1- RIVELAZIONE CHOC DELL’ESORCISTA AMORTH: “ORLANDI: “DELITTO A SFONDO SESSUALE” 2- “COME DICHIARATO ANCHE DA MONSIGNOR SIMEONE DUCA, ARCHIVISTA DELLA SANTA SEDE, IN VATICANO VENIVANO ORGANIZZATI DEI FESTINI NEI QUALI ERA COINVOLTO, COME "RECLUTATORE DI RAGAZZE", ANCHE UN GENDARME DELLA SANTA SEDE. NEL GIRO ERANO COINVOLTI ANCHE DIPLOMATICI DI UN’AMBASCIATA STRANIERA PRESSO LA SANTA SEDE” 3- “RITENGO CHE EMANUELA SIA FINITA VITTIMA DI QUEL GIRO. NON HO MAI CREDUTO ALLA PISTA INTERNAZIONALE, CREDO CHE SI TRATTI DI UN CASO DI SFRUTTAMENTO SESSUALE CON CONSEGUENTE OMICIDIO POCO DOPO LA SCOMPARSA E OCCULTAMENTO DEL CADAVERE” 4- PRECISA PIETRO ORLANDI: “LE AMICHE DELLA SCUOLA DI MUSICA DI EMANUELA MI DISSERO CHE SUOR DOLORES, LA DIRETTRICE, NON LE FACEVA ANDARE A MESSA O CANTARE NEL CORO A SANT'APOLLINARE MA PREFERIVA CHE ANDASSERO IN ALTRE CHIESE PROPRIO PERCHÉ DIFFIDAVA, AVEVA UNA BRUTTA OPINIONE DI MONSIGNOR VERGARI”

Giacomo Galeazzi per "La Stampa"

«E' un delitto a sfondo sessuale», sostiene il capo mondiale degli esorcisti, padre Gabriele Amorth. L'anziano sacerdote, molto stimato da Benedetto XVI, rivela a La Stampa una pista interna per la scomparsa nel 1983 della cittadina vaticana davanti alla chiesa di Sant'Apollinare, da poco riferita riservatamente ai familiari della ragazza.

«Come dichiarato anche da monsignor Simeone Duca, archivista vaticano, venivano organizzati festini nei quali era coinvolto come "reclutatore di ragazze" anche un gendarme della Santa Sede. Ritengo che Emanuela sia finita vittima di quel giro - spiega padre Amorth - Non ho mai creduto alla pista internazionale, ho motivo di credere che si sia trattato di un caso di sfruttamento sessuale con conseguente omicidio poco dopo la scomparsa e occultamento del cadavere». E ancora: «Nel giro era coinvolto anche personale diplomatico di un'ambasciata straniera presso la Santa Sede».

Una testimonianza che padre Amorth ha reso pubblica ora nel suo libro «L'ultimo esorcista» e che presenta tratti in comune con la lettera anonima arrivata alla madre di Emanuela Orlandi nella quale si riferisce di una trappola nella quale fu attirata la quindicenne nella sacrestia di Sant'Apollinare.

Monsignor Pietro Vergari, parroco della basilica negli Anni 80, continua a protestare la sua estraneità ai fatti («Sono tranquillo, non ho nulla da nascondere»), ma è considerato dagli inquirenti un elemento centrale nella sparizione.

«Nell'ispezione nella cripta non hanno trovato nulla se non appunto il corpo di De Pedis - afferma don Vergari -. Tutte quelle ossa ritrovate non sono altro che ossa antichissime, risalenti a secoli fa quando anche i laici venivano sepolti nelle chiese. Ora dicono che faranno indagini approfondite ma non vedo proprio che cosa possano trovare».

Il prelato è finito nel registro degli indagati della procura di Roma, per concorso nel sequestro della ragazza, in concomitanza di una perquisizione presso il suo domicilio nel corso della quale è stato sequestrato un computer.

Vergari, già sentito nel 2009 come testimone a proposito del seppellimento del capo della banda della Magliana, De Pedis nella cripta di Sant'Apollinare, sarà presto convocato in procura per essere interrogato, questa volta nella veste di indagato, dai pm Capaldo Maisto. Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, ricorda che suor Dolores, la direttrice della scuola di musica frequentata dalla sorella nel palazzo di Sant'Apollinare, raccomandava alle studentesse di stare alla larga dal rettore della basilica.

Nell'inchiesta sulla scomparsa della figlia di un commesso pontificio, un gendarme vaticano è stato sentito in procura come persona informata dei fatti, mentre su una decina di ossa ritrovate a Sant'Apollinare sarà effettuato il test del Dna per compararlo con quelli della Orlandi e di Mirella Gregori, l'altra ragazza scomparsa 29 anni fa a Roma.

I resti saranno analizzati a Milano dagli esperti del Labanof, il Laboratorio di antropologia e odontologia forense. Il coinvolgimento di don Vergari apre scenari inquietanti. Osserva Pietro Orlandi: «Emanuela scomparve alla sette di sera. Mai sarebbe salita su una macchina con un sconosciuto. Se l'avessero presa con la forza, a quell'ora in pieno centro qualcuno se ne sarebbe accorto. L'ipotesi della basilica ha un senso. Se a Emanuela qualcuno avesse detto di seguirlo a Sant'Apollinare non si sarebbe insospettita. Un luogo sacro non dovrebbe spaventare nessuno».

Dunque potrebbe essere caduta in un tranello teso da qualcuno che era in rapporti con l'allora rettore della basilica. «Che a Sant'Apollinare ci fossero giri strani e gravitasse un pezzo di malavita romana, non solo De Pedis con cui don Vergari era in confidenza, è purtroppo qualcosa di risaputo», precisa Pietro Orlandi: «Le amiche della scuola di musica di Emanuela mi dissero che suor Dolores, la direttrice, non le faceva andare a messa o cantare nel coro a Sant'Apollinare ma preferiva che andassero in altre chiese proprio perché diffidava, aveva una brutta opinione di monsignor Vergari».

Per il momento gli indagati restano cinque: don Vergari, Angelo Cassani, Gianfranco Cerboni, Sergio Virtù e Sabrina Minardi.

 

 

 

EMANUELA ORLANDI Il fratello di Emanuela Orlandi EMANUELA ORLANDI CERCASIPiero Vergarichiesa sant apollinareDePedis Enrico

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