1. TRANQUILLI, ANCHE IN CASO DI CONDANNA IL BANANA NON ANDREBBE MAI DIETRO LE SBARRE 2. TRE ANNI SONO COPERTI DA INDULTO E POI BERLUSCONI HA 77 ANNI: POTREBBE CHIEDERE L’AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI O MISURE ALTERNATIVE COME I DOMICILIARI 3. LA CORTE POTREBBE ANCHE ANNULLARE LA CONDANNA OPPURE DISPORRE UN NUOVO PROCESSO D’APPELLO. E IN PRESENZA DI VIZI FORMALI O MOTIVI DI NULLITÀ, POTREBBE ADDIRITTURA FAR TORNARE IL PROCESSO AL PRIMO GRADO, AL PUNTO DI PARTENZA 4. I BOOKMAKERS INGLESI QUOTANO BENE L'ASSOLUZIONE: A 1,25! MENO SICURA LA CONDANNA PAGATA A 2,95. IN QUESTO CASO LA PRIMA OPZIONE È LA CADUTA DEL GOVERNO, A QUOTA 1,35. SE IL BANANA SCAPPA DALL'ITALIA? DESTINAZIONI POSSIBILI SONO IL KENIA DI BRIATORE A QUOTA 20, NELLA SUA VILLA AD ANTIGUA (25) O RUSSIA (50) DALL'AMICO PUTIN

1 - CARLO FEDERICO GROSSO: «COMUNQUE VADA NON RISCHIA LA CELLA»
Silvia Barocci per "il Messaggero"

Berlusconi in prigione? «Anche se condannato, ci sono tutte le condizioni perchè in galera non ci vada». Carlo Federico Grosso, ordinario di diritto penale all'Università di Torino ed ex vicepresidente del Csm, di processi in Cassazione ne ha visti tanti. Il più lungo che ricordi fu quello del delitto Cogne, quando per difendere Annamaria Franzoni, accusata dell'omicidio del piccolo Samuele, parlò per mezza giornata. Non sarà breve neanche l'udienza Mediaset.

Professore, cosa accadrebbe se in caso di condanna Berlusconi si rifiutasse di chiedere le misure alternative e volesse andare in carcere?
«Innanzitutto diciamo che tre anni sarebbero coperti dall'indulto. L'ordine di carcerazione non verrebbe emesso, anche in ragione dell'età avanzata. Potrebbe chiedere l'affidamento in prova ai servizi sociali o le misure alternative. Per un caso analogo, quello di Sallusti, il procuratore di Milano, Bruti Liberati, applicò la detenzione domiciliare (prevista dalla legge "svuota carceri" di Alfano del 2010, ndr), senza che il direttore del Giornale ne avesse fatto richiesta. Fu una decisione innovativa, ed è un precedente».

Se martedì prossimo il collegio della sezione feriale si rendesse conto che la prescrizione di uno dei reati contestati a Berlusconi scade non in agosto ma a settembre, potrebbe autonomamente decidere di rinviare l'udienza?
«Teoricamente sì, ma è assai improbabile. Mentre se a chiederlo fossero gli avvocati, di Berlusconi o degli altri coimputati, i termini della prescrizione si sospenderebbero».

Ragioniamo sui tempi: se martedì nessuno chiederà il rinvio, la sentenza quando arriverebbe?
«È molto probabile che il processo si esaurisca nel giro di due, massimo tre giorni».

Quali sono gli scenari che si aprono a questo punto?
«Principalmente tre. La prima ipotesi è la più radicale, e prevede la conferma della condanna per l'ex premier a quattro anni di carcere e cinque di interdizione dai pubblici uffici. In carcere, però, non ci andrebbe, come ho appena spiegato. La seconda ipotesi prevede l'annullamento della condanna».

E la terza?
«È quella dell'annullamento con rinvio, che potrebbe verificarsi per diversi motivi. Se la Corte di Cassazione accogliesse uno dei motivi di ricorso rilevando un vizio in diritto, potrebbe rinviare alla Corte di Appello di Milano perchè ridefinisca la sentenza. Ho letto, ad esempio, che la difesa punterebbe alla rideterminazione della natura del reato, sostenendo che non si tratti di frode fiscale ma di dichiarazione infedele. Il processo potrebbe retrocedere addirittura in primo grado».

Per quale motivo?
«La storia di questo processo, tra legittimi impedimenti e leggi come il Lodo Alfano, è stata estremamente tormentata. Se la Corte ravvisasse vizi formali o motivi di nullità, potrebbe far tornare il processo finanche al punto di partenza».

Con quali esiti?
«Uno dei due reati, quello relativo alla frode fiscale del 2002, si prescriverebbe. Quello del 2003 rischia di prescriversi (tra luglio e settembre del 2014, ndr) a seconda della celerità del processo di rinvio».

E l'interdizione in questo caso?
«Se la pena scende sotto i tre anni, cade pure l'interdizione».

2 - IN CASO DI CONDANNA TUTTO FERMO FINO ALL'AUTUNNO
Luca Fazzo per "il Giornale"

Potrebbe, nella più diluita delle ipotesi, passare quasi un anno prima che Silvio Berlusconi conosca davvero le conseguenze concrete di una sua condanna nel processo per i diritti tv. Anche se la Cassazione oggi o domani dovesse confermare le sentenze milanesi che gli hanno inflitto quattro anni di carcere per frode fiscale, lo scenario di un Cavaliere che bussa alle porte del carcere resta assai improbabile.

E anche eventi meno traumatici, come gli arresti domiciliari o l'affidamento ai servizi sociali sono di là da venire, affidati ai tempi lunghi della giustizia. Una condanna di Berlusconi, insomma, avrebbe immediati effetti sulla scena politica: ma la politica rischia poi di dover convivere a lungo con una situazione in cui il destino dell'ex premier resterebbe sospeso. Ecco, passaggio per passaggio, cosa potrebbe accadere se - a conclusione dell'udienza che si apre stamane - la Cassazione respingesse il ricorso di Berlusconi contro la condanna per i diritti tv.

Trattandosi di una condanna a meno di cinque anni di carcere, il dispositivo verrebbe trasmesso a Milano per via ordinaria, senza urgenza, e già questo potrebbe impiegare più di una settimana. A Milano il fascicolo approderebbe all'ufficio esecuzione della Procura della Repubblica, che farebbe partire immediatamente per Arcore (con l'eco mediatica che si può immaginare) l'ordine di carcerazione di Berlusconi: accompagnato però, visto che tre anni di pena sono coperti dall'indulto, da un decreto che sospende la pena per dare modo all'imputato di chiedere misure alternative al carcere.

Per esercitare questo diritto il codice dà tempo trenta giorni, che però inizieranno a decorrere solo dal 16 settembre, quando finirà la sospensione feriale dei termini, ovvero le lunghe vacanze della giustizia.

Fino al 15 ottobre, dunque, non accadrà nulla. Dopodiché, se Berlusconi non avrà chiesto alcun tipo di beneficio, potrebbe scattare l'ordine di arresto: ma la Procura, come già nel caso del direttore del Giornale Alessandro Sallusti, potrebbe decidere di destinare il Cavaliere agli arresti domiciliari anziché a San Vittore in base al cosiddetto «decreto svuotacarceri».

Se invece Berlusconi dovesse chiedere i domiciliari o l'affidamento in prova, la Procura trasmetterebbe la sua richiesta al tribunale di Sorveglianza. Dove però il fascicolo, a meno di improbabili corsie preferenziali, finirebbe nel mucchio dei cosiddetti «liberi sospesi», che hanno una lista d'attesa interminabile perché si dà la precedenza alle richieste di chi è in carcere. Mediamente, il tempo di valutazione delle richieste dei «liberi sospesi» si aggira sui sei mesi, ma di recente alcune udienze sono già state fissate a metà 2014.

3 - PROCESSO MEDIASET, I BOOKMAKERS SCOMMETTONO SULL'ASSOLUZIONE
Da "il Giornale"

In attesa del verdetto della Cassazione sul processo Mediaset, i bookmaker inglesi - come riporta Agimeg - non si sono fatti scappare l'occasione di aprire «quote speciali» su come andrà a finire, «bancando» l'assoluzione a quota 1,25, contro la proposta assai meno probabile della condanna, quotata a 2,95. Che succederà in caso di conferma della pena? La prima opzione è la caduta del governo, a quota 1,35 con la scadenza a sei mesi quotata 1,60. In pochi credono agli arresti domiciliari ad Arcore per Silvio Berlusconi, possibilità che dai bookmaker viene data a 3,5. Se il Cavaliere dovesse decidere di lasciare l'Italia, le destinazioni possibili sono il Kenia a quota 20, Antigua (25) o Russia (50), dall'amico Putin.

 

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