VELARDI SMONTA LA “DITTA”: “RENZI GRAN PARACULO. CON LUI IL PD NON È PIÙ LA CASA DEGLI EX PCI: D’ALEMA E BERSANI È MEGLIO CHE SI FACCIANO UN ALTRO PARTITO CON VENDOLA, SPINELLI E MALTESE. I SOLDI? BASTA CHIEDERE A SPOSETTI”

Roberto Scafuri per “Il Giornale

 

Claudio Velardi Claudio Velardi

Premessa maggiore: sottraendo tempo alle funzioni di «bi-nonno», Claudio Velardi ricade nel vizio originario dell'osservatore politico. Qualità che ne decretarono il successo come primo Lothar dalemiano e quindi consulente politico e lobbista. Motivazione nobile e spassionata, con un limite: «Il nome del possibile leader della sinistra ce l'ho, ma lo dico soltanto se mi pagano». 
 

Renzi senatoRenzi senato

Premessa minore: «Guardo con entusiasmo al tentativo di Renzi di dare un assetto stabile e saldo al sistema, fondato su un bipartitismo tra Pd e Forza Italia. Le condizioni ci sono tutte, in quanto Berlusconi si sta comportando da vero padre della patria, visto che potrebbe mandare tutti a quel paese e non lo fa. Paradossalmente oggi è più libero di prima, i magistrati hanno un po' mollato la persecuzione di cui è stato oggetto. Per cui gli chiedo un ultimo sforzo: trovarsi un successore o ripresentarsi alle prossime elezioni perché, anche se contro Renzi perderebbe, farebbe all'Italia un regalo grandissimo».
 

Stefano Fassina Stefano Fassina

Non può negare che il suo appello a D'Alema e Bersani ricorda il tormentone di Crozza-Razzi: «Ve lo dico da amico, fatevi un partito tutto vostro».
«Può darsi. Però il mio è un discorso serissimo. Solo con un partito di sinistra il sistema sarebbe davvero stabile».


Già. Lei vede il grillismo in disfacimento, e uno schema nel quale assieme ai due grossi partitoni ci sarebbero i «junior partner»: la Lega a destra, i liberali al centro...
«... E i conservatori della sinistra otto-novecentesca raggruppati in una specie di die Linke tedesca. D'altronde è un'area che in un Paese arretrato come il nostro ha una sua consistenza. Sarebbe un peccato che non lo facessero».
 

Mancano i soldi.
«Basta chiedere a Sposetti. Non c'è tempo da perdere. Mi appello a D'Alema, Bersani, Fassina, Vendola...».
 

Massimo D Alema Massimo D Alema

Magari pure Bertinotti.
«Bertinotti la sinistra l'ha mollata, dice che è morta. Restiamo in attesa che fondi quella del quarto millennio».
Difficile che gli ex Pci abbandonino la ditta. Fuori rischierebbero di restare a casa.
«Con Renzi a casa ci resteranno di sicuro. Il Pd non è più la loro ditta, è cambiato strutturalmente. D'Alema non è un pensatore, non può fare l'Ingrao del Pd. E Bersani sta perdendo i suoi uomini uno dopo l'altro... persino Errani va con Renzi».
 

Renzi è uno spregiudicato?
«No. Azioni da gran paraculo, se mi passa il termine. Ma è giusto che lo faccia. Si comporta da vero leader innovatore e modernizzatore, che finora la sinistra non ha avuto».
D'Alema non lo fu.
«Sì, dal '94 al '97. Non ebbe il coraggio dell'ultimo miglio».
 

Stefano Fassina Stefano Fassina

Secondo lei perché?
«È paradossale, perché quella rivoluzione liberale che si era proposto si scontrò da subito con i sindacati e la vecchia sinistra. Gli stessi che ora difende».
 

Motivi personali?
«Adesso, anche. Ma geneticamente è rimasto comunista».


Veltroni provò a fare il Pd a vocazione maggioritaria.
«Geneticamente non aveva i tratti da leader. Poi si alleò con Di Pietro, errore madornale».
Sintetizzo: D'Alema non ebbe coraggio, Veltroni non aveva le palle?
«Possiamo dire anche così».
 

Renzi modernizzatore come Craxi?
«Sembrerebbe di sì».

vendola alla clochevendola alla cloche


Ma tra Craxi e Berlinguer dice di scegliere Berlinguer.
«Ribadisco, gran paraculo».
 

Ma Vendola starebbe con D'Alema?
«Lui soffre della sindrome di Stoccolma, in realtà è dalemiano dai tempi della Fgci».


E Civati?
«Ottimo segretario della federazione di Monza».
 

Cuperlo?
«Gli voglio troppo bene, meglio resti nel Pd».


Landini leader?
«Non lo so, di sicuro ora deve scegliere se stare al gioco di Renzi o giocare in proprio».


Dimentica quelli della lista Tsipras.
«Vero. In un partito del genere Spinelli e Maltese tornerebbero a casa. Potrei finalmente aprire una bottiglia di Cristal».

nichi vendola parla alla festa di sel con accanto curzio maltese e moglienichi vendola parla alla festa di sel con accanto curzio maltese e moglie

 

 

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…