TAXI CONTRO TAXI! - SI SCANNANO I 23 SINDACATI DEI TASSINARI ROMANI - PRIMA LA VOCE GROSSA: “QUESTO GOVERNO VUOLE DEREGOLAMENTARE IL SERVIZIO”, “NO AL PART-TIME” E PERSINO “BERLUSCONI SALVACI TU!” - POI UN COMUNICATO INVITA TUTTI A RIPRENDERE IL LAVORO: “SE STIAMO FERMI CI RIMEDIAMO PURE QUALCHE DENUNCIA COME E' SUCCESSO A NAPOLI” - E LA BASE LI CONTESTA: “NON CI RAPPRESENTATE, BLOCCHIAMO LA CITTÀ”…
Enrico Fierro per il "Fatto quotidiano"
Finisce con i 23 sindacati dei tassisti che si spaccano e litigano tra di loro. Il nodo al quale stanno impiccando gli 8 mila tassisti della Capitale è semplice: come continuare una lotta che dura da dieci giorni e che sta mettendo in ginocchio la categoria. In mattinata Cgil, Cisl, Ugl, Fedfertaxi, Atitaxi, Lega Coop e Cisal sono per lo scioglimento dei turni, gli altri no e invitano i tassisti a riprendere il lavoro. Sciogliere i turni, vale a dire tutti in strada, riempire la città di 8 mila macchine bianche, intasare nodi come la Stazione Termini, l'aeroporto di Fiumicino, il centro storico.
"Così capiscono che di taxi a Roma ce ne sono già troppi", dice un tassinaro arrabbiato. Cosa fare lo deciderà quello che i tassisti chiamano il "Parlamentino", l'organismo che riunisce le 23 sigle sindacali della categoria. A fine serata, con la ripresa del servizio (prevista per le 22) incombente, un comunicato della maggioranza dei sindacati invita tutti a riprendere il lavoro.
"Una rappresentanza delle organizzazioni nazionali del settore taxi ha avviato un percorso di confronto con tutte le forze politiche del Parlamento per valutare la possibilità di modificare il testo del decreto, così come approvato dal Consiglio dei ministri ma non ancora promulgato".
Si legge in un comunicato: "Alcune nostre richieste sono state già recepite nel testo del Governo, come ad esempio la necessità di scongiurare l'industrializzazione del settore con l'ingresso delle società di capitale attraverso il cumulo delle licenze. Sembrerebbe sia stata anche precisata l'operatività territoriale delle licenze", affermano i sindacati, ma "nel testo del decreto ci sono ancora cose da chiarire, come ad esempio le funzioni e le competenze dell'Authority, le doppie licenze compensative e quelle part time.
Chiediamo, inoltre, che nel testo definitivo venga rispettato il ruolo dei sindaci nelle scelte sul trasporto pubblico locale". A tarda sera tocca a Loreno Bittarelli, leader dei tassisti romani, salire sul camion adibito a palco per invitare i tassisti a sospendere ogni forma di lotta, mantenendo, però, l'allerta massima".
"Abbiamo incontrato i capigruppo di Camera e Senato del Pdl, domani (oggi per chi legge, ndr) parleremo con il Pd, ma già sono emersi nel decreto tanti profili di incostituzionalità , non solo sulla competenza territoriale dell'autorità . Maurizio Gasparri è il primo a rendersi conto che la doppia licenza compensativa e le licenze part-time sono inapplicabili. Inoltre, gli stessi sindaci si rendono conto che l'autorità andrebbe a violare la loro competenza esclusiva sulla mobilità e i trasporti locali". Quindi "riprendiamo il lavoro, perché se stiamo fermi ci prendono per il collo e ci rimediamo pure qualche denuncia come purtroppo e' successo a Napoli".
Stop and go, voce grossa la mattina e miele sparso la sera. Una strategia assurda che dura da giorni e ha sfiancato i tassisti e lasciato ampi spazi a chi vuole strumentalizzare politicamente la vertenza. "Berlusconi salvaci tu! Ritorni il nostro legittimo presidente del Consiglio", dice un sindacalista la mattina dal palco. "Avete visto Amato in tv? Prende 32 mila euro di pensione al mese, quanto 50 tassisti".
"Non conosciamo il testo del decreto, ma una cosa è certa: questo governo vuole deregolamentare il servizio taxi", urla Giacobbe della Cgil. "No al part-time, come cazzo facciamo a campare con un turno ridotto", tuona Loreno Bittarelli. "Faremo incontri con tutti i partiti perché la categoria deve sapere chi è con noi e chi contro di noi, poi valuteremo il da farsi. Lottare fino alla morte".
Lo ripete tre volte, il leader dei tassisti (abbondantemente contestato in questi giorni). "Voi non ci rappresentate - urla un taxi-driver strappando il microfono a un sindacalista - sciogliamo i turni andiamo tutti per strada, blocchiamo la città ". E' finita a tarda sera un'altra giornata di sciopero. Si aspetta ancora, delusi e con la notizia che allarma: 441 tassisti napoletani sono stati denunciati per interruzione di pubblico servizio.
taxi
TASSISTI
PROTESTE TAXI A ROMA jpeg
MAURIZIO GASPARRI
Loreno Bittarelli
SILVIO BERLUSCONI
GIULIANO AMATO