jd vance mohammad ghalibaf donald trump

USA E IRAN LITIGANO SU TUTTO, I NEGOZIATI DI PACE A ISLAMABAD SALTANO E TRUMP, DEFINITO DAL “WALL STREET JOURNAL” UN “BABBEO GABBATO DA TEHERAN”, ESTENDE LA TREGUA A TEMPO INDETERMINATO: “ASPETTO LA PROPOSTA DELL’IRAN”. MA HORMUZ RESTA CHIUSO. PER I PASDARAN È SOLO “UN TRUCCO”: "GLI STATI UNITI USA PREPARANO UN ATTACCO A SORPRESA". POI GHALIBAF, PRESIDENTE DEL PARLAMENTO DI TEHERAN, PRECISA: “POSITIVO IL CESSATE IL FUOCO DI TRUMP”. I GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE IRANIANI MINACCIANO DI COLPIRE GLI IMPIANTI DI PRODUZIONE ENERGETICA DEI PAESI DEL GOLFO CHE AIUTERANNO GLI USA – SECONDO IL “WALL STREET JOURNAL” TRUMP NON VUOLE RIPRENDERE LA GUERRA. L’IRA DEL "NERONE DELLA CASA BIANCA" CONTRO IL GIORNALE E IL SUO EDITORE RUPERT MURDOCH…

Da repubblica.it

 

Trump: “Con Hormuz aperto non ci sarebbe accordo con Teheran”

donald trump

"L'Iran non vuole che lo Stretto di Hormuz venga chiuso, lo vuole aperto per poter guadagnare 500 milioni di dollari al giorno (che è, quindi, la cifra che perde se viene chiuso!). Dicono di volerlo chiudere solo perché io l'ho completamente bloccato (chiuso!), quindi vogliono semplicemente 'salvare la faccia".

 

Lo scrive il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un post sul social Truth. "Quattro giorni fa alcune persone mi hanno avvicinato dicendomi: Signore, l'Iran vuole aprire lo Stretto, immediatamente", aggiunge Trump, "ma se lo facessimo, non ci sarebbe mai un accordo con l'Iran, a meno che non facessimo saltare in aria il resto del loro Paese, compresi i loro leader!".

 

JD VANCE CON IL PREMIER PAKISTANO Shehbaz Sharif E IL PRESIDENTE DEL PARLAMENTO IRANIANO MOHAMMAD GHALIBAF

Wall Street Journal: Trump non vuole riprendere la guerra

Ufficialmente continua a brandire la minaccia di nuovi attacchi, ma il presidente americano Donald Trump vorrebbe finire una volta per tutte la guerra in Iran. A riferirlo è il Wall Street Journal che ha raccontato le ore frenetiche che hanno preceduto la proroga del cessate il fuoco con Teheran.

Mohammad Ghalibaf Shehbaz Sharif

 

Durante gli incontri di ieri, i consiglieri hanno spiegato a Trump che il governo iraniano non è compatto sulla linea da tenere e che esiste una fazione più intransigente, allineata con i Pasdaran, che non vuole piegarsi alle richieste del presidente. Tanto da sollevare dubbi che l'Iran sia davvero in grado di negoziare e attenersi a qualsiasi impegno.

 

Anche se Trump ha minacciato di riprendere la campagna militare, le fonti del Wsj hanno riferito che il presidente è apparso cauto sulla prospettiva di ricominciare le ostilità e prolungare un conflitto che è molto impopolare tra gli americani. Da qui la decisione di tenere sotto pressione l'Iran finchè non farà una proposta concreta di accordo. Sarà allora che il presidente deciderà se i negoziati potranno andare avanti o se le ostilità riprenderanno.

 

donald trump

Le guardie della rivoluzione ai Paesi del Golfo: “Se aiutano gli Usa diranno addio al petrolio”

I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno aggiornato la lista dei possibili obbiettivi nel Golfo Persico, se dovesse riprendere la guerra: non più siti militari americani, ma impianti di produzione energetica. Ad annunciarlo è stato il comandante della forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, in un "messaggio alla nazione iraniana" riportato dall'agenzia Fars.

 

"Se i paesi confinanti a sud consentiranno ai nemici di utilizzare il loro territorio e le loro strutture per attaccare il popolo iraniano, dovranno dire addio alla produzione petrolifera in Medio Oriente", ha ammonito. Alcuni paesi della costa del Golfo "hanno permesso che il loro territorio fosse utilizzato dai nemici dell'Iran e ora, se questo sostegno dovesse continuare, la loro linfa vitale economica sarebbe messa in grave pericolo", ha ammonito.

 

mohammad baqer ghalibaf 2

Ira di Trump per l’editoriale del Wsj: “Nessuno mi ritiene un babbeo”

Donald Trump non ha gradito un editoriale del Wall Street Journal che lo dipinge con "babbeo" gabbato dagli iraniani. In un post su Truth, il presidente americano ha definito "un idiota" l'autore dell'articolo, Elliot Kaufman, e attaccato direttamente l'editore Rupert Murdoch. Il Wsj "ha appena scritto un editoriale intitolato: Gli iraniani considerano Trump un fesso. Davvero? Per 47 anni hanno ucciso i nostri cittadini, e molti altri, e hanno approfittato di ogni Presidente, tranne me, e che cosa gli ho dato io? Un Paese in macerie!", ha scritto.

 

"La loro intera Marina è sul fondo del mare, la loro Aeronautica non esiste più, le loro difese antiaeree e i loro radar sono stati spazzati via, i loro laboratori nucleari e le aree di stoccaggio sono stati annientati in una buia sera di giugno dai nostri grandi bombardieri B2; i loro leader sono morti, incluso il generale Soleimani, il loro genio del male che ha distrutto la vita di tanti con le sue bombe artigianali piazzate ai bordi delle strade; lo Stretto di Hormuz è bloccato e totalmente controllato dagli Stati Uniti, senza che alcuna nave possa dirigersi verso i porti iraniani si dice che stiano perdendo 500 milioni di dollari al giorno per questo", ha elencato.

 

donald trump - jd vance

Trump ha poi preso di mira il suo predecessore Barack Obama che avrebbe "dato loro 1,7 miliardi di dollari in contanti", mentre "altri presidenti non hanno fatto nulla per fermarli". Eppure, "nonostante tutto questo, c'è un imbecille" al Wall Street Journal "che scrive che io sarei stato preso per un 'allocco'. L'Iran di certo non lo pensa! Nè lo pensa nessun altro", ha proseguito. "Immagino che Rupert Murdoch gli abbia detto di scrivere così, perchè il Wall Street Journal ha perso la rotta, non è più una lettura indispensabile, solo l'ennesimo giornalaccio politico in declino", ha assicurato.

 

Ghalibaf smentisce il suo consigliere: “Positivo il cessate il fuoco di Trump”

Non sono piaciute al presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Ghalibaf, i commenti del suo consigliere Mahdi Mohammadi sulla proroga del cessate il fuoco. Mohammadi aveva dichiarato che la tregua “è uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa, è giunto il momento per l'Iran di prendere l'iniziativa”.

 

mohammad baqer ghalibaf 3

Ma Ghalibaf ha fatto sapere di non condividere. “In qualità di presidente dell'Assemblea Consultiva Islamica, il signor Ghalibaf si avvale della consulenza di stimati esperti in ambito culturale, economico, sociale, politico e in altri settori, dalle cui opinioni trae sempre beneficio. Tuttavia, le opinioni espresse da questi consulenti, che è loro naturale diritto, non rappresentano necessariamente la posizione ufficiale del signor Ghalibaf”, ha dichiarato un alto funzionario del parlamento all'agenzia Tasnim.

 

“Le osservazioni di questi stimati consiglieri, e di alcune altre persone presenti ai negoziati, riguardo ai colloqui, al cessate il fuoco e così via, sono personali e riflettono i loro punti di vista”, ha insistito la fonte, “le posizioni del signor Ghalibaf vengono rese note attraverso i suoi canali ufficiali sui social media o con le sue dichiarazioni”.

 

 

CONGELATO IL VERTICE DI PACE

Paolo Mastrolilli per repubblica.it - Estratti

 

Il cessate il fuoco in Iran resta in vigore a tempo indeterminato, così come il blocco navale a Hormuz, per consentire alle trattative di proseguire. Lo ha annunciato il presidente Donald Trump alla fine di una giornata piena di tensione e di colpi di scena giocati sull’orlo della guerra.

DONALD TRUMP - GUERRA ALL IRAN E URANIO ARRICHITO

 

L’aereo del vice presidente Vance che doveva riprendere i colloqui oggi a Islamabad rimasto sulla pista, anche se il suo viaggio non è stato del tutto annullato.

 

Trump aveva avvertito che era pronto a riprendere i bombardamenti ma non era disposto ad estendere la tregua. Teheran ha risposto di non essere intenzionata a sedersi al tavolo sotto la pressione del blocco navale e ha definito il prolungamento della tregua “un trucco per preparare un attacco a sorpresa”.

 

 

mohammad baqer ghalibaf 1

(...)

 

La situazione non si è sbloccata e la partenza della delegazione iraniana per Islamabad è stata congelata, secondo il ministero degli Esteri a causa «dei messaggi contraddittori, il comportamento incoerente e le azioni inaccettabili da parte americana». Così anche l’aereo di Vance non è decollato da Washington, mentre i negoziatori Witkoff e Kushner, che dovevano volare direttamente dalla Florida al Pakistan, sono partiti invece per la capitale americana. Poco dopo la Cnn ha rivelato che l’amministrazione Usa ha imposto nuove sanzioni contro la Repubblica islamica, per punirla del blocco di Hormuz e spingerla a cedere nel negoziato.

 

Nella serata italiana però Trump ha cambiato tutto, scrivendo sui social: «Considerato il grave stato di frammentazione del governo iraniano, cosa non inaspettata, e su richiesta del feldmaresciallo Asim Munir e del primo ministro Shehbaz Sharif del Pakistan, ci è stato domandato di sospendere l’attacco all’Iran fino a quando i suoi leader e rappresentanti non presenteranno una proposta unitaria.

 

Ho pertanto ordinato alle nostre forze armate di proseguire il blocco e rimanere pronte e operative, estendendo il cessate il fuoco fino a quando la loro proposta non sarà presentata e le discussioni concluse, in un modo o nell’altro». Quindi la Casa Bianca ha richiamato a Washington l’ambasciatore in Israele, Mike Huckabee, per fare il punto sulla crisi.

trump e la foto in cui si ritrae come gesù cristoDONALD TRUMP IN VERSIONE JEDIdonald trump - stretto di hormuz

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