donald trump - vladimir putin - meme by 50 sfumature di cattiveria

“TRUMP, LEI È UN FESSO” - SULLE TV RUSSE VA IN SCENA LA DELEGITTIMAZIONE DEL LEADER USA ATTRAVERSO BARZELLETTE, SBERLEFFI E PERCULATE. E PUTIN APPROVA - DUE MESI DOPO IL VERTICE IN ALASKA, QUANDO VENNE DESCRITTO COME LA PARTE RAGIONEVOLE DELL'OCCIDENTE, LE TV DI MOSCA (CONTROLLATE DAL CREMLINO) MANDANO IN ONDA SFOTTÒ CONTINUI SU TRUMP DESCRITTO COME IN BALIA DI PUTIN E RIDICOLIZZATO CON CONTINUE ALLUSIONI ALLE SUE CAPACITÀ COGNITIVE – L’AMORALE DELLA FAVA? MOSCA NON CREDE NEMMENO PIÙ A TRUMP. È COME SE DOPO LA RIUNIONE DEL NUOVO MONDO MULTIPOLARE A PECHINO... - VIDEO

https://video.corriere.it/esteri/trump-preso-in-giro-sulla-tv-di-stato-russa-e-il-propagandista-solovyov-fa-il-verso-la-presidente-usa/2b2f5e84-843b-4476-910f-e5697760dxlk

 

Marco Imarisio per corriere.it - Estratti

 

DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN

A un certo punto, il Gerry Scotti dei propagandisti russi si produce anche nell’imitazione. «Quando dici che “sto pensando” di rifornire l’Ucraina di missili Tomahawk», e qui Vladimir Solovyov cerca di dare alla sua voce un tono simile a quello di Donald Trump, a essere sinceri con risultati rivedibili, «ma poi aggiungi che “prima ne devo parlare con Putin”, non rafforzi certo la tua posizione».

 

Com’è quella storia che anche gli orologi rotti almeno per due volte al giorno segnano l’ora giusta? «Se vuoi essere davvero credibile come negoziatore, prima mandi le armi, e dimostri di fare sul serio, poi chiami il tuo oppositore e gli dici “ora parliamo”. Le guerre si decidono con i fatti, non con le parole».

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 2 foto lapresse

A leggerla così, con le frasi quasi stenografate, sembrerebbe la lamentela di un sostenitore dell’Ucraina deluso dal recente voltafaccia del presidente americano. Invece, è l’analisi di Solovyov, altrimenti soprannominato «La voce del Cremlino» anche a casa sua, il più popolare tra i megafoni televisivi del potere russo.

 

Ma è il modo in cui la scena si svolge, in diretta su Rossiya-1, che dice molto del contesto. Perché si tratta di una notevole presa per i fondelli di Trump, una serie di sfottò approvati con ampi cenni di assenso da tutti gli ospiti in studio, tra i quali due deputati di Russia Unita, il partito di Vladimir Putin.

putin trump

 

«Signor Trump, lei è un fesso». «Come si permette?» «Mi scusi. Lei è un fesso, ma un incomparabile, eccezionale, inimitabile fesso». «Ah beh, allora è un altro paio di maniche. Premiate subito questo ragazzo!»

 

La delegittimazione dell’Impero americano comincia a Mosca. Non era mai successo di sentire in prima serata una barzelletta del genere su un presidente straniero. In un Paese dove la deferenza verso il potere costituito è nel codice genetico dei suoi abitanti, e dove le beffe ai danni dei leader propri e stranieri, amici o nemici, sono sempre state confinate al passaparola, ai tempi della stagnazione brezneviana, e oggi ai meme in poche e ben securizzate chat. E invece.

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 4 foto lapresse

Altro talk show, questa volta la striscia quotidiana formato famiglia condotta da Olga Skabeeva, altra facezia, da parte di uno degli ospiti in studio. «Budapest. Si incontrano i due presidenti. Trump dice: “Allora, Vladimir, ti prendi Odessa, Kherson, Zaporizhzhya, tutto il Donbass, metti pure l’Alaska nel conto e finisci questa guerra». Putin si alza, stringe la mano a Trump, e dice: «D’accordo, ma tu che cosa mi dai in cambio?» Risate, applausi, arrivederci a domani.

(…)

 

vladimir putin donald trump anchorage alaska 1 foto lapresse

Mosca non crede nemmeno più a Trump. La televisione rappresenta l’anello principale della catena di comando comunicativa del Cremlino. E le perplessità, stiamo usando un gentile eufemismo, che si sentono e leggono sulle capacità cognitive del presidente americano, indicano che questa volta le linee guida sono ben diverse.

 

È come se dopo la riunione del Nuovo Mondo multipolare a Pechino, l’opinione pubblica russa sentisse di avere varcato il Rubicone. «Trump cercherà di sfruttare la situazione per inserirsi tra Russia e Cina, ma farà un fiasco, perché i rapporti tra Putin e Xi non sono solo di fiducia, ma anche consapevolmente strategici» scrive l'agenzia statale Ria Novosti.

donald trump e vladimir putin video parodia sul summit di anchorage in alaska 3donald trump e vladimir putin video parodia sul summit di anchorage in alaska 4donald trump e vladimir putin video parodia sul summit di anchorage in alaska 5donald trump vladimir putin anchorage alaska. foto lapresse donald trump e vladimir putin video parodia sul summit di anchorage in alaska 1 vladimir putin donald trump anchorage alaska 3 foto lapresse DONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

(…)

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)