TANGENTOPOLI IN CAMICIA NERA - I TRAFFICI SEGRETI DEL DUCE CON LA “PERFIDA ALBIONE” (E QUEI POZZI DI PETROLIO IN IRAQ CEDUTI ALLA BRITISH PETROLEUM)

Dino Messina per il "Corriere della Sera"

L'economia conosce strade che spesso la politica finge di ignorare fino all'assurdo della creazione di due mondi paralleli. È quanto avvenne per esempio nell'Italia della prima metà del Novecento nei rapporti con la Gran Bretagna, che era e rimase per una gran parte della nostra società il punto di riferimento principale, come oggi sono gli Stati Uniti. Dal punto di vista culturale e soprattutto economico.

Non è un caso che Umberto I di Savoia, già scampato a due attentati, poco prima di morire sotto i colpi della rivoltella di Gaetano Bresci (29 luglio 1900) volle sottoscrivere con i Lloyds di Londra un'assicurazione sulla vita e i suoi eredi anche negli anni in cui il Regno Unito era diventato la Perfida Albione decisero di far gestire il capitale del premio assicurativo dalla Banca d'Inghilterra. Nel secondo dopoguerra l'Italia cercò senza successo di dimostrare che quei soldi spettavano alla Repubblica e non alla monarchia.

L'Inghilterra, anche dal punto di vista economico, del resto rimane centrale nei percorsi di Mussolini sin dalle origini. Risale al 1917 e alla fondazione del «Popolo d'Italia» un contributo di cento sterline alla settimana (circa seimila euro attuali) offerti all'ex leader socialista dall'agente dell'Intelligence britannica Samuel Hoare (futuro ministro degli Esteri durante la crisi etiopica). Così la Gran Bretagna, come ha ben raccontato Mauro Canali nel «Delitto Matteotti» (Il Mulino, 2004), ebbe un ruolo fondamentale in quella che viene considerata la prima crisi del fascismo e una delle sue più grandi vergogne.

L'ultimo articolo scritto dal grande esponente socialista, prima dell'assassinio, fu pubblicato in Gran Bretagna ed era una denuncia dei «gravissimi casi di corruzione» riguardanti alti esponenti del fascismo che avrebbero dovuto appoggiare la convenzione della società petrolifera Sinclair Oil. In una lettera testamentaria l'assassino Amerigo Dumini sostenne che una tangente di un milione e mezzo era andata ad Arnaldo Mussolini, fratello di Benito.

Naturalmente dell'affare petrolifero si parlò pochissimo così come non venne dato grande risalto a una notizia che ai nostri occhi risulta clamorosa, cioè la cessione alla British Petroleum nel 1934 di tutti i pozzi di petrolio che l'Italia (con l'Agip) era riuscita ad accaparrarsi in Iraq. Un vero colpo di testa di Mussolini, il quale dopo aver giocato d'astuzia con la Gran Bretagna e le Sette Sorelle decise di cedere le concessioni perché aveva bisogno di soldi per finanziare l'impresa africana.

Anche su questa storia è istruttivo un libro di Canali, «Mussolini e il petrolio iracheno. L'Italia, gli interessi petroliferi e le grandi potenze» (Einaudi, 2007). Pochi ricordano che l'Italia sanzionata dalla Società delle Nazioni conquistò l'effimero impero africano grazie al petrolio venduto dagli Stati Uniti.

Mentre il fascismo faceva la guerra ideologica alla Perfida Albione, che dal 1937 al maggio 1940 ebbe come primo ministro il campione dell'appeasement Neville Chamberlain, a Roma e Milano prosperava nella società reale un partito filo-britannico che aveva i suoi esponenti nella grande borghesia dei Lepetit, dei Piaggio, dei Pirelli. Mussolini del resto considerava un nemico politico uno dei maggiori esponenti del fascismo, Dino Grandi, ex ministro degli Esteri che negli anni Trenta ebbe un ruolo centrale come ambasciatore a Londra.

Con l'arrivo della guerra il bonario Chamberlain venne sostituito dal determinato Winston Churchill, che fu spietato nella lotta al nazifascismo ma che con Mussolini, come testimoniano anche scritti degli anni Venti, ebbe una relazione di stima (anche in funzione anticomunista). Ma questa è una storia diversa.

 

 

saluto al duceBenito Mussolinigiacomo-matteottibritish petroleum LogoWinston Churchill

Ultimi Dagoreport

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…