliere al suo nerissimo Otto Novembre. In aula controlla e ricontrolla i tabulati elettronici e non si fa capace. I cosiddetti malpancisti e potenziali frondisti aspettano gli eventi. I finiani di Fli riferiscono che "due del Pdl" sono pronti a passare. Una "ha il nome straniero". È l'unica: Souad Sbai. L'altro è un uomo, ma non si sa chi. Siamo ancora allo stillicidio, non alla slavina che B. teme da giorni.

Un malpancista rivela il pensiero di fondo che anima le riunioni segrete: "Il vero punto è chi potrà garantire la durata della legislatura fino al 2013. Se Berlusconi vuole andare a sbattere per chiedere le elezioni anticipate, ci sarà un esodo notevole". Ed è per questo che viene considerata una kamikaze la sottosegretaria Daniela Santanché che quasi grida: "Dimissioni mai, prima fiducia al Senato poi alla Camera". Un suicidio. Smentito dallo stesso B. in serata al Quirinale: legge di stabilità e poi dimissioni. È vera resa senza conti ulteriori?

La mossa spiazza tutti. A microfoni spenti, nel Pdl ammettono: "Serve anche a prendere tempo, una settimana in più di sopravvivenza poi si vedrà". E soprattutto potrebbe tamponare l'emorragia di peones in nome dello stipendio da parlamentare fino al 2013 e relativa pensione. Claudio Scajola, frondista ante-litteram insieme al senatore Beppe Pisanu, riunisce i suoi parlamentari nella fondazione Cristoforo Colombo e conferma il pensiero di fondo alla base dell'eventuale slavina: "Quel che è sicuro è che da domani comincerà il fuggi fuggi dal Pdl. Gli altri partiti si ingrosseranno per evitare le elezioni".

La svolta di B. fino a che punto imbriglia i piani dei traditori? In ogni caso i "contenitori" per raccogliere sono pronti: il gruppo montezemoliano di Gava e Destro, l'Udc di Casini e Cirino Pomicino (grande protagonista degli ultimi movimenti), pure il Fli di Gianfranco Fini. In serata, altre riunioni e cene.

Ma un malpancista informato raffredda gli entusiasmi generali per la caduta di B. e rivela: "A Napolitano potrebbe non bastare una nuova forza di 40/50 deputati per il governo Monti. Il nodo è politico e riguarda Berlusconi e il Pdl. Senza di loro non farà nulla". Questa è la Rodi dei frondisti e qui bisogna saltare. Per farlo c'è tempo ancora una settimana lunghissima.

 

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