CONTRADA DELL’INFAMIA – TRAVAGLIO: “SE NON FOSSE STATO CONDANNATO PER CONCORSO ESTERNO, CONTRADA SAREBBE STATO PROCESSATO PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, O ASSOCIAZIONE MAFIOSA O FAVOREGGIAMENTO ALLA MAFIA”

Marco Travaglio per il “Fatto Quotidiano”

 

“Contrada condannato per nulla. E ora si riapre il caso Dell’Utri” (il Giornale). “Contrada nel meccanismo infernale”, “Un uomo innocente” (Il Foglio). “Strasburgo respinge la zona grigia del concorso esterno” (Il Messaggero). “Contrada, condanna iniqua. Se ne accorge l’Europa dopo 23 anni di inferno” (Libero).

BRUNO CONTRADA ESCE DAL CARCEREBRUNO CONTRADA ESCE DAL CARCERE

 

“La Corte europea ‘assolve’Contrada”(La Stampa). Chi ieri avesse comprato uno di questi giornali, s’è fatto l’idea che Bruno Contrada, già capo della Mobile e della Criminalpol di Palermo, già numero tre del Sisde (alla guida del dipartimento Criminalità organizzata) fino al Natale 1992, quando fu arrestato e poi condannato ingiustamente senz’aver fatto nulla. Da innocente.

 

ingroia nel durante il processo contrada ingroia nel durante il processo contrada

Sbagliarono dunque i 2 pm che lo inquisirono, il gip che lo arrestò e rinviò a giudizio, i 3 giudici del Riesame e i 5 della Cassazione che confermarono il suo arresto, i 5 della Cassazione che lo condannarono in primo grado, i 5 della Cassazione che annullarono la sua assoluzione in appello, i 3 del secondo appello che lo condannarono e i 5 della Cassazione che confermarono definitivamente la condanna. Senza contare i 2 Pg d’appello e i 2 di Cassazione che chiesero la sua condanna, e i 5 della Cassazione (più il Pg) che due anni fa respinsero la sua istanza di revisione del processo. Totale dei complici del clamoroso errore giudiziario: 39 magistrati di sedi e funzioni diverse. Roba da Spektre.

 

Uno poi legge le anticipazioni della sentenza della Corte europea di Strasburgo e scopre che, come sempre, non entra minimamente nella ricostruzione dei fatti addebitati a Contrada, ma si limita a sostenere che all’epoca di quei fatti (1979-1988) il reato per cui è stato condannato – concorso esterno in associazione mafiosa – “non era sufficientemente chiaro e prevedibile”. Cioè il superpoliziotto era mafioso, ma a sua insaputa: non sapeva che farsi pagare dallo Stato per aiutare la mafia era reato. Ora, il concorso esterno è il combinato disposto dell’associazione mafiosa (introdotta nel Codice penale nel 1983: prima era associazione a delinquere semplice) e del concorso nel reato.

BRUNO CONTRADA NEL 1998BRUNO CONTRADA NEL 1998

 

Chi aiuta stabilmente la mafia senza far parte dell’organico risponde, appunto, di concorso esterno. Sai che novità: era così nell’800 per il brigantaggio, era così negli anni 70-80 del 900 per il terrorismo. Poi la Cassazione cominciò a cavillare fra concorso esterno (la “messa a disposizione” di professionisti e politici) e favoreggiamento mafioso (uno-due episodi sporadici di complicità), incasinando tutto. Ma lo fece dal 1991, cioè dopo i fatti addebitati a Contrada: prima era tutto chiaro.

 

E questa è la prima smarronata della sentenza di Strasburgo, peraltro non definitiva (al contrario di quella italiana) e impugnabile dal nostro governo dinanzi alla Grande Chambre. La seconda è che, senza il reato di concorso esterno, Contrada sarebbe stato assolto, anzi non sarebbe stato né indagato né arrestato né processato.

 

Balle: sarebbe stato condannato per associazione a delinquere (fino al 1983), o per associazione mafiosa (dopo), o per favoreggiamento alla mafia. In ogni caso, nessuna sentenza europea può assolvere i condannati negli Stati membri, ma solo risarcirli di eventuali danni subìti in seguito a norme incompatibili col diritto comunitario: Contrada, che s’è fatto 9 anni di galera, ha avuto 10 mila euro di danni morali (e non materiali, su quelli la sua richiesta è stata respinta).

BRUNO CONTRADA NEL 1995BRUNO CONTRADA NEL 1995

 

Il che fa pensare che alla gravissima ingiustizia contro il povero innocente credano poco anche a Strasburgo. Chi poi racconta la favoletta che ora pure Dell’Utri potrebbe vedersi annullare la sua condanna non sa quel che dice: il suo periodo criminoso è successivo a quello di Contrada e della presunta confusione normativa (i fatti vanno fino al 1993); e Strasburgo non annulla le condanne.

 

Questi sono i fatti, casomai interessassero a qualcuno. È vero o no che Contrada tradì lo Stato per cui lavorava, mettendosi al servizio di Cosa Nostra che era pagato per combattere? La risposta è sì. E non – come vaneggia il solito amico di tutte le canaglie Giuliano Ferrara –per un processo fondato su “pentitismo e intercettazioni a strascico”. Ma per i fatti spaventosi raccontati da una miriade di autorevolissimi testimoni. A cominciare dai colleghi di Falcone e Borsellino, che raccontano la diffidenza nutrita dai giudici – come pure da Boris Giuliano – nei confronti di “’u Dutturi”: i magistrati Del Ponte, Caponnetto, Almerighi, Vito D’Ambrosio, Ayala.

BRUNO CONTRADA NEL 1992BRUNO CONTRADA NEL 1992

 

E poi Laura Cassarà, vedova di Ninni (uno dei colleghi di Contrada alla Questura di Palermo assassinati dalla mafia mentre lui colludeva con la mafia). Tutti a ripetere davanti ai giudici di Palermo che Contrada passava informazioni a Cosa Nostra, incontrando anche personalmente alcuni boss, tipo Saro Riccobono e Calogero Musso.

 

Le sentenze hanno accertato che: Contrada concesse la patente ai boss Stefano Bontate e Giuseppe Greco; agevolò la latitanza di Totò Riina e la fuga di Salvatore Inzerillo e John Gambino; intrattenne rapporti privilegiati con Michele e Salvatore Greco; spifferava segreti d’indagine ai mafiosi in cambio di favori e regali (come i 10 milioni di lire accantonati dal bilancio di Cosa Nostra a Natale del 1981 per acquistare un’auto a un’amichetta del superpoliziotto); e portò al suo processo falsi testimoni a sua difesa. Decisivo il caso di Oliviero Tognoli, imprenditore bresciano arrestato in Svizzera nel 1988 come riciclatore della mafia.

BRUNO CONTRADA NEL 1979BRUNO CONTRADA NEL 1979

 

Secondo Carla Del Ponte, che lo interrogò a Lugano insieme a Falcone, Tognoli ammise che a farlo fuggire dall’Italia era stato Contrada, anche se, terrorizzato da quel nome, rifiutò di metterlo a verbale. Poi ritrattò. Quattro mesi dopo, Cosa Nostra tentò di assassinare Falcone e Del Ponte con la bomba all’Addaura. E nulla di tutto questo è messo in dubbio dalla sentenza di Strasburgo. Chi piagnucola per l’“uomo innocente” e il “meccanismo infernale” si legga le carte e poi, se ci riesce, si vergogni

TOTO RIINA TOTO RIINA

 

 

 

Ultimi Dagoreport

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO

donald trump giorgia meloni by edoardo baraldi

FLASH! – TRUMP? PUSSA VIA! - COME MAI IL "DERAGLIATO MENTALE'' DELLA CASA BIANCA HA IMPROVVISAMENTE RITROVATO L’AMORE CON "GIGIORGIA" (“I RAPPORTI SONO MOLTO BUONI. MI PIACE, MI È SEMPRE PIACIUTA”)? - LA TEMPISTICA NON È CASUALE: TRUMP, CHE HA UN BISOGNO DISPERATO DEI VOTI DEI 17-18 MILIONI DI ITALO-AMERICANI AL VOTO DI MIDTERM, POTREBBE APPROFITTARE DELLA CENA DELLA “NIAF” A WASHINGTON DEL 17 OTTOBRE PER UNA NUOVA "DICHIARAZIONE D'AMORE" - EVENTO CHE LA DUCETTA TEME PIU' DELLA KRYPTONITE: NEI SONDAGGI, IL 75% DEGLI ITALIANI  ATTACCHEREBBE IL TRUMPONE AL MURO - DIFATTI, E' FINITO NEL CESTINO ANCHE IL BLITZ AMERICANO DELLA PREMIER PER PRESENTARE IL SUO LIBRO (“I AM GIORGIA”, PREFATO DA JD VANCE)...

renato schifani giorgia meloni

UN BEL CANNOLO PER IL CENTRODESTRA – RENATO SCHIFANI HA MINACCIATO DI DIMETTERSI SUBITO DA PRESIDENTE DELLA REGIONE SICILIA, PER FAR SALTARE IL GIOCHINO IMMAGINATO DA PALAZZO CHIGI: ELEZIONI REGIONALI SULL'ISOLA INSIEME ALLE POLITICHE E ALLE AMMINISTRATIVE, ALL’ELECTION DAY DI MAGGIO. CON LA PROBABILE VITTORIA IN SICILIA, SI BILANCEREBBE IL “TRAINO” A SINISTRA DELLE GRANDI CITTA’ AL VOTO (MILANO, ROMA, NAPOLI, BOLOGNA, TORINO) - QUANDO HA SAPUTO CHE LA SUA SCALATA AL CSM SI E’ FERMATA, SCHIFANI E’ ANDATO SU TUTTE LE FURIE E ORA TOCCA PLACARLO CON UNA NUOVA PROMESSA, ALTRIMENTI RENATINO SI RICANDIDA E ROMPE LE UOVA NEL PANIERE A TAJANI E A TUTTO IL CENTRODESTRA - LA GIUNTA È STATA CONVOCATA PER DOMANI: ADDIO IN VISTA?

flavio bolsonaro criminalita brasile

FLASH – DALLE ALPI ALLE ANDE, PER GLI ELETTORI DI TUTTO IL MONDO LA PRIORITÀ È LA SICUREZZA! IL SUCCESSO DI BOLSONARO JR AL PRIMO TURNO DELLE PRESIDENZIALI IN BRASILE È LEGATA SOPRATTUTTO ALLE SUE PROMESSE DI ORDINE E REPRESSIONE DELLA CRIMINALITÀ - IL SUDAMERICA È IL BUCO NERO DEL MONDO: IL 30-33% DEGLI OMICIDI MONDIALI SI CONCENTRA IN AMERICA LATINA (E IL BRASILE, CHE OSPITA QUASI LA METÀ DELLA POPOLAZIONE TOTALE DEL CONTINENTE, HA IL “RECORD” DEL 40% DEI MORTI AMMAZZATI DEL SUD AMERICA)

lavitola rossi corsini ranucci

COME ANDRÀ A FINIRE LA VERTENZA GIUDIZIARIA PER IL REINTEGRO DI RANUCCI? A CONDURRE LA PRIMA PUNTATA DI REPORT, L’8 NOVEMBRE, CI SARANNO CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI O “SUPERMAN” SIGFRIDO, COME LO DEFINISCE LA POMPEIANA BOCCIA? I PIÙ SCOMMETTONO SUL REINTEGRO: IL PROVVEDIMENTO RIPORTEREBBE COSÌ RANUCCI SULLA TOLDA DI COMANDO DI REPORT. LA REDAZIONE? SI DIMETTEREBBE IN BLOCCO HA TUONATO QUALCUNO, MA SEMBRA FOSSE UNA BOUTADE. IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI CORSINI PRIMA HA DETTO DI CONSIDERARE QUESTA EVENTUALITÀ UNA IATTURA, POI IERI HA AMMORBIDITO I TONI (“IN CASO CI ADEGUEREMO”). DEL RESTO, LUI STESSO, ALCUNI ANNI FA HA VISSUTO UNA ANALOGA VICENDA: SOSTITUITO NEL RUOLO DI DIRETTORE AL GIORNALE RADIO, RIFIUTO' LE PROPOSTE ALTERNATIVE DELL'AZIENDA, FECE CAUSA MA LA RAI VINSE (E CORSINI PAGO' SALATISSIME SPESE LEGALI…)