ursula von der leyen donald trump

TRUMP VUOLE LA SIRINGA PIENA E LA MOGLIE DROGATA – IL PRESIDENTE AMERICANO PRETENDE CHE L’EUROPA “RISPETTI GLI ACCORDI” SUI DAZI AL 15%, ANCHE SE SI BASANO SU POTERI CHE LA CORTE SUPREMA HA DICHIARATO ILLEGITTIMI – FUBINI: “IL PARADOSSO È CHE TRUMP HA ASSICURATO LA SUA PARTE DELL’ACCORDO CON BRUXELLES ABUSANDO DEI SUOI POTERI. PER QUESTO L’ORDINE ESECUTIVO SUI DAZI AL 15% CONTRO L’EUROPA DA VENERDÌ NON VALE PIÙ” – “TRUMP HA FISSATO I «SOVRACCOSTI» (ANCHE) CONTRO L’EUROPA AL 10%, MA ESSI VANNO AGGIUNTI AI DAZI CHE PREESISTEVANO FINO A MARZO SCORSO. IN SOSTANZA L’EUROPA TORNAVA AD AVERE TARIFFE, NEL COMPLESSO, ATTORNO AL 15%”. CORNUTI E MAZZIATI, ANCHE SE L’INTESA UE-USA NON È MAI STATA APPROVATA DAL PARLAMENTO UE...

 

donald trump e ursula von der leyen

RELATORE PE, 'DOMANI PROPORRÒ STOP AI LAVORI SULL'INTESA UE-USA SUI DAZI'

(ANSA) - Nella riunione di domani "proporrò al team negoziale del Pe di sospendere i lavori legislativi fino a quando non avremo una valutazione giuridica adeguata e impegni chiari da parte degli Stati Uniti".

 

Lo annuncia su X il presidente della commissione Commercio internazionale dell'Eurocamera Bernd Lange, relatore dell'intesa Ue-Usa sui dazi. "Nessuno riesce più a capirci qualcosa: solo domande aperte e crescente incertezza per l'Ue e gli altri partner commerciali degli Stati Uniti. Le condizioni dell'accordo di Turnberry e la base giuridica su cui è stato costruito sono cambiate", sottolinea.

 

UE, 'SUI DAZI CHIEDIAMO CHIAREZZA, GLI USA RISPETTINO GLI ACCORDI'

(ANSA) - "La Commissione europea chiede piena chiarezza sulle misure che gli Stati Uniti intendono adottare a seguito della recente sentenza della Corte suprema. La situazione attuale non favorisce la realizzazione di scambi commerciali e investimenti transatlantici 'equi, equilibrati e reciprocamente vantaggiosi', come concordato da entrambe le parti nella dichiarazione congiunta Ue-Usa. Un accordo è un accordo. In qualità di principale partner commerciale degli Stati Uniti, l'Ue si aspetta che gli Usa onorino gli impegni". E' quanto si legge in una dichiarazione della Commissione Ue.

 

 

UE, 'IN STRETTO CONTATTO CON GLI USA, PRIORITÀ È STABILITÀ NEGLI SCAMBI'

dazi americani in vigore nell ue al 29 ottobre 2025 - cruscotto confindustria

(ANSA) - "La Commissione è in stretto e continuo contatto con l'amministrazione statunitense. Sabato il commissario europeo al Commercio Maroš Šefcovic ha parlato con il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer e con il segretario al Commercio Howard Lutnick. Continueremo a lavorare per ridurre i dazi doganali, come previsto nella dichiarazione congiunta." Lo dichiara la Commissione Ue.     "La priorità dell'Ue è preservare un contesto commerciale transatlantico stabile e prevedibile, fungendo al contempo da punto di riferimento globale per il commercio basato su regole", si aggiunge nella dichiarazione. (ANSA).

 

COSÌ RISCHIA DI SALTARE L’INTESA

Estratto dell’articolo di Federico Fubini per il “Corriere della Sera”

 

Almeno per un week-end Stati Uniti e Unione europea ripiombano di fatto nella loro guerra commerciale, dov’erano in aprile all’indomani dei primi annunci sulle «tariffe reciproche».

 

Gli accordi conclusi da Ursula von der Leyen e Donald Trump — salvo sorprese, sempre possibili con il presidente americano — oggi nella sostanza non valgono più. L’effetto a cascata della sentenza della Corte Suprema di Washington, che ha azzerato l’architettura giuridica di gran parte dei dazi di Trump, non è dunque un ammorbidirsi dei rapporti.

GIORGIA MELONI E I DAZI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

 

È l’opposto, perché gli Stati Uniti inaspriscono i termini commerciali e obbligano l’Europa a reagire.

 

[...] Jamieson Greer, il rappresentante al Commercio, ha dichiarato a poche ore dalla sentenza della Corte Suprema che l’amministrazione americana si aspetta che gli altri Paesi «onorino gli accordi». Greer si riferisce alle intese che negli ultimi mesi gli Stati Uniti hanno concluso (o annunciato) con 38 fra governi e blocchi di Paesi. Fra queste c’è quella che Trump e Ursula von der Leyen hanno firmato in Scozia il 27 luglio scorso. Essa prevedeva fra l’altro dazi americani al 15% — in totale — su quasi tutti i prodotti europei e la disponibilità di Bruxelles ad azzerare i dazi europei su beni americani come auto e componenti, macchinari, chimica, certe carni o cereali e altro.

 

Un ordine esecutivo di Trump assicura il lato americano del patto, ma sulla base di poteri che ora i giudici hanno dichiarato illegittimi. Il lato europeo invece dovrebbe passare da due regolamenti sui prodotti industriali e agricoli. [...]

 

URSULA VON DER LEYEN DONALD TRUMP A NEW YORK

Il paradosso è che Trump ha assicurato la sua parte dell’accordo con Bruxelles abusando dei suoi poteri. Per questo l’ordine esecutivo sui dazi al 15% contro l’Europa — parte dell’intesa di luglio scorso — da venerdì non vale più.

 

Al suo posto la Casa Bianca ha emesso venerdì stesso un nuovo ordine esecutivo basato su una norma dormiente, mai usata prima di Trump: la Sezione 122 del Trade Act del 1974, che permette al presidente di imporre surcharges («sovraccosti») su altri Paesi per cinque mesi in caso di «crisi nella bilancia dei pagamenti».

 

È un modo del tycoon per andare avanti sulla sua linea, in attesa di trovare un altro appiglio legale fra cinque mesi. Venerdì Trump ha fissato i «sovraccosti» (anche) contro l’Europa al 10%, ma essi vanno aggiunti ai dazi che preesistevano fino a marzo scorso. In sostanza l’Europa tornava ad avere tariffe, nel complesso, attorno al 15%.

 

LA RESA DI URSULA VON DER LEYEN A DONALD TRUMP SUI DAZI - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

Ieri invece Trump ha annunciato che porterà quei «sovraccosti» al 15%, di conseguenza i dazi totali contro l’Europa saliranno attorno al 20% (quelli infatti si sommano alle tariffe preesistenti). In sostanza, Trump ieri ha comunicato un ulteriore inasprimento contro l’Europa dei termini già sfavorevoli dell’accordo commerciale di luglio. Il quale dunque ora può saltare.

 

[...]  È infatti estremamente improbabile che l’europarlamento, in queste condizioni, approvi i regolamenti per far sì che l’Europa attui il proprio lato dell’intesa Trump-von der Leyen. Martedì la commissione sul Commercio del parlamento di Bruxelles avrebbe dovuto pronunciarsi su quella ratifica ma il voto — se nulla cambia — slitterà.

 

Già era arduo raccogliere una maggioranza dopo che la Corte Suprema ha cassato le mosse di Trump: solo i popolari e i conservatori europei (incluso Fratelli d’Italia) sarebbero tutti a favore. [...]  l’europarlamento non ratificherà. Trump, è vero, ha abituato Bruxelles alle sue marce indietro. Ma non è successo sempre: solo quando gli europei hanno reagito con fermezza alle sue forzature .

IMPATTO DEI DAZI AL 15% SULL EXPORT ITALIANO NEGLI USA

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