etruria - renzi boschi cantone

1. TRAVAGLIO IN CAMPO: PAPÀ BOSCHI, PIER LUIGI, CHE MANDA IN VACCA BANCA ETRURIA. PAPÀ RENZI, TIZIANO, CHE FA BANCAROTTA E, QUANDO IL FIGLIO DIVENTA PREMIER, SI RICICLA UOMO-SANDWICH DI OUTLET IN GIRO PER L'ITALIA 2. VALEVA LA PENA DI ROTTAMARE UN ESERCITO DI POLITICI SETTANTENNI CARICHI DI MOGLI, AMANTI, FIGLI E NIPOTI DA SISTEMARE, PER CONSEGNARCI A UNA COMBRICCOLA DI QUARANTENNI PROVINCIALI CHE ANCORA PENDONO DALLE LABBRA E SOPRATTUTTO DAGLI AFFARI DEI GENITORI?

TIZIANO RENZITIZIANO RENZI

Marco Travaglio per il “Fatto Quotidiano”

 

Papà Boschi, Pier Luigi, che manda in vacca Banca Etruria. Papà Renzi, Tiziano, che fa bancarotta e, quando il figlio diventa premier, si ricicla uomo-sandwich di outlet in giro per l'Italia per la società dell'ex presidente della Banca del Buco.

TIZIANO E MATTEO RENZITIZIANO E MATTEO RENZI


Papà Lotti, Marco, funzionario della Bcc di Pontassieve, che nel 2009 firma un mutuo da 697 mila euro a papà Renzi, e di lì a poco suo figlio Luca diventa capo della segreteria del neosindaco Matteo Renzi, il quale ingaggia nella sua segreteria anche sua moglie Cristina Mordini.

 

tiziano e matteo renzitiziano e matteo renzi

E papà Guidi, l' imprenditore Guidalberto che - come ha scoperto il nostro Marco Lillo - telefona all'avvocato Aiello, fedelissimo di Maroni, per parlare della sua nomina a commissario di Geo Ambiente, subito ratificata dalla figlia ministra Federica.


Valeva la pena di rottamare un esercito di politici settantenni carichi di mogli, amanti, figli e nipoti da sistemare, per consegnarci a una combriccola di quarantenni provinciali e immaturi che ancora pendono dalle labbra e soprattutto dagli affari dei genitori?

 

lorenzo rosi pier luigi boschilorenzo rosi pier luigi boschi

Hai voglia a ripetere che le colpe dei padri non ricadono sui figli: ma questi figli sarebbero diventati ciò che sono senza cotanti padri? È l' evoluzione a passo di gambero del familismo amorale italiota, passato dai figli di papà ai papà di figli, dal nepotismo al papismo. Anche i padri per i figli, come i figli per i padri, so' piezz' e core.

Boschi e Lotti intervento del ministro Boschi e Lotti intervento del ministro


Nella Prima Repubblica era normale per i politici raccomandare i rampolli, o comunque per i rampolli far carriera sul nome dei padri. La cosa faceva notizia solo quando i pargoli finivano per rovinare gli illustri congiunti: Attilio Piccioni fu distrutto dalle accuse al figlio musicista Piero (poi assolto dal delitto Montesi) e Giovanni Leone dovette sloggiare anzitempo dal Quirinale per le maldicenze sull' allegra vita dei suoi cari.

 

maria elena boschi e luca lotti  6maria elena boschi e luca lotti 6

Il malvezzo proseguì nella Seconda Repubblica dove - a parte B. che sistemò la prole in azienda per dedicarsi alla promozione artistico-culturale delle sue squinzie fra Rai e Parlamento - fu tutto un susseguirsi di politici finiti nei guai per l' esuberanza dei marmocchi: Renzo Bossi detto Trota, Giulio Napolitano, Geronimo La Russa e poi gli eredi della Moratti, di Mastella, di Di Pietro, della Cancellieri, di Scajola, della Fornero, di Lupi, di De Luca e ora anche di Mattarella (il figlio Bernardo è capufficio legislativo e badante della ministra Madia). Senza dimenticare il cognato di Fini, la moglie di Matacena e il fratello di De Magistris.

RENZO TROTA BOSSIRENZO TROTA BOSSI


La Terza Repubblica (si fa per dire) renziana è cominciata almeno con questa novità (si fa sempre per dire): i babboccioni che mandano avanti i bamboccioni perché gli vien da ridere.


Del resto i quarantenni degli anni 2000 hanno cuccioli troppo imberbi (quando li hanno) per accampare già pretese e genitori troppo giovani per rassegnarsi alla pace dei sensi, all' andropausa e alle panchine dei giardinetti. È il modello Moggi che si afferma in politica: fu Lucianone a metter su, intestandola al piccolo Alessandro, la Gea World per spadroneggiare sul calcio scansando formalmente - siamo in Italia - i conflitti d' interessi.

MARIANNA MADIA GIULIO NAPOLITANO 2MARIANNA MADIA GIULIO NAPOLITANO 2

 

Dentro, c'erano le figlie di Geronzi e Tanzi e i figli di Cragnotti, Calleri, De Mita e Lippi.
Chi comandava, è inutile spiegarlo. Ora il metodo Gea World è salito al governo e fa quasi tenerezza Maria Etruria Boschi quando balbetta alla Camera: "Mio padre è onesto, ma se ha sbagliato pagherà". Che ne sa lei di quel che ha fatto il babbino nel disastro etrusco? A stento s' accorge di quel che ha fatto lei, entrando e uscendo a casaccio dai Consigli dei ministri che salvavano la banca (e pure il papà), come un' orfanella sola al mondo.

Luciano e Alessandro MoggiLuciano e Alessandro Moggi


Già nel 1400 il cardinale Enea Silvio Piccolomini, divenuto papa Pio II , motteggiava: "Quand' ero solo Enea/nessun mi conoscea/ora che sono Pio/tutti mi chiaman zio". E quando Mussolini fece ministro suo genero Galeazzo Ciano, figlio del conte Costanzo, quest' ultimo fu canzonato in rima da Mino Maccari: "Sua Eccellenza, facciam voti che sian meglio i nipoti". Leo Longanesi propose d' iscrivere nel tricolore il motto nazionale "Tengo famiglia".

federica e guidalberto guidifederica e guidalberto guidi


E nel 1964 Luigi Barzini scrisse ne ‘’Gli italiani. Vizi e virtù’’ di un popolo che da noi "il primo centro di potere è la famiglia, una cittadella in territorio ostile: entro le sue mura e tra i suoi componenti, l' individuo trova consolazione, soccorso, consiglio, nutrimento, prestiti, mezzi, armi, alleati e complici che lo aiutano nelle sue imprese… L' Italia non è una nazione, ma una federazione di famiglie". Naturalmente "la famiglia impegna in primo luogo la fedeltà di tutti.


Deve essere difesa, arricchita, resa potente, rispettata e temuta", con "tutti i mezzi indispensabili, legittimi se possibile, o illegittimi". E "la maggior parte degli italiani ubbidisce ancora a un duplice codice morale. Vi sono norme valide nell' ambito della cerchia familiare diverse da quelle che regolano la vita fuori di casa… Ogni autorità ufficiale e legale viene considerata ostile finché non abbia dimostrato di essere amichevole o innocua; se non la si può ignorare, la si deve aggirare, neutralizzare, o, se necessario, ingannare".

GERONIMO LA RUSSA BARBARA BERLUSCONI PAOLO LIGRESTI FOTO LAPRESSE GERONIMO LA RUSSA BARBARA BERLUSCONI PAOLO LIGRESTI FOTO LAPRESSE

 

Parole che paiono scritte oggi sul viluppo di affarucci e furbacchionerie provinciali, da contado toscano, che stanno dannando il governo Renzi. Quando la vedova Moro rivelò che il marito aveva un conto in Svizzera, in barba alla legge, "per timore del golpe", Montanelli scrisse che i politici, quando morivano, avrebbero dovuto portarsi nella tomba mogli e figli. Troppo complicato: messi come siamo, non resta che affidarci a figli unici, celibi o vedovi, sterili e soprattutto orfani.

 

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...