cantone bindi renzi de luca

SI SCRIVE CANTONE, SI LEGGE RENZI - TRAVAGLIO: “SOSTENENDO CHE LA BINDI HA COMMESSO UN PASSO FALSO SUGLI IMPRESENTABILI, INCAPPA NELLA PRIMA CANTONATA. E POI POSSIBILE CHE NON TROVI UN MONOSILLABO PER SOLIDARIZZARE CON L’ANTIMAFIA?”

Marco Travaglio per il “Fatto Quotidiano”

 

CANTONE RENZICANTONE RENZI

Se le cose dette da Raffaele Cantone a Conchita Sannino di Repubblica le avesse dette qualcun altro, sarebbe automatico interpretarle come un assist piuttosto imbarazzante a Renzi & De Luca, che si dibattono come mosche impazzite nella bottiglia di un’empasse giuridica e istituzionale da essi stessi creata e voluta. Siccome però Cantone è un magistrato valoroso e una persona perbene, abbiamo il dovere di valutare le sue parole senza sospetti di secondi fini, tipo la riconoscenza al capo del governo che l’ha nominato presidente dell’Anticorruzione.

renzi cantonerenzi cantone

 

1. Cantone sostiene che la presidente dell’Antimafia Rosy Bindi ha commesso “un grave passo falso” e “un errore istituzionale” divulgando il famoso elenco dei 16 candidati impresentabili alle regionali. E qui, prendendosela con la Bindi come persona, incappa nella prima cantonata: l’elenco degli impresentabili non è un’iniziativa personale o estemporanea della Bindi, ma un atto ufficiale della commissione parlamentare nel suo complesso, che con voto unanime di tutti i commissari ha stilato il Codice etico delle candidature per tutte le elezioni (nazionali, europee, regionali, provinciali, comunali e circoscrizionali) e conferito alla presidente l’incarico di assumere informazioni sui curricula giudiziari dei candidati e di comunicarli prima del voto (dopo sarebbe stato ridicolo, anche se qualcuno l’avrebbe preferito).

 

striscione per cantonestriscione per cantone

2. L’errore della Bindi, dice Cantone, dipende dal fatto che molti impresentabili sfuggono al Codice etico (limitato rinviati a giudizio per gravi reati, di membri di giunte comunali sciolte per mafia e di persone sottoposte a misure di prevenzione): ci sono soggetti “candidabili, eleggibili, non indagati eppure non idonei a entrare nella PA, ad esempio per spregiudicato trasformismo; oppure perché è più grave che un politico si accompagni costantemente a persone dell’area grigia o a pregiudicati, rispetto al fatto di essere rinviato a giudizio per un abuso qualunque”.

pignatone e rosi bindipignatone e rosi bindi

 

A parte il finale, che è gravemente inesatto – il Codice Antimafia non comprende i rinviati a giudizio per abuso d’ufficio, ma per mafia, terrorismo, reati contro la PA, traffico di droga e di rifiuti (infatti De Luca vi è incappato non per la condanna per abuso, ma per un altro processo per concussione e truffa) – il discorso è condivisibilissimo.

 

Il Fatto ha elencato 50 impresentabili compresi quelli del secondo tipo indicati da Cantone, senza processi pendenti. Ma che c’entrano la Bindi e l’An - timafia con costoro? Spettava ai partiti non candidarli, e il fatto che tutti i (tranne M5S, la sinistra “radicale” e la Lega) li abbiano messi in lista è uno scandalo che si aggiunge alle candidature dei 16 imputati e/o condannati.

 

Perché Cantone non ha detto una parola su Pd, Forza Italia, Ncd & C. per le loro liste sporche e ora se la prende con la Bindi per la sua black list troppo corta? Se la black list è un “passo falso” e un “grave errore istituzionale”, non sarebbe il caso di dire almeno altrettanto della scelta dei partiti di candidare tanta gentaglia?

 

VINCENZO DE LUCA - MATTEO RENZIVINCENZO DE LUCA - MATTEO RENZI

E, se davvero temeva il rischio che le sue parole venissero lette “con una chiave politica o di strumentalizzazione”, perché Cantone tace sulla decisione del premier di candidare contro una legge dello Stato (la Severino) un signore due volte decaduto da sindaco, due volte condannato in primo grado e varie volte rinviato a giudizio per gravi reati, che già si sapeva che mai avrebbe potuto esercitare le funzioni di governatore, per giunta nella sua Campania, che ha bisogno di legalità più che del pane?

 

3. Cantone aggiunge che la lista dell’Antimafia rischia di “dare il bollino blu a tantissimi che, non vedendosi inseriti in quella lista, si sentono pienamente legittimati”. Ma ci è o ci fa? Pensa davvero che gli impresentabili li porti la cicogna, o che si siano infilati da soli nelle liste perché si sentivano legittimati dall’as - senza dei loro nomi nell’elenco Antimafia? Intanto l’elenco è arrivato dopo le liste, non prima. E poi le liste le hanno decise i partiti, infarcendole di impresentabili non perché non sapessero chi erano, ma proprio perché lo sapevano: per attirare i voti sporchi, di scambio.

MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA

 

Davvero Cantone è così ingenuo da immaginare che, se l’Antimafia avesse inserito anche gli impresentabili non imputati, i partiti si sarebbero affrettati a ritirarli con tante scuse? Non l’hanno fatto per gli imputati, figurarsi per gli incensurati. Il Codice Antimafia può essere insufficiente finché si vuole: ma perché Cantone non lo contestò nel settembre 2014, quando fu approvato dall’intero Parlamento, e si sveglia solo adesso, proprio mentre Renzi e De Luca dichiarano guerra all’Antimafia?

 

4. “Questo – aggiunge Cantone - porta la commissione Antimafia a fare e a parlare d’altro”, distraendola dal compito di “studiare, cogliere nessi, indagare fenomeni”. Ma l’Antimafia non è l’Accademia dei Lincei: oltre a studiare, cogliere nessi e indagare fenomeni, deve anche fare i nomi dei collusi. Si può dire che ne ha fatti pochi, ma se è nell’occhio del ciclone è perché Renzi, De Luca & C. ritengono che ne abbia fatti troppi: quindi di che sta parlando Cantone? Tutto questo casino non esisterebbe se i partiti non avessero candidato impresentabili: è così difficile ricordarlo?

 

MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA MATTEO RENZI E VINCENZO DE LUCA

5. Già che ci siamo: possibile che, in tutta l’intervista a Repubblica, Cantone non trovi un monosillabo per solidarizzare con l’Antimafia, che viene per la prima volta nella sua storia trascinata in tribunale da un governatore neoeletto - spalleggiato dal capo del governo e dal partito di maggioranza (o di minoranza) relativa - per la sua attività istituzionale, con una denuncia che non avevano osato fare neppure Andreotti e Salvo Lima? Questo è il miglior regalo a chi vuole strumentalizzare politicamente le parole di Cantone: mentre il governo, il governatore e il Pd linciano la presidente dell’Antimafia, il presidente dell’Anticorruzione la attacca. Che brutto spettacolo

 

 

 

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