ARIDATECI CARLA’! - IL FOTORACCONTO DI VALÉRIE ROTTWEILER DELL’ELEZIONE DI HOLLANDE È UN FLOP CLAMOROSO - AVEVA PROMESSO CHE NON AVREBBE FATTO LA FINE DI CARLÀ, MA FINORA HA FATTO PURE PEGGIO - DOPO LE GAFFES CHE HANNO MESSO IN SUBBUGLIO IL MARITO NEO-PRESIDENTE, LA “FIRST GIRLFRIEND” STA CERCANDO IN TUTTI I MODI DI RECUPERARE, DANDOSI UN’AURA DI SOBRIETÀ - MA SI CONTINUA A PARLARE DI LEI, IN PEGGIO…

Anais Ginori per "la Repubblica"

Giardini dell'Eliseo. Il nuovo presidente socialista sta posando davanti alla Leica di Raymond Depardon, fotografo prescelto per il ritratto ufficiale che finisce come da tradizione in tutti gli uffici della République. Dietro a Hollande, un po' in disparte, si vede Trierweiler che osserva, forse controlla. Questo scatto rubato, apparentemente innocente, non c'è nel volume François Hollande Président, firmato dal fotografo Stéphane Ruet, con didascalie d'autore di Valérie Trierweiler. Il fotoromanzo della campagna elettorale è stato pubblicato in giugno con molta enfasi, lancio pubblicitario garantito: l'ex cronista politica di
Paris Match che narra l'epopea del suo beniamino.

Ma i lettori sono rimasti delusi di fronte a un panegirico senza interesse. Nonostante la popolarità del presidente, il libro si avvia a essere un clamoroso flop: appena mille copie vendute. Ed ecco che molti, scagionando subito il fotografo, danno la colpa a Trierweiler che, in un arduo esercizio letterario, riassume in poche frasi la suggestione di un'immagine.

Neanche l'aspetto pruriginoso di alcune didascalie ha eccitato le vendite. Sulla fotografia di Hollande insieme a Ségolène Royal durante il comizio di Rennes, Trierweiler ha commentato: «Sì, l'uomo che amo ha avuto una donna prima di me. Ed è successo che fosse anche candidata all'elezione presidenziale. Ci convivo». Neanche questo fa più scandalo, è déjà vu dopo quel tweet di gelosia contro Royal che Trierweiler ha fatto durante le elezioni politiche, provocando una mezza crisi di Stato e forse anche di coppia.

C'è qualcosa di sublime e drammatico nel feuilleton che si alimenta intorno a questa donna. Lei stessa ne è vittima e artefice. La foto del backstage all'Eliseo in cui era fugacemente ritratta, un'ombra vigile dietro al suo uomo, ha provocato un altro piccolo caso editoriale. Trierweiler ha chiesto invano a le Monde di non pubblicarla. Un'altra volta aveva preteso dai "colleghi" fotografi di non sostare sotto al suo domicilio privato. Ora ha minacciato il rotocalco Vsddi fare causa per alcuni scatti paparazzati in spiaggia.

Il direttore, piccato, ha risposto in un editoriale. Mentre le trasmissioni satiriche la dipingono come quella che porta i pantaloni nella coppia, si può capire una certa suscettibilità. Una contraddizione dopo l'altra, solo che a certi livelli non si perdona, soprattutto a una donna.

È la "sindrome Maria Antonietta", la tendenza a trovare nelle figure femminili il capro espiatorio perfetto, come accadde durante la fine della monarchia francese. «Capisco le difficoltà che ha avuto Carlà, ma io sono preparata, conosco le regole di questo mondo» aveva profetizzato sicura, salvo poi sconfessarsi e avviarsi, come l'ex première dame, a subire un supplizio di ironie e crudeltà mediatiche. Pluridivorziata, madre di tre figli che mantiene da sola, si è battuta per restare a Paris Match, seppur relegata nella rubrica cultura.

Questa settimana, per dire, accanto alle foto di Hollande e Trierweiler in vacanza nel sud della Francia, c'è un'intervista alla scrittrice Amélie Nothomb firmato dalla "first girlfriend", come dicono gli americani mancando alla compagna del presidente il sigillo del matrimonio. Donna passionale e di carattere, nelle ultime settimane si è imposta il silenzio, ha ripulito il suo profilo Twitter di vecchi messaggi graffianti che, senza pietà, gli internauti hanno rimesso in rete. Ora tenta di rifarsi un'immagine "normale", mantra dell'hollandismo.

In villeggiatura a Bregancon, nella dimora presidenziale, Trierweiler si è mostrata con i capelli al vento, senza più la messa in piega sfolgorante, vestendosi semplicemente di bianco, pur nella scelta del colore cela un messaggio. Disperato tentativo di ridiventare un'ombra, anzi forse nemmeno quello.

 

Valerie Trierweiler FRANCOIS HOLLANDE E VALERIE TRIERWEILER jpegSEGOLENE ROYAL AL VOTOCARLA BRUNI

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