renzi bagno

ABBONAMENTI SKY, FUNERALI, REGALI, CENE E QUANTALTRO. TUTTE LE SPESE PAZZE E NON DOVUTE DI RENZI ALLA PROVINCIA DI FIRENZE SEGNALATE DALLA GUARDIA DI FINANZA - NONOSTANTE GLI SPRECHI CERTIFICATI, LA PROCURA HA CHIESTO L’ARCHIVIAZIONE DELL’INDAGINE

Valeria Di Corrado per Il Tempo

 

renzi   mondiali di ciclismo a firenzerenzi mondiali di ciclismo a firenze

L’abbonamento a Sky a uso esclusivo dell’allora presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi, il parcheggio a ore per le auto private degli assessori, così come le spese per il funerale di uno dei consiglieri, «non potevano gravare sul bilancio dell’ente». A metterlo nero su bianco è il Nucleo di polizia tributaria di Firenze della Guardia di Finanza, in un’informativa consegnata alla procura fiorentina il 7 maggio 2015, nell’ambito dell’indagine – senza ipotesi di reato e senza indagati – sulla gestione finanziaria della Provincia, nel periodo in cui a guidarla c’era l’attuale presidente del Consiglio.

 

Matteo Renzi Sindaco FirenzeMatteo Renzi Sindaco Firenze

Il fascicolo assegnato ai pm Luca Turco e Giuseppina Mione è stato aperto sulla base dell’esposto presentato il primo agosto del 2014 da Alessandro Maiorano, dipendente del Comune di Firenze, difeso dall’avvocato Carlo Taormina.

 

mondiali di ciclismo a firenze mondiali di ciclismo a firenze

Si tratta dell’ultima di una lunga serie di denunce alle quali il «grande accusatore» di Renzi ha allegato fatture e ricevute che testimonierebbero una malagestione dell’ente (per queste accuse Maiorano è stato querelato dal premier e rinviato a giudizio per diffamazione). Nonostante gli sprechi certificati dalla Finanza, la Procura però ha chiesto l’archiviazione dell’indagine.

MATTEO RENZI CONFERISCE LA CITTADINANZA ONORARIA DI FIRENZE A ROBERTO BENIGNI MATTEO RENZI CONFERISCE LA CITTADINANZA ONORARIA DI FIRENZE A ROBERTO BENIGNI

 

??LE "ANOMALIE" SECONDO LA CORTE DEI CONTI?In realtà, i primi a riscontrare delle "anomalie" nella gestione finanziaria della Provincia di Firenze sono stati i magistrati della sezione di controllo della Corte dei conti per la Toscana. Il periodo oggetto d’esame ha riguardato l’anno 2008, con riflessi sugli anni precedenti e sul 2009. Da questa indagine sono emerse innanzitutto «alcune anomalie connesse all’utilizzo della carta di credito per il pagamento delle spese di rappresentanza sostenute dagli amministratori che si recano fuori dal territorio per ragioni del proprio mandato».

 

NAPOLITANO E RENZI A FIRENZE jpegNAPOLITANO E RENZI A FIRENZE jpeg

Per i convegni, le mostre, le attività pubblicitarie e di rappresentanza sono stati spesi dalla Provincia fiorentina 7.842.542 euro nel 2007 (il 4,94% del totale della spesa corrente) e 8.847.155 euro nel 2008 (pari al 5,34% delle spese correnti). «I principali sintomi di criticità relativi agli atti di rappresentanza – si legge nella relazione conclusiva dei magistrati contabili – riguardano la non chiara definizione, in taluni casi, della finalità istituzionale perseguita o del beneficio derivante all’ente».

 

Alessandro Maiorano Alessandro Maiorano

??REGALI, APERITIVI E CENE PAGA LA PROVINCIA?Queste "criticità" e "anomalie" hanno messo in allarme la Procura della Corte dei Conti della Toscana che, partendo proprio dall’indagine dei colleghi della sezione di controllo, ha aperto un fascicolo ad hoc. Su delega dei pm contabili, il Gruppo tutela spesa pubblica della Finanza ha passato al setaccio una serie di spese "sospette" sostenute dalla Provincia di Firenze durante il mandato dell’attuale premier.

 

Alessandro Maiorano Alessandro Maiorano

Da tali accertamenti è emerso che Renzi dal 2007 al 2009 ha speso 10.190 euro utilizzando la carta di credito dell’ente «per effettuare spese di ristorazione, giustificate all’amministrazione con motivazioni del tutto generiche». Stesso discorso per il suo vicepresidente, Andrea Barducci, che dalla carta di credito ha attinto 9.028 euro. Inoltre, «non è stato possibile rilevare con ragionevole certezza – si legge nell’informativa – la qualità delle persone partecipanti a pranzi e/o cene con gli amministratori provinciali».

Alessandro Maiorano le folli spese di renzi jpegAlessandro Maiorano le folli spese di renzi jpeg

 

Per questa voce ci spesa è stato accumulato un danno erariale di 75.211 euro dal 2006 al 2009. Nello stesso arco temporale, tra le spese di rappresentanza, sono state incluse anche spese per l'organizzazione di catering, ricevimenti mondani, coffee break, lunch, aperitivi rinforzati, colazioni, servizi bar, nonché forniture di caffè per distributori automatici.

 

Alessandro Maiorano maglietta renzi Alessandro Maiorano maglietta renzi

Per omaggi e regalie, invece, la Provincia ha speso invece 151.536 euro dal 2006 al 2009. «Per l’acquisto di questi beni è stato totalmente disatteso l’obbligo di tenuta di registri di carico e scarico», precisano i finanzieri. Inutile e costosa la gita fuori porta dell’intera giunta provinciale avvenuta il 20 e 21 giugno del 2007 presso l'Abbazia di Vallombrosa, a Reggello (in provincia di Firenze), per un incontro di verifica sugli obiettivi politico-amministrativi e di mandato.

 

«Tale attività – spiega la nota della Finanza – poteva essere realizzata nella naturale sede della Provincia di Firenze (Palazzo Medici) senza aggravio di ulteriori spese». Invece, per il trasferimento in pullman degli assessori e dei dirigenti, l’allestimento floreale dell’Abbazia e l’organizzazione dei momenti conviviali, sono stati spesi dall’ente 6.610 euro (altra voce di danno erariale).

 

renzi e la presentazione dei mondiali di ciclismo a firenzerenzi e la presentazione dei mondiali di ciclismo a firenze

??FUNERALI, SOSTA GRATIS E SKY PER IL PRESIDENTE?Addirittura, con i soldi dei cittadini è stato sottoscritto dal 2007 al 2009 un abbonamento Sky (cinema, sport e calcio), «in uso esclusivo al suo presidente Renzi, ritenuto non inerente all’attività istituzionale dell’ente». «Il comportamento dell’allora capo di Gabinetto (responsabile della stipula del contratto Sky) – precisa l’informativa – ha determinato un ingiustificato depauperamento per le casse dell’ente», quantificato in 1.614 euro.

 

Dal ludico al mesto. In occasione del decesso di un consigliere provinciale, Renzi incaricò il suo capo di Gabinetto di organizzare i funerali, sostenendo i relativi costi con i soldi dell’amministrazione. «La spesa relativa al funerale – si legge nella nota della Finanza – presentava la connotazione di mera liberalità, e quindi, non essendo considerabile quale spesa di rappresentanza, non poteva gravare sul bilancio dell’Ente».

 

Il danno erariale ipotizzato è stato quantificato in 5.083 euro. La Provincia, inoltre, dal 2006 al 2009, si è fatta carico dei costi del parcheggio delle auto private di assessori e consiglieri provinciali, «senza perseguire alcun interesse pubblico», per un totale di 231.878 euro.

 

Ammonta, infine, a 48.825 euro l’ipotesi di danno erariale per la realizzazione, stampa e spedizione a mezzo posta di oltre 100 mila lettere indirizzate agli studenti delle scuole secondarie del territorio fiorentino «nonostante l’ente disponesse già di altro mezzo di comunicazione idoneo, che consentiva alla Provincia e al suo presidente di entrare nelle case e nelle scuole degli studenti fiorentini».

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angela merkel a firenze con renzi  4angela merkel a firenze con renzi 4

 

Nicola Imberti per Il Tempo

 

Quel capitolo, per Matteo Renzi, è ormai chiuso. L’esordio ai vertici delle istituzioni, nel 2004, come presidente della provincia di Firenze. Poi la lenta ascesa, il passaggio da sindaco a Palazzo Vecchio (2009), l’avvio della «rottamazione», la segreteria del Pd e, finalmente, Palazzo Chigi. Sono passati 11 anni, un’era se si considera che a quei tempi il presidente del Consiglio era Silvio Berlusconi e il leader della Lega un certo Umberto Bossi.

 

Eppure è proprio da quell’epoca «lontana» che arrivano i tormenti maggiori per Matteo. Al centro di tutto le «spese pazze» sostenute da presidente della Provincia. Ma anche alcune «anomalie» nella gestione del comune.

 

Delle prime abbiamo già scritto in passato sulla pagine de Il Tempo . Tutto nasce dalle denunce di Alessandro Maiorano, dipendente di Palazzo Vecchio, e «grande censore» del premier. Nell’agosto del 2014 Maiorano, decise di raccogliere tutte le sue accuse in un’unica denuncia. I reati ipotizzati andavano dall’associazione per delinquere al peculato, passando per l’abuso d’ufficio e la corruzione.

CARLO TAORMINA  CARLO TAORMINA

 

Il tutto condito con lo «sperpero» (ovviamente da accertare) di 30 milioni di euro di soldi pubblici. La speranza del denunciante, ovviamente, era che i magistrati indagassero. «Voglio la verità - spiegava -. Se ho sbagliato sono pronto a pagare, ma se ha sbagliato lui?»

 

Nel fascicolo erano contenute anche un certo numero di ricevute, «spese di rappresentanza». Dai 7,5 dollari spesi a Chicago per due caffè espressi agli 87,8 per quattro «aragoste in gratin». E poi i 36 dollari per una colazione da Starbucks a base di cappuccino (3), muffin, yogurt, insalata di frutta e altre amenità; i 50 euro per una bottiglia di vino consumata, insieme ad una bistecca da un chilo e 800 grammi (tre i coperti), in una trattoria di Firenze; gli oltre 6.200 spesi al ristorante Da Lino per varie cene e gli oltre 7.000 al ristorante Taverna Bronzino.

 

Nelle carte c’erano 184 euro pagati all’hotel Helvetia e Bristol di Firenze. E la domanda sorgeva spontanea: ma Renzi non viveva a Firenze? Questione che si legava anche ad un’altra vicenda: la famosa casa, pagata dall’amico Marco Carrai, in cui l’allora sindaco di Firenze aveva risieduto per un certo periodo.

 

CARLO TAORMINA E I BACI GAYCARLO TAORMINA E I BACI GAY

Tutto, ovviamente, faceva parte della denuncia di Maiorano. E forse qualcuno si aspettava che, così come l’Italia si era indignata per le «spese pazze» dei consiglieri regionali, uguale trattamento fosse riservato al premier. Invece a inizio settembre il pm Luca Turco ha presentato al gip richiesta di archiviazione in relazione alla vicenda della casa di Carrai e per tutto il resto.

 

Quattro giorni dopo Il Fatto Quotidiano ha scritto che la Corte dei Conti ha contestato al Comune di Firenze, fino al 2014, quattro anni di «gravi irregolarità» nei bilanci. Indovinate chi era il sindaco?

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