varoufakis draghi

"DOPO MCKINSEY COSA CI ASPETTA? DRAGHI POTEVA FARE PEGGIO SOLO CHIAMANDO LA MAFIA" - L'EX MINISTRO DELLE FINANZE DELLA GRECIA, YANIS VAROUFAKIS: "IL LORO COINVOLGIMENTO È IMMORALE. MCKINSEY È STATA MULTATA PER 600 MILIONI NEGLI STATI UNITI PER UNO SCANDALO LEGATO AL COMMERCIO DI OPPIACEI CHE CONTINUANO A CAUSARE MIGLIAIA DI MORTI - IL RECOVERY FUND NON BASTA: LA BCE DOVREBBE EROGARE EUROBOND PER "EUROPIZZARE" IL DEBITO PUBBLICO. DRAGHI? NEL 2015 HA CONTRIBUITO A STRANGOLARE LA DEMOCRAZIA GRECA"

Davide Lessi per "la Stampa"

 

VAROUFAKIS CORTEO ROMA

Pochi giorni fa è bastato un suo tweet, una frase sui social di appena 27 parole in cui attaccava il governo Draghi, per scatenare una lunghissima scia di reazioni, minacce di azioni legali e polemiche. Ecco, se c' è una cosa che va riconosciuta a Yanis Varoufakis è la capacità di radicalizzare il dibattito pubblico. Il 59enne ex ministro delle Finanze greco riesce a dividere il mondo in due: c'è chi pensa sia solo un «politico fallito, da convegni»; e chi, invece, vede in lui un illuminato. Di sicuro le sue idee non lasciano indifferenti.

 

MARIO DRAGHI MCKINSEY

«Il Recovery Fund non sarà sufficiente», dice in questa intervista a La Stampa in cui profetizza che dopo la pandemia «l'Europa sarà molto più debole perché gli investimenti non basteranno». A Mario Draghi contesta il metodo con cui è arrivato alla premiership. E poi elogia il nuovo segretario dem Enrico Letta: «L'ho conosciuto e mi piace molto». Salvo poi aggiungere che DiEM25, il movimento progressista paneuropeo che ha fondato, non ha intenzione di avere relazioni con il Pd.

IL COMUNICATO DEL MEF SULLA CONSULENZA A MCKINSEY

 

Varoufakis, partiamo da quel tweet. Non le sembra che sia stato inappropriato accostare una società di consulenza alla mafia?

«La decisione del governo Draghi di ingaggiare McKinsey è un insulto al popolo italiano. La vostra democrazia non ha bisogno di una società di consulenza per distribuire i fondi comunitari. Quella sulla mafia era una battuta ma appropriata: dopo McKinsey cosa ci aspetta? Draghi poteva fare peggio solo chiamando la mafia nella riorganizzazione del ministero della Giustizia. Questo ho scritto e questo ripeto».

 

Al di là delle "battute", più o meno felici. Il Ministero dell'economia italiano ha spiegato in una nota che McKinsey, per un contratto di circa 25 mila euro, offrirà solo un «supporto tecnico-organizzativo». Anche la vicina Francia ha ingaggiato la stessa società per la pandemia. Perché lei è contrario?

varoufakis a roma diem25

«Guardi, non è importante per quanti soldi e dove sono stati assunti: è il loro coinvolgimento che trovo immorale. Ricordo a tutti che McKinsey è stata multata per 600 milioni negli Stati Uniti per uno scandalo legato al commercio di oppiacei che, Oltreoceano, continuano a causare migliaia di morti».

 

Torniamo da questa parte dell'Oceano. Come vede l' Europa? Sarà più forte o più debole dopo questa pandemia?

«Molto, molto più debole. Gli investimenti sono diminuiti nel corso del 2020 di circa il 50 per cento. Il Recovery Fund, nella migliore delle ipotesi, coprirà solo un ottavo del necessario nei prossimi anni. È troppo poco e i fondi arriveranno troppo tardi.

Il rischio per la zona euro è di sprecare un altro anno».

ursula von der leyen

 

Cosa dovrebbe fare di più Bruxelles?

«La risposta di DiEM25, il mio movimento, è questa: la Bce dovrebbe erogare Eurobond per "europizzare" il debito pubblico. Poi ci dovrebbero essere accrediti diretti nei conti bancari delle famiglie, come hanno già fatto sia Trump che Biden. In terzo luogo, l' Europa dovrebbe investire, a livello centrale, in una rete per l' energia verde dell' ordine del 5 per cento del Pil europeo».

 

Nella sua ultima intervista a La Stampa, quasi un anno fa, aveva detto che «Roma sarebbe crollata senza Eurobond». Un anno dopo Roma c' è ancora e l'Italia riceverà 209 miliardi dal Recovery. Ha cambiato idea?

mckinsey

«No, tutt'altro. Resto dell' idea che sia giusto che l'opinione pubblica sappia che il Recovery non sarà adeguato. Ben 120 di quei miliardi sono prestiti. E l'ultima cosa di cui l'Italia ha bisogno, considerato l'alto debito pubblico e il problema del suo pagamento. Poi certo ci sono anche 80 miliardi di sovvenzioni, ma sono da distribuire in sei anni: cioè circa 13 miliardi all'anno. Una goccia nel mare, macro-economicamente irrilevante».

 

In realtà tanti economisti pensano che questo sia un nuovo piano Marshall per l'Italia. E, rispetto a un anno fa, anche la politica è radicalmente cambiata: Matteo Salvini ha accettato di entrare a far parte di un nuovo governo di unità nazionale. Cosa pensa di questo inatteso scenario?

«Che è una sconfitta per la democrazia italiana. L'unica a trarne vantaggio sarà Giorgia Meloni, con il suo partito neofascista raccoglierà il malcontento che, inevitabilmente, crescerà».

varoufakis a roma diem25

 

Perché non si fida di Draghi? Lei è europeista e lui è stato fondamentale per la sopravvivenza dell'euro. Non solo: da governatore della Bce è stato spesso accusato di aiutare i Paesi dell' Europa meridionale con la sua politica monetaria. Lei invece lo accusa di aver danneggiato Atene...

«La mia opinione su Mario Draghi è irrilevante. Sì, nel 2015 ha contribuito a strangolare la democrazia greca e in questo modo ha danneggiato anche la democrazia europea. Chiudere le banche elleniche è stato un modo per ricattare il popolo greco e costringerlo ad accettare l'ennesimo prestito impagabile da parte della Troika. Ma su Draghi penso ci sia un tema politico importante: la sua nomina non è frutto di un'elezione, è stato scelto a porte chiuse da leader politici che si sono accordati senza tenere conto dei rispettivi programmi con cui si erano presentati al popolo italiano».

 

mario draghi angela merkel

Per concludere, immagina qualche collaborazione tra il suo movimento, DiEM25, e il Pd? Cosa pensa di Enrico Letta segretario?

«DiEM25 non ha né vuole avere un rapporto con il Pd, che consideriamo uno dei principali responsabili dei mali dell'Italia, un partito stagnante privo di qualsiasi capacità di pensiero innovativo e progressista. Per quanto riguarda Enrico, sì, lo conosco bene e mi piace molto, personalmente. L'ultima volta che ci siamo incontrati è stato a Parigi dove mi ha invitato a fare lezione ai suoi studenti di Sciences Po. Non è fantastico che politici, economisti, artisti e intellettuali pur essendo spesso in disaccordo possano allo stesso tempo arricchirsi del dialogo e del confronto reciproco?». Lo è.

VAROUFAKIS SPOCK

Ultimi Dagoreport

luigi ciro de lisi matteo salvini giorgia meloni giuseppe del deo mario parente gaetano caputi  alfredo mantovano

DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL DEO, '''L'UOMO CHE SA TROPPO" - IL FATALE INCONTRO CON LUIGI CIRO DE LISI, CAPO DEL ''REPARTO DELL’ANALISI FINANZIARIA'' DELL’AISI, POI PROTAGONISTA DELLE PRESUNTE ATTIVITÀ ILLEGALI DELLA SQUADRA FIORE, CHE PERMETTE AL SUO SUCCESSORE DEL DEO DI ENTRARE IN CONTATTO CON TUTTI I CAPATAZ DEI POTERI ECONOMICI – L’ABBANDONO DEL SALVINI IN CADUTA LIBERA E IL PASSAGGIO ALLA EMERGENTE MELONI (IL RUOLO DI CHIOCCI) - LE "AFFINITÀ POLITICHE" TRA L'UNDERDOG DELLA FRONTE DELLA GIOVENTÙ E L'UOMO DELL'AISI CHE NON A CASO CHIAMERÀ LA SUA CRICCA "I NERI", FINISCONO CON IL CASO DEI DUE AGENTI AISI TRAFFICANTI INTORNO ALL’AUTO DI GIAMBRUNO (DIVERSO IL CASO DI CAPUTI INTERCETTATO) – IL "FUOCO AMICO" DELL'ALTRO VICE DELL’AISI, CARLO DI DONNO – LO SCANDALOSO E MAI VISTO BABY-PENSIONAMENTO A 51 ANNI DI DEL DEO E IL VIA LIBERA DI ANDARE SUBITO A LAVORARE NEL PRIVATO, DERIVA DAL TIMORE CHE POSSA RICATTARE QUALCUNO ANCHE DENTRO PALAZZO CHIGI? AH, SAPERLO...

giancarla rondinelli brera

BRERA UNA VOLTA - LA PINACOTECA MILANESE È DIVENTATA UN DISCOUNT DELL’INTRATTENIMENTO: LA BIBLIOTECA BRAIDENSE OSPITERÀ IL 4 MAGGIO LA PRESENTAZIONE DI UN LIBRO SU GARLASCO, “L’IMPRONTA”, DI GIANCARLA RONDINELLI (GIORNALISTA DEL TG1 ED EX MOGLIE DI GIUSEPPE MALARA, VICEDIRETTORE DELL’APPROFONDIMENTO RAI). PER L’OCCASIONE, SI PRESENTERÀ NIENTEPOPODIMENO CHE IL PRESIDENTE DEL SENATO, IGNAZIO LA RUSSA – UN VOLUMETTO TRUE CRIME PRESENTATO IN UNA DELLE ISTITUZIONI CULTURALI PIÙ IMPORTANTI DEL PAESE, A POCHI PASSI DALLA CENA IN EMMAUS DI CARAVAGGIO, DAL BACIO DI HAEYZ E IL CRISTO MORTO DI MANTEGNA? DOPO LE CREMINE DELL’ESTETISTA CINICA E LA SESSIONE DI FITNESS DI IRENE FORTE, SEMBRA QUASI UN PASSO AVANTI (ALMENO È UN LIBRO)

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…