intini josi craxi

“UGO INTINI NON C’ENTRAVA NULLA CON L’IMMAGINE DEI SOCIALISTI RAMPANTI” – LUCA JOSI RICORDA LO STORICO PORTAVOCE DEL PSI DI CRAXI SCOMPARSO A MILANO A 82 ANNI: "ESPONENTE DEL MODELLO LOMBARDO, LUCIDAMENTE ANTI-COMUNISTA, NEGLI ANNI RUGGENTI DELLA MODA E DEL CONSUMISMO. VIVEVA DI UNA DIVISA FATTA DI ALCUNE CRAVATTE, SEMPRE LE STESSE, E SCARPE PORTATE ALL’USURA. CI PERDEMMO DURANTE 'MANI PULITE'. ARTEFICI DI QUESTO ALLONTANAMENTO FURONO ALCUNE…"

Luca Josi per "il Giornale" - Estratti

 

ugo intini craxi

Ugo Intini, morto ieri a Milano all’età di 82 anni dopo una lunga malattia, è stato innanzitutto un grande giornalista e un eccellente scrittore.

 

L’ho conosciuto nella mia Liguria. Io avevo meno di vent’anni, ero profondamente anti craxiano militavo allora nella sinistra socialista – e lui era il leader che, da Roma, era stato inviato a Genova per sedare le riottose correnti «riformiste» (così si chiamavano i gruppi che si rifacevano al segretario del partito).

 

Ugo, in realtà, non era per nulla romano, ma un milanesissimo prodotto del socialismo lombardo; quello assai brillante nella comunicazione - Guido Mazzali, l’inventore dello slogan «Chi beve birra campa cent’anni» era uno storico dirigente socialista – e immerso in quel profondo credo riformatore che aveva contribuito a far crescere Milano traghettandola dai suoi anni di piombo alle luci degli anni ottanta. Mi conobbe da «dissidente» e fu laicissimo e accogliente. Con curiosità. Anch’io, poi, diventerò riformista grazie a tre persone: il senatore Delio Meoli («sigaro tonante»), Tonino Bettanini (un anomalo e illuminato segretario del Psi genovese) e Ugo, appunto.

luca josi craxi 45

 

Posso permettermi di dirlo a trent’anni di distanza avendo poi trascorso, simbioticamente, diverso tempo accanto a Craxi: non nutrivo, allora, un amore smodato per molti craxiani. In Liguria avevano agito ai confini della spericolatezza per «eliminare» politicamente mio padre (che non apparteneva alla loro corrente); papà, un professore universitario di ingegneria navale prestato alla politica, si era prodigato anni per tenere a galla la sanità ligure e farla uscire dalle secche (dove altri compagni l’avevano portata).

 

Era definito dalla stampa un «socialista per bene» (orrenda sintesi anticipatoria della carneficina che sarebbe da lì a poco sopraggiunta). Vivere su una persona che ami quella prepotenza che incontrai può produrre, tra tante, due reazioni: il rigetto totale verso il mondo che l’ha prodotta oppure una sorta d’impermeabilizzazione emotiva accompagnata da un desiderio di rivalsa. Fortunatamente scattò la seconda.

 

ugo intini

Ugo non c’entrava proprio nulla con quell’immagine dei socialisti rampanti proiettata nell’immaginario dai media. E nemmeno Craxi (ma qui la parentesi sarebbe troppo ampia).

 

Intanto, Intini non era stato paracadutato, nominalmente, nel collegio per poi scomparire, ma continuava a passarci almeno tre giorni a settimana (sfido a trovare, oggi, nel panorama contemporaneo una simile presenza degli eletti sul territorio). Aveva modi modestissimi.

 

Negli anni ruggenti della moda e del consumismo viveva di una divisa fatta di alcune cravatte, sempre le stesse, e scarpe portate all’usura.

 

ugo intini

Era lucidamente anti-comunista con argomenti morbidamente ferrei, espressi con una voce più metallica che flautata, che non aiutava l’interlocutore a empatizzare con lui.

 

La sua capacità di costruire slogan gli nasceva dal suo essere giornalista e fu lui, insieme a Giuliano Amato (allora vice segretario del Psi), a farmi da mentore in quegli anni d’ingresso nella politica nazionale. Organizzò le prime campagne contro i «partiti irresponsabili». Si trattava di quelle testate giornalistiche, attrici della scena politica, che rivendicavano un ruolo di arbitrato e di critica senza dover pagare i costi della pratica del potere.

craxi luca josi

 

Provò ad accendere la luce sul «triangolo rosso» e la carneficina della guerra civile seguita al fascismo in terra emiliana (fu un precursore di quella rilettura che costerà tanto odio a Giampaolo Pansa). 

 

(..)

 

Intini è stato testimone di nozze del mio primo matrimonio, ma soprattutto la ragione per cui riuscii a interpretare tutta la stagione di Mani pulite con sfrontatezza: nel 1992, in quanto segretario dei giovani, avrei dovuto essere, candidato alla Camera come «esponente nazionale» del partito, ma Ugo, capolista, aveva già saturato quella quota.

 

copia di 1991. bettino craxi, vincenzo balzamo e ugo intini all'avanti con luca josi

Per cui: niente elezioni, niente finanziamento illecito, nessun problema postumo. E sì, perché quando Craxi provò a spiegare in aula che tutta la politica «era colpevole» – e nessuno fiatò – non intendeva che dunque, per conseguenza, non ci fossero colpevoli: ma che lo erano tutti e basta.

 

craxi luca josi 56

Ci perdemmo durante Mani pulite. Artefici di questo allontanamento furono alcune intercettazioni di quella testa calda che ero; infatti, la trascrizione di diverse mie colorite considerazioni dedicate alle titubanze di alcuni dirigenti socialisti, in quel clima infame, vennero strillate sulle prime pagine dei quotidiani. In realtà ne stavo riflettendo al telefono - con Craxi - e non in pubblico perché capivo, già allora, che la condizione e la valutazione di un ventenne non erano interscambiabili con quella di un uomo maturo e del suo trascorso calato in quell’orribile contesto. Da quel momento smisi non solo di parlarne al telefono, ma anche solo di pensarlo.

 

Vista la deriva degli anni successivi credo, non per consolazione, che ci sarebbe oggi bisogno di qualche tonnellata di quella cultura e di quel modo di governare. Converrebbe a tutti: alla sinistra, alla politica e, ciò che più conta, al Paese.

ugo intinibettino craxi e luca josi 6luca josi e bettino craxi ugo intini

Ultimi Dagoreport

rocco eleonora andreatta fabrizio corona

FLASH! – COME SI CAMBIA, PER FATTURARE! - ELEONORA "TINNY" ANDREATTA, FIGLIA DEL DEMOCRISTIANO BENIAMINO, ERA CONSIDERATA UNA BIGOTTONA D’ALTRI TEMPI QUANDO ERA IN RAI - ALL'EPOCA, DA DIRETTRICE DI RAI FICTION, PROMUOVEVA SOLO SCENEGGIATI SU PRETI, SUORE E FORZE DELL'ORDINE, PER NON TURBARE IL SONNO DEGLI ANZIANI TELESPETTATORI - UNA VOLTA PASSATA A NETFLIX, HA ROTTO GLI INDUGI: È DIVENTATA AUDACE! SOLO SESSO, DROGA E STORIE “MALEDETTE”, COME LE SERIE SU ROCCO SIFFREDI, I FESTINI DI “TERRAZZA SENTIMENTO” E ORA IL DOCUMENTARIO SUL PREGIUDICATO FABRIZIO CORONA...

luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone mps mediobanca

FLASH! - E SE SU MPS STESSE ANDANDO IN SCENA UN BEL TEATRINO? NON SARA' CHE LE LITI TRA LOVAGLIO E CALTAGIRONE, RACCONTATE IN QUESTI GIORNI DAI QUOTIDIANI, FANNO PARTE DI UNA "NARRAZIONE" UTILE A DIMOSTRARE CHE TRA L'AD DI MONTEPASCHI E IL COSTRUTTORE NON CI FU ALCUN "CONCERTO" PER L'ACQUISTO DI MEDIOBANCA? - A TAL PROPOSITO, VALE SEMPRE LA PENA RICORDARE LE GUSTOSE INTERCETTAZIONI TRA I DUE, IL 18 APRILE, ALL’INDOMANI DELL’ASSEMBLEA MPS CON CUI VENNERO SUPERATE LE RESISTENZE ALL’AUMENTO DI CAPITALE DELLA BANCA AL SERVIZIO DELLA SCALATA DI MEDIOBANCA: “MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE? COME STA?”; “MOLTO BENE! ABBIAMO FATTO UNA BELLA OPERAZIONE. IL VERO INGEGNERE È STATO LEI, IO HO ESEGUITO SOLO L’INCARICO”

leonardis enrico marchi elkann la stampa marco gilli

FLASH! - LA TORINO CON I DANE' SI MOBILITA PER SALVARE "LA STAMPA": LE DUE CORDATE INTERESSATE AL QUOTIDIANO (GRUPPO SAE DI ALBERTO LEONARDIS E GRUPPO NEM DI ENRICO MARCHI), HANNO BISOGNO DEL SUPPORTO DELLE FONDAZIONI CRT E SANPAOLO - NELLA CORSA A "LA STAMPA", AL MOMENTO E' IN VANTAGGIO ENRICO MARCHI, CHE HA GIA' RILEVATO DA GEDI I QUOTIDIANI DEL NORD-EST: "NEM" HA OTTENUTO LA BENEDIZIONE DI CRT E POTREBBE PRESTO AVERE ANCHE QUELLA DI SANPAOLO, GUIDATA DA MARCO GILLI, VICINISSIMO AL SINDACO LORUSSO...

fabrizio corona bloom media house

FLASH – COME HA FATTO UNA SCONOSCIUTA CASA DI PRODUZIONE MILANESE COME “BLOOM MEDIA HOUSE” A PRODURRE “IO SONO NOTIZIA”, LA DOCU-SERIE SU FABRIZIO CORONA? 800MILA EURO SONO ARRIVATI DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI VIA TAX CREDIT, MA L'ALTRO MILIONE E 700MILA? GUIDATA DA MARCO CHIAPPA E ALESSANDRO CASATI, “BLOOM” MEDIA FINORA AVEVA PRODOTTO SOLO SPOT E UNA MANCIATA DI DOCUMENTARI “SOCIALI” IMPEGNATI TRA DROGA, FOTOGRAFIA E DISAGIO PSICHICO. COME HA OTTENUTO IL CONTRATTONE PER LA SERIE SUL PREGIUDICATO EX “RE DEI PAPARAZZI”? A PROPOSITO, DOVE SONO LE NUOVE SCOTTANTI “VERITÀ” CHE “FURBIZIO” AVEVA MINACCIATO DI RIVELARE? IL 29 DICEMBRE AVEVA PROMESSO: "CI VEDIAMO A GENNAIO". QUALCUNO HA SUE NOTIZIE?

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI FINIRA' COME GIANFRANCO FINI, CON IL SUO “CHE FAI MI CACCI"? SEMBRA CHE IL GENERALE PUNTI A FORZARE LA MANO A SALVINI FINO A FARSI ESPELLERE - IL VICESEGRETARIO DELLA LEGA, IN QUOTA X MAS, NEI PROSSIMI GIORNI (FORSE GIÀ DOMANI) INCONTRERÀ IL SUO SEGRETARIO PER UN CHIARIMENTO DOPO GLI SCAZZI DELLE ULTIME SETTIMANE. CHE FARÀ L'EX TRUCE DEL PAPEETE? CACCERÀ IL MILITARE SCRIBA DEL “MONDO AL CONTRARIO”? SICURAMENTE CI SARÀ UNA "RESA DEI CONTI" - IL BAROMETRO DEL "VAFFA" DA' AL 50% L'IPOTESI DI UN ADDIO...

giovambattista fazzolari francesco filini gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT – FREGATO UNA VOLTA DAL CERCHIO MAGICO DI “PA-FAZZO CHIGI”, ORA CHIOCCI E’ PRONTO PER DIVENTARE PORTAVOCE DI GIORGIA MELONI – A FINE AGOSTO, LA SUA PROMOZIONE FU BRUCIATA DA UNO SCOOP DEL “FOGLIO” SU MANDATO DEI CAMERATI INSOFFERENTI PER IL SUO CARATTERINO, POCO INCLINE ALL’OBBEDIENZA - ORA PERO’ ALLA DUCETTA, CON UN 2026 IN SALITA, SERVE UN MASTINO PER GESTIRE IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, LA RIFORMA DELLA LEGGE ELETTORALE, LE NOMINE DELLE PARTECIPATE, CON LO SGUARDO ALLE POLITICHE DEL 2027 E AGLI SCAZZI QUOTIDIANI CON LEGA E FORZA ITALIA – SENZA CONTARE LA MINA VAGANTE VANNACCI – CHIOCCI, CHE DOVREBBE LASCIARE LA RAI A MARZO, ASPETTA DA PALAZZO CHIGI UNA PROPOSTA DI CONTRATTO BLINDATA (VUOLE CHIAREZZA SULLA RIPARTIZIONE DELLE DELEGHE PER EVITARE INVASIONI DI CAMPO DI FAZZOLARI E FILINI) – AL SUO POSTO, ALLA GUIDA DEL TG1, IN POLE C’E’…