SULL’IMU IL CAV NON INTENDE FAR CADERE IL GOVERNO - ASPETTA LA CASSAZIONE SUL PROCESSO MEDIASET – RESA DEI CONTI A FINE SETTEMBRE

Ugo Magri per "la Stampa"

Le ultime da Arcore raccontano che il Cavaliere non ha alcuna reale intenzione di buttar giù il governo, né sull'Imu né sul resto. E che stasera ne renderà edotti i suoi deputati, in particolare quanti insistono a minacciare il ministro dell'Economia Saccomanni, ai loro occhi reo di non avere ancora trovato il modo di cancellare la tassa. Per cui, come spesso accade in politica, l'apparenza fa a pugni con la sostanza.

Chi si affidasse alle dichiarazioni di Bondi (che ingiunge al ministro di sforare il 3 per cento di deficit fissato dall'Europa), oppure prendesse alla lettera gli ultimatum di Brunetta sull'Imu, cui replica per conto del Pd Zanda, sarebbe indotto a credere che Letta possa andare davvero a casa, qualora non obbedisca ai diktat Pdl. Ma chi ha parlato con Silvio spiega che le cose stanno diversamente.

L'uomo è convinto (alla pari dei sondaggi di Euromedia) che l'Italia tutto desideri, tranne una crisi di governo. Ha maturato la convinzione che, se il Pdl non brilla nei consensi come qualche settimana fa, ciò non ha nulla a che vedere con l'appoggio a Letta o con l'Imu, semmai con certe polemiche fuori misura nei toni e nella sostanza. In più, Berlusconi è il primo a provare disgusto per lo spettacolo di liti intestine tra «falchi»e «colombe», figurarsi il suo elettorato... Questo si scommette che stasera dirà ai suoi deputati, con una replica domani ai senatori.

Poi, è chiaro, pubblicamente ribadirà l'importanza della battaglia sull'Imu, non svilirà certo quella sull'Iva, benedirà la campagna di Capezzone (nonché dello stesso Brunetta) per far ottenere entro fine anno alle imprese quanto deve loro lo Stato. Insomma, il Cav cercherà di strappare a Letta e a Saccomanni il massimo possibile.

Però avendo chiaro che non c'è nulla di miracolistico nelle ricette in circolazione. comprese quelle del suo partito. Anzi, l'uomo pare sia rimasto senza fiato quando qualcuno gli ha fatto notare che, nei programmi Pdl di rientro dal debito, accanto alle dismissioni immobiliari è previsto un forte rincaro delle concessioni, comprese quelle televisive...

Per farla breve: l'ipotesi che entro un mese il Pdl tolga la fiducia al governo, qualora la richiesta sull'Imu non venga soddisfatta al 100, è considerata da quelle parti un bluff. Tanto più che la personale sorte di Berlusconi come leader e come imputato si capirà più avanti, a fine settembre, quando sarà individuato il collegio giudicante di Cassazione per il processo Mediaset, che dovrà confermargli o meno i 4 anni di carcere in Appello.

Tra gli amici di lungo corso del Cavaliere si dubita che lui vorrà presentarsi a quell'appuntamento dopo aver causato un cataclisma politico: «Semmai lo farà dopo», concedono, «qualora dovesse accorgersi che, invece del famoso giudice a Berlino, l'hanno messo di fronte a un plotone d'esecuzione...».

Ecco perché Lupi e Cicchitto, sintonizzati sulle frequenze di Arcore, precisano che al momento il Pdl «non sfiducia nessuno», e «alla gente interessa la battaglia sui contenuti», insomma preparano il terreno a un onorevole compromesso. Pure la falchissima Santanché, troppo furba per farsi trovare spiazzata, prudentemente tace in attesa di sentire la viva voce del Capo.

 

Letta e Berlusconi ENRICO LETTA E SILVIO BERLUSCONIsantanche e berluLuigi Zanda Capezzone MAURIZIO LUPI Fabrizio Cicchitto

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