IL RITORNO DI BERLUSCONI PRESIDENTE – TRE COLLOQUI CON L’AMICO PUTIN NEGLI ULTIMI GIORNI E L’OFFERTA A RENZIE DI UN CANALE DIPLOMATICO – SULLA QUESTIONE UCRAINA BERLUSCONI SOGNA DI TORNARE AL CENTRO DEI GIOCHI

Ugo Magri per “La Stampa

 

Silvio BerlusconiSilvio Berlusconi

«Se serve un canale per arrivare a Putin, conta pure su di me»: così Berlusconi si è fatto avanti con Renzi al telefono. Il Cavaliere (che tale rimane perché il titolo non gli è stato tolto, denuncia il grillino Toninelli) ha pure chiamato la Mogherini, futuro capo della diplomazia europea, per complimentarsi della nomina e per offrirle i propri servigi. Tanto Renzi quanto «Lady Pesc» sono stati a sentire, con attenzione pare, anche perché Vladimir con Silvio si confida davvero, mica è una vanteria del Nostro.

 

silvio berlusconi forza italiasilvio berlusconi forza italia

Perlomeno tre colloqui sono intercorsi tra Arcore e il Cremlino negli ultimi giorni, aventi come oggetto i venti di guerra. Inoltre Berlusconi si è fatto vivo con una serie di vecchie sue conoscenze dell’Est, leader di governo con i quali aveva stabilito un rapporto di simpatia grazie alla famosa politica della pacca sulla spalla. Chi frequenta Villa San Martino testimonia che l’uomo si è tuffato nella crisi ucraina convinto di avere la statura giusta per negoziare la pace nel mondo. Dunque ha chiamato Renzi.

 

matteo renzimatteo renzi

Fonti berlusconiane fanno filtrare che i due hanno passato in rassegna tutti gli scacchieri, dall’Irak alla Libia volando alto sul Medio Oriente. Ma il piatto forte è stata la crisi con Mosca. L’ex premier ha dispensato al «ragazzo» informazioni e consigli. Sono rimasti in parola di approfondire tête-à-tête tra un paio di settimane; nell’occasione faranno il punto sulle riforme e sul resto. Però le riforme a Berlusconi, in questo momento storico, interessano meno. E’ realmente convinto di poter svolgere un ruolo di mediazione tra Russia e Occidente, dunque scalpita e freme.

vladimir putin 11vladimir putin 11

 

Chiede implicitamente a Renzi di dargli importanza. Erano tre anni che attendeva questo momento per restituire lustro internazionale alla propria icona offuscata dai «bunga bunga» (tra i primi a chiedergli in che cosa consistessero fu, in una cerimonia a Danzica, quel Tusk che è appena stato eletto presidente del Consiglio europeo). Se Matteo snobbasse il Cav, per paura magari delle ironie mondiali, Berlusconi la prenderebbe doppiamente male. Come un danno al Paese. E poi come il segnale che nemmeno Renzi è disposto a garantirgli un ritorno d’immagine, la cosa cui più tiene.

 

Qualcuno sospetta che le avances berlusconiane siano state fatte appositamente per mettere alla prova il premier. Per capire se di lui è possibile fidarsi o meno; se da cosa, in futuro, potrebbe nascere cosa, magari un grande rimescolamento di carte da cui non si capisca più dove sta la destra e dove la sinistra... Tutto questo è implicito nella mano tesa di Berlusconi. Figurarsi se Renzi non l’ha capito.

FEDERICA MOGHERINI COME PUTINFEDERICA MOGHERINI COME PUTIN

 

Come ha compreso perfettamente che qui trova una spiega lo strano caso di Forza Italia, il mistero di un’opposizione scomparsa dai radar, completamente afona per ordine del suo leader. È una chiara strategia di attesa: «Silvio il Temporeggiatore» vuole capire bene con chi ha a che fare. «Non possiamo condurre un’opposizione banale quando si sta rischiando un conflitto atomico», è il suo verbo. Perciò mette la museruola al gruppo dirigente. Vieta ai suoi di attaccare il governo. Azzera le presenze «azzurre» nei talk-show, per timore che vi si dicano troppe sciocchezze. E se ne impipa di un partito dove cresce lo sconcerto in vista delle Regionali («Con questa linea verremo massacrati», è il lamento collettivo), dove i soli Gianni Letta e Verdini plaudirebbero all’intesa con Renzi, con tutti gli altri contrari se venissero interpellati. Ma di riunioni in vista, per ora, nemmeno l’ombra.

FEDERICA MOGHERINIFEDERICA MOGHERINI

 

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