DOPO IL TIRO AL PICCIONE E ALLA PITONESSA, ARRIVA IL TIRO AL PINOCCHIO SACCOMANNI: PDL E PD (LETTA INCLUSO) CONTRO IL MINISTRO DI DRAGHI

1 - IMU: BRUNETTA, SACCOMANNI HA CHIESTO 'AIUTINO' A FMI?
(ANSA) - "Voglio fare un cattivo pensiero: magari qualcuno, all'interno del ministero dell'Economia ha chiesto un aiutino al Fondo Monetario Internazionale: dicci questo, piuttosto che quest'altro... per ragioni di politica interna". Con queste parole Renato Brunetta ha criticato senza citarlo il ministro Saccomanni, intervistato in diretta da "Radio Anch'io". "Invito il Fondo Monetario Internazionale, che ha anche tanti problemi interni a non fare più - ha sottolineato il presidente dei deputati del Pdl - battutacce sull'Italia".

2 - IMU: BIANCONI (PDL), SACCOMANNI LIBERI POSTO,VA SOSTITUITO
(ANSA) - "Ormai la tecnica è scoperta. Quando Saccomanni (e Letta) sono in difficolta" e certi interessi sono in discussione, intervengono i mandanti, quelli per i quali dovremmo ridurci a larve paganti. Così il Fondo Monetario si interessa a orologeria di una tassa minimale (IMU), scopre (roba da ridere a crepapelle) il Catasto da aggiornare. Dobbiamo dire basta a questo immondo balletto, fatto di complicità inconfessate, di interessi inconfessabili, con uomini al servizio di padroni che ci vogliono morti". Lo dice l'esponente del pdl Maurizio Bianconi.

"Per poter proseguire credibilmente - aggiunge - questo governo deve liberare il posto del dr. Saccomanni, rimandarlo a fare il suo lavoro e sostituirlo non con un suo clone ,ma con un politico responsabile delle proprie azioni e non servo dei soliti padroni. E gia" che ci siamo a dirle tutte anche il nuovo ragioniere dello stato dovrebbe fare le valigie. Rapidamente. Altrimenti è veramente la fine. Aggiungo che non dichiaro novità . Dico quello che tutti sanno ma che stenta ad appalesarsi, provate ad immaginare perché".


3 - IL PREMIER SI SENTE PIÙ FORTE E STRIGLIA SACCOMANNI
Amedeo La Mattina per "la Stampa"

Appuntamento alle otto del mattino prima di recarsi in Vaticano per incontrare Papa Francesco. Un vertice di maggioranza breve a Palazzo Chigi ma che nelle intenzioni di Letta segna il cambio di passo del governo, proiettandolo nel medio periodo. Per la prima volta il premier ha affrontato con i capigruppo le questioni di prospettiva, su cosa e come l'Italia dovrà presentarsi nel 2014 al semestre europeo.

Nella seconda parte del prossimo anno sarà il nostro turno di presidenza e Roma vuole arrivarci con idee forti e chiare per dare un significato all'Europa, per avviare concretamente quell'unione politica che oggi sembra una chimera. Vuole arrivarci avendo prodotto in Italia effetti positivi sulla vita dei cittadini e delle famiglie grazie a una fase di crescita e di ripresa economica. Abbiamo davanti almeno 18 mesi di lavoro e tanti problemi da affrontare, ha in sostanza ricordato il presidente del Consiglio che non vede pericoli di crisi: bisogna serrare i ranghi, blindare la maggioranza, lavorare insieme.

«Da parte mia c'è una grande disponibilità di ascolto. Sono sicuro che saremo sempre capaci di chiare tutte le questioni. Vi ringrazio per il clima costruttivo e di grande collaborazione che state mostrando», ha detto Letta al termine dell'incontro chiesto da Monti, di quella che viene chiamata la cabina di regia in cui governo e maggioranza tenteranno di sciogliere i nodi. Una cabina di regia che si riunirà con maggiore frequenza e non si limiterà solo ad affrontare i singoli provvedimenti da portare al Consiglio dei ministri. Sarà anche il luogo per discutere insieme delle grandi scelte per il futuro.

Insomma, spiega il capogruppo del Pd al Senato Zanda, il premier ha voluto disegnare «un profilo di un governo che non vive alla giornata, ma che alza lo sguardo, pianifica per i prossimi anni e non si limita ad affrontare i provvedimenti più imminenti».

Sono però quelli più imminenti - evitare l'aumento dell'Iva e cancellare l'Imu a copertura finanziaria - a rendere difficile il cammino dell'esecutivo. E proprio sulla copertura finanziaria si è registrata una novità. Non tanto sul merito che dovrà essere ancora stabilito, riformulato, quanto sul fatto che il premier ha dato ragione a tutti i partiti della maggioranza, soprattutto al Pdl, che sono decisamente contrari ad aumentare l'anticipo Iperf di fine anno per rinviare di tre mesi l'aumento dell'Iva.

L'ipotesi contestata era stata fatta dal ministro dell'Economia Saccomanni, scatenando un putiferio. E ieri al vertice di Palazzo Chigi Letta ha ammesso che è stato commesso un errore da correggere. C'è chi racconta che il premier avrebbe perfino usato un termine più tranchant, e che il responsabile di via XX settembre sarebbe rimasto gelato da questa uscita del presidente del Consiglio.

«Spaesato e silente», lo hanno descritto alcuni partecipanti all'incontro di ieri. Spaesato, silente, ma comunque d'accordo sulla necessità di trovare in modo diverso la copertura. Sarà lo stesso Saccomanni a dover fare una nuova proposta alla maggioranza in occasione della nuova riunione della cabina di regia il 18 luglio.

Dovrà insomma fare marcia indietro, secondo i partiti, e piegarsi alla logica che a decidere è la politica e non i tecnici, essendo questo un esecutivo politico. È chiaro che la sua proposta questa volta sarà il frutto di una consultazione con le forze politiche della coalizione per evitare un altro cortocircuito. Per Letta non ce ne dovranno più essere. La cabina di regia dovrà funzionare a pieno ritmo su tutto per marciare uniti e serrare i ranghi, considerando che ci sono 7 provvedimenti da approvare tra luglio e agosto.

«Credo - spiega il capogruppo di Scelta civica Dellai - che il metodo di lavoro indicato da Letta sia ottimo. Si comincia a ragionare anche sul futuro perché abbiamo bisogno di un governo forte e di lunga durata. Anche Brunetta ha insistito su questo punto e non era scontato».


4 - NELLA MAGGIORANZA PARTE IL PROCESSO A SACCOMANNI
Fabrizio Ravoni per "il Giornale"

Fabrizio Saccomanni inizia a parlare ed Enrico Letta cerca con gli occhi lo sguardo di Dario Franceschini. Si fissano, muti, per pochi istanti. Interdetti.
Il vertice di maggioranza parte in salita per il ministro dell'Economia: e i due se ne rendono subito conto. Anche Angelino Alfano s'accorge che qualcosa non va come dovrebbe. Al ministro chiedono soluzioni su Iva, Imu, rimborso dei debiti della pubblica amministrazione.

Sulle soluzione adottate per le coperture finanziarie; alcune delle quali - come quelle che aumenta l'acconto Irpef, Ires ed Irap - generano forti perplessità nello stesso presidente del Consiglio. Vorrebbero ascoltare disponibilità alla discussione. Ma quando Saccomanni si fa scappare l'ennesimo «dobbiamo vedere, non siamo ancora pronti, bisogna verificare le compatibilità europee », Letta e Franceschini girano la testa di scatto dall'altra parte.

A quel punto, Letta e Alfano lo spingono ad accogliere la richiesta della maggioranza (sponsor Brunetta) di accettare l'impostazione che sia il governo a presentare emendamenti al decreto «del Fare», a quello sul mercato del lavoro, a quello sull'Iva. Saccomanni s'irrigidisce. Non vuole riscrivere le coperture indicate. «Portatemi le vostre proposte», dice seccato.

Ancora uno scambio di occhiate fra Letta e Franceschini. E il ministro per i Rapporti con il Parlamento si scopre dotato di una capacità diplomatica che non pensava di possedere. «Penso sia opportuno che debba essere il governo a fare le proposte emendative », dice. Ed aggiunge dopo una pausa: «Magari su consiglio della maggioranza... ».

Brunetta chiede a Saccomanni una nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza: è cambiato il quadro macroeconomico, vogliamo conservare le stesse stime di finanza pubblica? «Non siamo ancora pronti», è la risposta. Il capogruppo del Pdl alla Camera lo incalza:vogliamo passare l'estate con il dubbio «manovra sì» e «manovra no»? «Ne riparleremo a settembre », dice il ministro.

L'imbarazzo è ancora più palpabile per il silenzio di Letta. Il presidente del Consiglio tace:si rende conto dell'atteggiamento della maggioranza nei confronti del ministero dell'Economia e delle sue mancate risposte. Così, al termine del vertice, preferisce sottolineare l'aspetto «positivo» della riunione di maggioranza. «C'è un buon rilancio del governo e del programma. E c'è un'idea di una road map che vada verso il completamento di 18 mesi di lavoro».

Per il rilancio dell'economia tutti convergono su un'accelerazione dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione. Ne parlano Letta, Brunetta, Zanda. Il presidente del Consiglio dice che bisogna anche trovare una soluzione sull'Iva e sull'Imu: «Il bilancio 2013 è ancora rigido- commenta- , la copertura va trovata »all'interno del bilancio.E precisa che in autunno ci sarà la legge di Stabilità, «centrata sul rilancio economico e sulla capacità di ridurre le tasse, soprattutto sul lavoro».

Temi che, durante il vertice, sono stati appena sfiorati; e nei confronti dei quali lo scetticismo di Saccomanni era palese. Tant'è che,appena il Fondo monetario suggerisce il mantenimento dell'Imu sulla prima casa, il ministro dell'Economia si sbriga a precisare: terremo conto delle osservazioni dell'Fmi.

Benzina accesa sulla maggioranza: anche il Pd, oltre al Pdl e a Scelta civica, vuole rivedere in Parlamento la tassazione sulla casa, al Senato già sono stati depositati emendamenti in questo senso, come altri ce ne sono a favore di un'accelerazione dei rimborsi dello Stato alle aziende.

Da qui alla pausa estiva ci sono sette decreti da convertire. E a questi il capogruppo alla Camera del Pd, Roberto Speranza, aggiunge un disegno di legge costituzionale per l'abolizione delle Province. In serata, Franceschini «chiosa»: in questa situazione nemmeno De Gasperi farebbe miracoli.

 

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