luca zaia matteo salvini roberto vannacci giorgia meloni

VENETO DI PASSIONI PER IL CENTRODESTRA – FRATELLI D’ITALIA HA DOVUTO CEDERE E DIRE ADDIO ALLA CANDIDATURA DEL CAMERATA LUCA DI CARLO, MA I GIOCHI NON SONO ANCORA FATTI: SERVE TROVARE UNA COMPENSAZIONE PER IL “DOGE”, LUCA ZAIA – E SALVINI DEVE FARE I CONTI CON LE SPARATE QUOTIDIANE DI VANNACCI, CHE FANNO SALTARE GLI OTOLITI ALLA BASE MODERATA E AI TRE GOVERNATORI DEL CARROCCIO – CHI SARÀ IL CANDIDATO? IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEVE ESSERE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE... - IL DAGOREPORT

DAGOREPORT - MAI VISTA L’ARMATA BRANCAMELONI BRANCOLARE NEL BUIO COME PER LE REGIONALI IN VENETO - SENZA QUEL 40% DI VOTI DELLA LISTA ZAIA SIGNIFICHEREBBE LA PROBABILE SCONFITTA PER IL CENTRODESTRA. E DATO CHE IN VENETO SI VOTERÀ A NOVEMBRE, DUE MESI DOPO LE MARCHE, DOVE IL MELONIANO ACQUAROLI È SOTTO DI DUE PUNTI AL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA RICCI, PER IL GOVERNO MELONI PERDERE DUE REGIONI IN DUE MESI SAREBBE UNO SMACCO MICIDIALE CHE RADDRIZZEREBBE LE SPERANZE DELL’OPPOSIZIONE DI RIMANDARLA AL COLLE OPPIO A LEGGERE TOLKIEN - LA DUCETTA HA DOVUTO COSÌ INGOIARE IL PRIMO ROSPONE: IL CANDIDATO DI FDI, LUCA DE CARLO, È MISERAMENTE FINITO IN SOFFITTA – MA PER DISINNESCARE ZAIA, URGE BEN ALTRO DI UN CANDIDATO CIVICO: OCCORRE TROVARGLI UN POSTO DA MINISTRO O MAGARI LA PRESIDENZA DELL’ENI NEL 2026 - SE LA DUCETTA È RABBIOSA, SALVINI NON STA MEJO: I TRE GOVERNATORI DELLA LEGA HANNO DICHIARATO GUERRA ALLA SUA SVOLTA ULTRA-DESTRORSA, ZAVORRATA DAL POST-FASCIO VANNACCI - IL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL VENETO DEVE ESSERE COMUNQUE RISOLTO ENTRO IL 23 OTTOBRE, ULTIMA DATA PER PRESENTARE LISTE E CANDIDATI…

https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-mai-vista-l-armata-brancameloni-brancolare-nel-buio-come-per-445628

 

roberto vannacci matteo salvini meme by edoardo baraldi

SALVINI IN PRESSING PER IL VENETO. LA LEGA A VANNACCI: “BASTA ORDINI”

Estratto dell’articolo di Matteo Pucciarelli per www.repubblica.it

 

Il Veneto, dice Matteo Salvini dal meeting di Rimini, «è terra di autonomia, è terra di identità, è terra di orgoglio, è terra di fatica, la Lega ha 161 sindaci, più di 1.000 amministratori locali e ha come uscente il governatore più amato d’Italia». Traduzione dal politichese: non si scherza, spetta a noi, perché «cambiare sarebbe un errore».

 

In attesa del famigerato tavolo nazionale dei leader del centrodestra per mettere fine alla discussione sui candidati alle regionali, ancora da fissare, il vicepremier rivendica ancora una volta la primazia del Carroccio sull’unica regione dove la coalizione è sicuramente data in vantaggio sui progressisti.

MATTEO SALVINI - LUCA ZAIA - FOTO LAPRESSE

 

Ragiona, poi: «Nelle Marche c’è continuità col governatore uscente dei Fratelli d’Italia, in Calabria ci sarà continuità col governatore uscente di Forza Italia, noi in Veneto abbiamo tanti amministratori locali in gamba da proporre come governatori, ma sicuramente troveremo un accordo».

 

L’accordo ovviamente si troverà e con un esito che appare scontato, cioè il nome concesso da Giorgia Meloni ai lighisti; e se non finisse in questo modo per Salvini, dopo essersi esposto così, sarebbe uno schiaffo difficile da digerire.

 

susanna ceccardi matteo salvini 8

[...] Nell’apparente quiete di fine vacanze nella vita di partito, va registrata però l’insofferenza di un pezzo di Lega verso il vicesegretario — carica ottenuta senza passare dal via — di Roberto Vannacci.

 

«La politica non è come l’esercito: qui c’è un gruppo di persone, che non ricevono ordini, se non quelli morali che sentono dentro di sé, e che ogni giorno li spingono a impegnarsi per un sogno che coltiviamo da sempre: strappare la Toscana dalle mani della sinistra», è il messaggio in una chat interna di Susanna Ceccardi, eurodeputata molto vicina al segretario, e però insidiata politicamente dall’ex generale in quello che una volta era il “suo” territorio.

 

Motivo del contendere è il “listino bloccato”: a Vannacci serve per blindare i suoi uomini; per l’ex sindaca di Cascina significa togliere autonomia alla base. Alle regionali di cinque anni fa «eravamo circondati da entusiasmo, un clima che purtroppo oggi non riscontro».

 

ROBERTO VANNACCI RICEVE LA TESSERA DELLA LEGA DA MATTEO SALVINI

Risposta indiretta di Vannacci? Come da manuale, con irrisione delle ragioni altrui. «Lo tsunami cresce e qualcuno rosica», con riferimento ai 150 cosiddetti “team” del Mondo al contrario. Un movimento autonomo dentro la Lega, qualcosa di impensabile fino a poco tempo fa per un partito irreggimentato come il Carroccio. Dove le regole base sembrano però ormai saltate, visto che Vannacci è l’unico esponente leghista a non versare quote al partito.

 

Lo fanno tutti, da sempre: da Salvini ai ministri. Non lui. «Il problema non è Vannacci ma chi gli permette certe cose...», masticano amaro alcuni leghisti, con riferimento al segretario federale. Nessuno però ci mette la faccia per contestare lo status al di sopra di ogni regola del generale in pensione.

 

Paolo Grimoldi

«Vista la sua precedente vita professionale, quella da generale, dovrebbe sapere come ci si comporta. Lui dice che ha un’associazione parallela, quindi ha due bandiere, proprio come i mercenari», commenta Paolo Grimoldi, ex che ha fondato Patto per il Nord, movimento che sogna di scippare la questione settentrionale alla Lega.

luca zaia salvinisusanna ceccardi 1bossi grimoldiIL GENERALE ROBERTO VANNACCI CONTRO MATTEO SALVINI - IMMAGINE CREATA CON GROK

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