FURBI ET ORBI - TRAVAGLIO: “RENZI CONFESSA: IL PD HA PERSO LE ELEZIONI, NON HO PIÙ LA MAGGIORANZA MA COMANDO LO STESSO RACCATTANDO VOTI, DEVASTANDO LA COSTITUZIONE E MANDANDO IN VACCA UN REFERENDUM CHE NON PIACE AI MIEI AMICHETTI - IL MIGLIOR MODO PER NASCONDERE LE PORCATE È QUELLO DI FARLE SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI”

Marco Travaglio per il “Fatto quotidiano”

 

RENZI VERDINIRENZI VERDINI

Sentendola in non so più quale titolo di telegiornale (tanto sono tutti uguali), ho pensato di aver capito male. Infatti la frase, attribuita a Matteo Renzi, suonava così: "Governiamo con Verdini e Alfano perché le elezioni le abbiamo perse". Poi ieri ho controllato sull' house organ, l' Unità: "Conosco un metodo infallibile per non avere in maggioranza Alfano e Verdini: vincere le elezioni, cosa che nel 2013 non è accaduta".

 

Frase identica testuale anche sull'amata Repubblica e nel pezzo dell' adorata Meli sul Corriere. Purtroppo nessun giornale l'ha messa nel titolo: forse perché nessuno ha colto le due clamorose notizie ivi contenute, o forse perché tutti le hanno colte fin troppo bene. La prima è piuttosto rilevante: il neocondannato Verdini è ufficialmente nella maggioranza del governo Renzi, come noi scriviamo da mesi, sempre smentiti dai giannizzeri renziani (ma il capo dello Stato, nelle cui mani giura il premier, sarà stato avvertito?).

verdini 2verdini 2

 

La seconda è addirittura clamorosa: il presidente del Consiglio comunica urbi et orbi alla Nazione che al governo c'è un partito (il suo) che ha perso le elezioni e che, non avendo la maggioranza in Parlamento, usa senatori eletti contro il suo partito staccatisi da un altro partito che alle elezioni era stato sconfitto ancor più del suo. Qualcuno dirà: ma lo sanno tutti. Vero: ma ora lo dice il capo del governo.

 

Ve l' immaginate la Merkel, Valls, Cameron, Rajoy o Tsipras che dichiarano orgogliosi: "La sapete l' ultima? Ho perso le elezioni, dunque governo io"? Verrebbero immediatamente dimissionati dai rispettivi capi dello Stato con l'immediato scioglimento delle Camere e l'indizione dei comizi elettorali, sempreché non fossero preceduti dalle sirene di un'ambulanza e da un paio di robusti infermieri della neuro.

RENZI LOTTIRENZI LOTTI

 

Noi italiani invece siamo talmente abituati all' idea che il nostro voto non conta nulla, che i parlamentari si comprano e si vendono e che i governi si decidono aumma aumma nelle segrete stanze di organi mai eletti, da fare spallucce dinanzi a un premier che confessa di governare con i voti di una coalizione che ha perso le elezioni, alle quali lui per giunta non partecipò.

 

Embè? Che sarà mai? Tutto qui? Conosciamo l'obiezione: la Costituzione non prevede l'elezione diretta del premier, quindi la polemica sul premier non eletto è insensata. Ma qui il problema non è che Renzi non è un parlamentare: è che né lui né il suo partito si sono mai presentati agli elettori per chiedere i voti sul programma che stanno realizzando.

Anzi, il suo partito, l'ultima volta che si presentò agli elettori, chiese i voti su un programma che è l'esatto contrario di quello che Renzi sta realizzando.

 

RENZI 
LOTTI
RENZI LOTTI

E prese il 25% dei voti, cioè gli stessi dei 5Stelle, che però non avevano alleati, mentre il Pd di Bersani aveva Sel: dunque il premio di maggioranza, previsto dall'Italicum per la prima coalizione, lo presero Pd e Sel. Purtroppo però bastava alla Camera, ma non al Senato. E in ogni caso chi comanda in Italia (anche dall'estero) aveva già deciso che di un governo Pd-Sel non si poteva neppure parlare: meglio ricicciare l'inciucione con chi le elezioni le aveva straperse, cioè B. e Monti. Tutti dentro o quasi per tener fuori i 5Stelle, cioè gli unici vincitori.

 

RENZI MATTARELLA ALFANO RENZI MATTARELLA ALFANO

Per avallare quel golpetto bianco, occorreva un presidente ad hoc: niente Prodi o Rodotà, meglio un altro golpettino per riesumare re Giorgio, uomo di mondo e stomaco forte. Che infatti benedisse il governo Letta di Larghe Intese con Pd, Pdl e Centro montiano. E pazienza se il Pd scioglieva l'alleanza con Sel, senza cui non avrebbe avuto gli stessi voti (quanti ne avrebbe presi Bersani, se avesse promesso in campagna elettorale una bella ammucchiata con B. e Monti?) e non avrebbe ottenuto il premio di maggioranza.

 

Un obbrobrio che però, almeno numericamente, stava in piedi, avendo un'ampia maggioranza in Parlamento e nel Paese (circa il 55% dei votanti del 2013). Poi però B. se ne andò e il Centro si sfarinò in mille pulviscoli. E la Consulta stabilì che il Parlamento era stato eletto con regole incostituzionali, anche per il premio di maggioranza che consente al Pd di averne una.

RENZI ALFANORENZI ALFANO

 

A quel punto Renzi rovesciò Letta e fece il governo di Piccole Intese con Alfano e quel che restava del Centro. Anche lui aveva i numeri, almeno in Parlamento (nel Paese no: la sua coalizione rappresenta poco più del 30% dei votanti del 2013 e meno del 20% nei sondaggi), anche se molto più risicati di Letta e anche se grazie a un premio di maggioranza fuorilegge. Ma ha preso a comportarsi come se avesse dietro di sé una maggioranza oceanica, al punto di cambiare la Costituzione e la legge elettorale a colpi di fiducie e canguri per silenziare una minoranza che, in realtà, nel Paese è maggioranza.

 

renzi letta alfano renzi letta alfano

Poi, strada facendo, ha perso anche la maggioranza numerica: un po' per l' emorragia dalla sinistra del Pd, un po' per la diaspora centrista. Allora ha iniziato ad acquistarli in cambio di poltrone e promesse: ex Sel, FI , M5S , Lega. Tutta gente che sfugge ai radar e non la votano manco i parenti stretti. Non più una Grande (o Media) Coalizione: una Grande Colazione.

 

Il premier, ottenuta la fiducia delle Camere con una maggioranza, se n'è comprata un'altra. Scordandosi, tra l' altro, di avvertire il Colle. E ora confessa: il Pd ha perso le elezioni, io non ho più la maggioranza, ma comando lo stesso raccattando voti qua e là, devastando la Costituzione e mandando pure in vacca un referendum che non piace ai miei amichetti: vi piace il presepe? Il miglior modo per nascondere le porcate è sempre quello di farle sotto gli occhi di tutti. Furbi et orbi.

 

 

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...