TIPI SINISTRI – PERNA SI ATTACCA ALLA GIUGULARE DELLA SERRACCHIANI: “ SU AZZOLLINI IL PAPPAGALLETTO DI RENZI HA CINGUETTATO PER LA PRIMA VOLTA FUORI DAL CORO. CHE SUCCEDE?” – ''SI PREPARA FORSE A MOLLARLO ORA CHE LA SUA POPOLARITÀ È IN CALO”?

Giancarlo Perna per "Libero"

 

orenzo Guerini Debora Serracchiani Luca Lotti Maria Elena Boschi b b adb c f a b ba MGzoom orenzo Guerini Debora Serracchiani Luca Lotti Maria Elena Boschi b b adb c f a b ba MGzoom

Mentre siete ai mari o ai monti lieti e leggeri, il Palazzo romano è dilaniato da un rovello: a che gioco gioca Debora Serracchiani? Il pappagalletto di Matteo Renzi, sempre allineata con lui, ha per la prima volta cinguettato fuori dal coro. I fatti sono noti. La procura di Trani chiedeva al Senato l’arresto per malversazioni di Antonio Azzollini, pedissequo di Angiolino Alfano. Per la Giunta delle Immunità le condizioni per metterlo in ceppi c'erano.

 

Ncd però non ha accettato il verdetto e chiesto che il voto decisivo in Aula fosse a scrutinio segreto. Essendo Ncd alleato essenziale, il Pd lo ha accontentato e i senatori di Renzi hanno deciso secondo coscienza. La coscienza gli ha detto che Azzollini poteva aspettare il processo senza languire ai domiciliari e hanno respinto la richiesta dei pm.

 

Debora Serracchiani Debora Serracchiani

Si può discutere se a suggerire la clemenza sia stato lo scrupolo o l'interesse a tenersi buoni Alfano & soci, ma il voto è stato chiaro e la decisione saggia. Che uno su cui pende un’accusa da colletto bianco possa vivere libero finché il processo non ne stabilisca il fondamento, è regola di civiltà.

 

In Italia però i paladini del carcere preventivo sono più numerosi degli evasori fiscali e Debora Serracchiani è tra i paladini. Dopo il voto, la deputata, vicesegretaria del Pd e Governatrice del Friuli Venezia- Giulia è sbottata: «Ci dobbiamo scusare (con gli elettori pd, ndr) perché non abbiamo fatto una bella figura».

 

Una dichiarazione di pancia che ne ha confermato la sinistrosità congenita, di cui parleremo. Spinta dal suo demone, Debora non ha aspettato di sapere come la pensava Renzi, contrariamente alle sue abitudini. Si è così ritrovata sullo stesso fronte degli avversari interni del premier, i Cuperlo, i Bersani e sinistri vari, tutti col pollice verso per Azzollini.

 

Debora Serracchiani Debora Serracchiani

Ne è nato un putiferio tale che Renzi ha preferito pensarci su due giorni. Poi ha sentenziato: «I senatori non sono i passacarte della procura di Trani».Ossia: bene hanno fatto i padri coscritti a salvare Azzollini e male Serracchiani ad aprire bocca e darle fiato. Da una settimana, salvo errore, Debora non appare nei Tg a fare la ventriloqua di Renzi. È in punizione.

 

Ma ha incassato bene. Non ha più insistito su Azzollini ma neppure ritrattato la sua posizione. Tace e lascia che il tempo lenisca le ferite. Serracchiani è, come sempre, una furbona. I liberal del suo partito (tutti schierati con Renzi) la considerano una «zecca», cioè una molto di sinistra, travestita da renziana per convenienza. La sua formazione culturale - per dire un parolone - sta tra Livia Turco e Anna Finocchiaro, senza averne però il passo. Insomma, una berlingueriana in ritardo.

 

MATTEO RENZI E DEBORAH SERRACCHIANI jpegMATTEO RENZI E DEBORAH SERRACCHIANI jpeg

Vista così, la sua scantonata dalla linea ufficiale su Azzollini, è un’operazione abile e assai callida. Senza troppo rischiare -perché una dichiarazione isolata non è un delitto- la piccola Debora ha strizzato l’occhio agli anti renziani del Pd. Categoria in vasta crescita ora che la popolarità del fiorentino è in calo.

 

Per la previdente Serracchiani un’assicurazione sulla carriera, se mai il leader pro tempore dovesse sfumare all'orizzonte, emulando Enrico Letta. La tattica rientra nelle pulsioni della Nostra quarantaquattrenne, beniamina di Repubblica e collaboratrice del Fatto quotidiano.

 

La ragazza - viene da chiamarla così a dispetto degli anni, per il viso a mela e la coda di cavallo- è molto attenta ai rapporti di forza e pronta al salto della quaglia. Se qualcuno le rimprovera i voltafaccia, lei lo rintuzza dicendo «non bado al capello» e fa un’alzata di spalle.

 

Debora passò dall’inesistenza alla notorietà il 21 marzo 2009. Alla guida del Pd c’era Dario Franceschini la cui leadership zoppicava. Quel giorno, non sapendo che fare, aveva riunito a Roma l’Assemblea dei Circoli Pd. Sul palco salì la segretaria del partito di Udine. Nessuno l’aveva mai vista né immaginava che di lì a poco gli sarebbe uscita dagli occhi. Era Serracchiani.

dario franceschinidario franceschini

 

Parlò a macchinetta per tredici minuti, alzando l’indice come un mullah in segno di ammonimento. Sciorinò luoghi comuni come fanno gli studenti quando gli metti un microfono davanti. Lamentò che il partito era «lontano dalla realtà», «sordo alla gente», «privo di linea».Un discorso per gonzi. Immancabili, scrosciarono gli applausi.

 

Franceschini, che pure era il bersaglio, capì però l’antifona e batté anche lui le mani, fingendo entusiasmo. Ricordò che il predecessore, Valter Veltroni, aveva lanciato con successo un tipo simile, Marianna Madia, e volle imitarlo. Prese Debora sotto la sua ala e tre mesi dopo la candidò deputata a Strasburgo.

 

La segretaria friulana fu votatissima ed entrò nell’empireo del Pd. È da allora che siamo subissati da sue dichiarazioni e apparizioni tv. Ha detto di tutto. Dopo che al Cav furono scagliati in faccia tre etti e mezzo del Duomo di Milano in miniatura, le fu chiesto che regalo avrebbe fatto al Berlusca suturato. Rispose Serracchiani: «Un pensierino gentile: la Mole Antonelliana da mettere sul comodino ».

Debora Serracchiani seduta tra i simboli del PD Debora Serracchiani seduta tra i simboli del PD

 

Alludendo che la cuspide della Mole e più appuntita e fa più male dei dentini del Duomo. Carina, neh?! «Che le manca per diventare leader del Pd?», le fu domandato in un'altra occasione. «Baffi, barba e capelli bianchi», rispose con vittimismo tardo femminista. Rimasta in quota Franceschini finché è servito, Debora è passata armi e bagagli con Renzi appena diventò segretario.

 

Tenendosi ben attaccata al carro del vincitore, coltiva però con cura l’elettorato proprio. Ai friulani piace molto, specie alle donne. Tanto che dopo il successo del 2009 alle europee ha fatto il bis con le amministrative del 2013, strappando la Regione ai berlusconiani, sia pure per meno di duemila voti.

 

Serracchiani DeboraSerracchiani Debora

La cosa è tanto più singolare, in quanto Debora non è una creatura alpestre ma un’immigrata quasi terrona. Serracchiani ha trascorso i suoi primi venticinque anni a Roma, nella cui periferia è nata. Diplomata alla scuola tecnica, si è mantenuta  alla facoltà di Legge facendo la commessa e, durante un soggiorno a Londra per la lingua, la baby sitter di un maragià indiano in fasce.

 

A Udine è approdata nel 1995 sulla scia di Riccardo, il fidanzato, pure lui romano, che lassù aveva una piccola impresa. Si sono sposati alcuni anni fa, dopo vent’anni di convivenza. Non hanno figli ma cani e gatti. Debora è arrivata tardino alla politica. Aveva già trentasei anni quando prese la tessera ds nel 2006.

 

ANNA PAOLA CONCIA E DEBORA SERRACCHIANIANNA PAOLA CONCIA E DEBORA SERRACCHIANI

Due anni dopo, era segretario del Circolo nel capoluogo friulano. L’impegno non le impediva di fare l’avvocato, il mestiere di cui campava. Specializzata in Diritto del Lavoro, era in forza nello studio cittadino più in - Businello, Virgilio, De Toma- consulente della Cgil e salotto del radicalismo chic locale.

 

Non è poco, tenuto conto dell’alta considerazione che l’avvocatura gode a Udine, patria di quel monumento del Foro che fu Francesco Carnelutti. Ignoro se Serracchiani fosse un avvocato di talento. Temo però che non sia un politico di genio. Domanda: valeva la pena lasciare tutto per fare il Cocorito di Renzi? 

Ultimi Dagoreport

elezioni giorgia meloni

DAGOREPORT – QUANDO SI VOTA? SARÀ ANCHE UNA “FISSAZIONE”, COME HA DETTO OGGI GIORGIA MELONI AI GIORNALISTI, MA ORMAI È CHIARO A TUTTI CHE LE ELEZIONI SI TERRANNO A MAGGIO. SARÀ UN ELECTION DAY, PERCHÉ CON QUESTI CHIARI DI LUNA (CRISI ENERGETICA, ZERO SOLDI) SAREBBE UNO SCHIAFFO NON RAGGRUPPARE LE COMUNALI ALLE POLITICHE – LA DUCETTA SA CHE LA CRISI PUÒ TRASFORMARSI RAPIDAMENTE IN DISORDINE SOCIALE. SPOSTARE IL VOTO DI QUALCHE MESI POTREBBE TRASFORMARE UN QUASI PAREGGIO IN UNA SCONFITTA CERTA (LA STORIA DI RENZI, SALVINI, M5S, INSEGNA: A PASSARE DALL’ALTARE ALLA POLVERE CI VUOLE UN ATTIMO) – PER LA GRAVITÀ DELLA SITUAZIONE, MELONI DOVREBBE INCOLPARE SOPRATTUTTO SE STESSA: INVECE CHE USARE I 200 MILIARDI DEL PNRR A MODINO, PER INVESTIMENTI STRUTTURALI E RIFORME, LI HA BUTTATI NEL CESSO PER MANCETTE ELETTORALI – LA “CONFESSIONE” A FAZZOLARI (“HAI SEMPRE RAGIONE, ERA MEGLIO VOTARE SUBITO”) E QUEI TIMBRI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA CHE SEGNALANO “ELEZIONI IMMINENTI”

ssica serfaty benedetta frucci leonardo maria del vecchio quotidiano nazionale

FLASH! - A "QN" SERVONO PIU' DESKISTI E MENO BELLE PENNE – CHE CI FACEVA L’EX DI LEONARDINO DEL VECCHIO, LA BONISSIMA MODELLA JESSICA SERFATY, CHE HA ACCUSATO "LENNY" DI VIOLENZE (POI RITRATTATE) E DI UNA CAMPAGNA D’ODIO E DISCREDITO ONLINE, ALLA PRESENTAZIONE DEL “QN”, ALLA GNAM DI ROMA? E INFATTI NON C'ERA: L'HANNO VISTA SOLO GLI INCAUTI REDATTORI DEL "QUOTIDIANO NAZIONALE" - NELLA PAGINA DEDICATA ALL'EVENTO, SPUNTA UN LAPSUS FREUDIANO: IN UNA DIDASCALIA, SPUNTA IL NOME DELLA SERFATY, MA NELLA FOTO C'È BENEDETTA FRUCCI, LA GIOVANE ARETINA PORTAVOCE DI MATTEO RENZI (ANCHE LEI DI BELLA PRESENZA) - È SOLO UNO DEI "REFUSI" SULL'EDIZIONE DI OGGI: NELLA DOPPIA PAGINA DEL CARTACEO SULL'EVENTO DI PRESENTAZIONE ALLA GNAM TUTTE LE IMMAGINI ERANO FUORI FUOCO, TRANNE QUELLE CON DEL VECCHIO, ORFEO, MELONI E PIANTEDOSI - UN BEL PROBLEMA DI STAMPA, DOPO DUE MESI DI PREPARAZIONE. EVIDENTEMENTE C'È ANCORA TANTO DA LAVORARE...

trump susie wiles hegseth

DAGOREPORT – TRUMP È IMBALLATO E IMBAMBOLATO MA UN ANIMALE FERITO È ANCORA PIÙ PERICOLOSO. LA SCONFITTA ALLE MIDTERM ALTERA ANCORA DI PIÙ IL DECLINO COGNITIVO DEL TYCOON, E TUTTI, COMPRESO PUTIN, SI CHIEDONO: CHE SI INVENTERÀ QUEL PAZZO SCATENATO? – SOLO, ISOLATO, INCAZZATO, TRUMP È ALLA RICERCA DI UN CAPRONE ESPIATORIO. l’INDIZIATO NUMERO UNO (NONOSTANTE LE SMENTITE), È IL SEGRETARIO ALLA DIFESA PETE HEGSETH. A VOLER CACCIARE IL BELLIMBUSTO EX ANCHORMAN DI “FOX NEWS” È SOPRATTUTTO LA CAPA DI GABINETTO DELLA CASA BIANCA, SUSIE WILES. LA NOTIZIA PIÙ CLAMOROSA È CHE È UN REPUBBLICANO, THOMAS MASSIE, A VOLER PRESENTARE L’IMPEACHMENT PER HEGSETH, LA PROSSIMA SETTIMANA ALLA CAMERA…

schlein conte boschi renzi

DAGOREPORT - PER IL CAMPO LARGO C’E’ UNA STRADA TRA…I BOSCHI - AL TEATRO BRANCACCIO, INSIEME A SCHLEIN, CONTE, BONELLI E FRATOIANNI, C'ERA MARIA ELENA BOSCHI - PER NON PERDERE IL 2% DEI VOTI DI ITALIA VIVA SENZA FAR INCAZZARE GLI ELETTORI DEL M5S, SI PROVA A "NASCONDERE" RENZI - BOSCHI E CONTE, CHE SI SONO TROVATI D’ACCORDO SUL “NO” ALLA PATRIMONIALE, SI CONOSCONO DA MOLTI ANNI - DOMANI AL TAVOLO PER IL PROGRAMMA CI SARANNO GLI ALTRI CESPUGLI DI CENTRO - LE TANTO TEMUTE PRIMARIE SI FARANNO DAVVERO? BALLA ANCORA L'IPOTESI FEDERATORE...

renzo ulivieri

DAGOREPORT - AIAC, CHE MALE PER ULIVIERI! NELLA BATTAGLIA MALAGÒ-GALLIANI PER LA GUIDA DELLA FIGC, SCOPPIA UN BUBBONE NELL’ASSOALLENATORI, GUIDATA DA 20 ANNI DALL'85ENNE “COMPAGNO” ULIVIERI: DOPO 20 ANNI DI PUGNO DI FERRO STALINIANO ALL'AIAC, IL "MATUSA" DELLA PANCHINA E' DIVENTATO SPONSOR DEL FORZISTA GALLIANI – IL CASO LOZZI, OPPOSITORE DI ULIVIERI, E IL COMMISSARIAMENTO DEL GRUPPO REGIONALE DEL LAZIO (SCONFESSATO DA UNA SENTENZA DEL TRIBUNALE) PONGONO QUESTIONI DI TRASPARENZA E SULLA GESTIONE DEL DISSENSO INTERNO - COME PUÒ LA FIGC ACCETTARE UNA SIMILE SITUAZIONE?

vance meloni trump le pen

DAGOREPORT - LA MEGA-BATOSTA SUBITA DA TRUMP ALLE MIDTERM PROVOCHERÀ UN EFFETTO DOMINO CHE RIBALTERA' NON SOLO GLI EQUILIBRI INTERNI AGLI STATI UNITI, MA QUELLI DI TUTTO IL MONDO – NEL PARTITO REPUBBLICANO USA CI SI PREPARA ALLA “GUERRA CIVILE” (BANNON DIXIT): IL 'MAGA' VANCE FRIGNA PER LA GUERRA IN IRAN, MA IL SUO NOME È ORMAI BRUCIATO. UNA SFIDA CON RUBIO FAREBBE DEFLAGRARE L’INCOMPATIBILITÀ TRA I “MAGA” E IL PARTITO REPUBBLICANO, CHE SOLO TRUMP SAPEVA TENERE - LA ROVINOSA CADUTA DELLA DESTRA SOVRANISTA AMERICANA, CHE FINO A IERI SEMBRAVA INARRESTABILE ANCHE IN EUROPA, TRASCINA ANCHE GIORGIA MELONI: L’EX TRUMPETTA ORA PROVA A MARCARE DISTANZA DAL TYCOON, MA È LEI STESSA, NEL NUOVO LIBRO DI VESPA, A DIRE CHE NON SI PENTE DEL SUO FLIRT CON IL TRUMPONE – PESSIME NOTIZIE ANCHE PER MARINE LE PEN (LA DEBACLE DELL'IDIOTA E' UNA SPINTA PER I PARTITI FRANCESI AD ALLEARSI) - SE LA FINE DEL TRUMPISMO DIVENTA UNA LAPIDE PER NETANYAHU, LA PROSSIMA VISITA DI PAPA LEONE XIV DAL TRUMPINO ARGENTINO JAVIER MILEI ASSUME TUTTO UN ALTRO SIGNIFICATO (LA MOTOSEGA SE LA PUO' METTERE IN QUEL POSTO) - IL RUOLO DI OBAMA, L'ASCESA DI JON OSSOFF, IL FLOP IN BORSA DI MUSK, IL PUTIN TRUMP-AZZOPPATO...