mattarella veneziani

“IL QUIRINALE È UNA FORMIDABILE TERAPIA PER RINGIOVANIRE. L’EQUIVALENTE DI UN GEROVITAL, QUIRINOVITAL” - MARCELLO VENEZIANI, L’INTELLETTUALE “DISSIDENTE”, GIÀ MANGANELLATO DA GIULI PER AVER CRITICATO L’ARMATA BRANCA-MELONI, VERGA SULL’’ANTIQUIRINALIZIA “LA VERITA’” UN PEZZO SUL POTERE “RICOSTITUENTE” DEL COLLE – “MATTARELLA, PRIMA CHE DIVENTASSE PRESIDENTE, ERA LENTO, CURVO, PRIVO DI COLLO, CON OCCHI E BOCCA A FESSURA, PARLAVA IN TONO BASSO. VEDETELO ORA, MATTARELLA, DOPO UNDICI ANNI E MEZZO DI QUIRINALE. UN GIOVANOTTO; SE LO SPUPAZZANO LE CANTANTI, FA SELFIE CON LE RAPPER. IL QUIRINALE CORROBORA CHI CE L’HA; OVVERO GIOVA ALLA SALUTE, FA PRODIGI..."

 

Marcello Veneziani per “La Verità” - Estratti

 

Ma sono io che ricordo male? Io me lo ricordo, Sergio Mattarella, prima che diventasse presidente della Repubblica e poi nei primi tempi in cui fu assunto al Quirinale. Benché non fosse vecchio, era lento, curvo, privo di collo, con occhi e bocca a fessura, parlava in tono basso, lievemente depresso, si trascinava emaciato e guardingo, quasi costeggiando i muri.

sergio mattarella carlo verdone

 

Il suo top model era evidentemente Giulio Andreotti, di cui condivideva la curva della sagoma come un interrogativo senza risposta sulla Repubblica e i suoi misteri.

 

 

Era ingessato, si toccava imbarazzato le mani, girava e rigirava l’anello, mai un gesto brusco, mai una parola sopra le righe. Scrutava, taceva, sorrideva in modo prestampato, istituzionale.

 

Sembrava assai più vecchio del suo predecessore, Giorgio Napolitano, molto più anziano di lui, che era arrivato pure lui malconcio al Quirinale ma aveva conosciuto nel Palazzo una nuova gioventù.

sergio mattarella con gli cantanti e registi

 

 

Vedetelo ora, Mattarella, dopo undici anni e mezzo di Quirinale. Un giovanotto. Superattivo, sempre presente, con un piglio sempre più dinamico, un passo veloce, una gibbosità sempre meno accentuata, un collo che comincia a muoversi e distinguersi, capelli con taglio meno antiquato della vetusta chioma, da Antica Democristianeria del Corso; sempre più al passo dei tempi, spiritoso persino, se lo spupazzano le cantanti, fa selfie con le rapper, a volte in tandem con Sinner, seppur nel ruolo di partner fuori campo.

 

 

angelo binaghi, jannik sinner, sergio mattarella e adriano panatta

Che si sia pure tatuato in località corporee a noi invisibili? Che assuma qualcosa di più di qualche ricostituente? No, lasciate stare le illazioni e i gossip a cavallo tra la maldicenza e le fake news; qui siamo in presenza di una scoperta biologica, di grande valore scientifico, ma anche istituzionale e perfino politico.

 

 

Il Quirinale è una formidabile terapia per ringiovanire. I presidenti entrano vecchi e malandati ed escono giovani e gagliardi. L’equivalente di un gerovital, Quirinovital: c’è qualche sostanza benefica e miracolosa che emana il Potere al suo Massimo Livello, il Trono, la Virtuale Corona sul Capo.

 

 

 

sergio mattarella leonardo maria del vecchio agnese pini

E giova anche quell’essere ogni giorno incensato: tutto quel che fa il presidente della Repubblica, anche uno starnuto, merita elogi e titoli nei telegiornali. È il rovescio untuoso del vilipendio al capo dello Stato, c’è quasi l’obbligo costituzionale a venerarlo.

 

 

 

(...) Ma al di là di queste bravate, che un tempo da noi facevano i figli dei presidenti, gli Eletti stanno troppo bene al Quirinale, vivono a Palazzo una seconda, lunga primavera. Vedo il suo alter ego Zampetti, che prima era il suo bianco gemello e pareva il suo tutore, coi capelli bianchi solo per adeguarsi al presidente.

 

 

binaghi mattarella mezzaroma foto mezzelani gmt0222

Ora è stato sorpassato, sospetto che Mattarella lo accompagni a scendere le scale...

Ma risaliamo dal caso specifico di Mattarella alla legge generale. Per cominciare, c’è una legge segreta che accompagna tutti i presidenti in carica in questi 80 anni di Repubblica: benché il mandato sia lungo, ben sette anni, e benché gli eletti siano quasi tutti in età grave, piuttosto vecchi, non è mai morto nessuno mentre era al Quirinale.

 

Sarà che è una sede pontificia, sotto alte protezioni, ma nessuno ci ha lasciato le penne nel massimo scranno della Repubblica italiana. Ma passiamo alla testimonianza personale.

 

sergio mattarella (2)

Io mi ricordo da giovane quando fu eletto il vecchio compagno Sandro Pertini: era nato nell’Ottocento, aveva fatto la Prima guerra mondiale, era un vecchio monumento partigiano e antifascista. Un vecchietto, insomma, brontolone e vanitoso.

 

Ma ve lo ricordate come diventò pimpante e birbantello, come si divertiva alle partite di calcio e di scopa, quanti funerali si è fatto, quanti leader più giovani di lui ha accompagnato al cimitero? Pipava e anziché nuocere il fumo gli allungava la vita e gli potenziava la grinta.

 

 

 

Arrivò poi Cossiga, che era un professore sobrio e garbato, quasi un sardo muto, un felpato giurista, sempre trattenuto; poi, a via di stare al Quirinale, ringiovanì miracolosamente e cominciò a picconare ovunque, a stupire con le sue battute dette esternazioni, fino a essere accusato di essere eversivo mentre era solo goliardico. Visse una giovinezza quirinalizia che forse non aveva mai avuto, neanche da ragazzo.

 

binaghi mattarella sinner ruud 2 foto mezzelani gmt

Anche Oscar Luigi Scalfaro arrivò al Quirinale come una vecchia conoscenza della Dc più conservatrice, bigotta, era anziano già nei primi anni Cinquanta quando disse alla Signora Toussan di coprirsi e fu attaccato da Totò e da Curzio Malaparte perché troppo codino, antiquato... Beh, ve lo ricordate al Quirinale? Entrò da monumento e uscì da regista di un film antiberlusconiano; attivissimo, manovriero, sabotatore. Anche Carlo Azeglio Ciampi ringiovanì al Quirinale, si liberò della muffa bancaria accumulata ai tempi in cui governava la finanza, fu sempre più Carlo e sempre meno Azeglio. Seguì la legge del Colle: più sani più belli.

 

 

Stessa cosa, dicevamo, successe a Giorgio Napolitano, che quando arrivò era considerato un reperto dell’era geologica di Togliatti e di Pajetta, di Ingrao e Amendola, e invece poi diventò post-berlingueriano e persino postdalemiano e postveltroniano; compagnone, sbarazzino, riscoprì la sua vena teatrale di gioventù, a 90 anni pareva un giovanotto rimasterizzato o una vecchia pellicola restaurata...

 

giorgia meloni e sergio mattarella a modena foto lapresse

Poi venne Mattarella e da lì non ci siamo più schiodati. Dopo un lungo settennato, se ne prese un altro - in politica è l’unico campo in cui i ripetenti non sono bocciati- dopo aver rifiutato di essere un ponte di passaggio con una breve proroga per scaldare il trono a Mario Draghi al Quirinale.

 

 

 

(...)

 Era minimalista Giulio Andreotti quando diceva che il potere logora chi non ce l’ha. Possiamo ora rovesciarla in positivo e dire: il Quirinale corrobora chi ce l’ha; ovvero giova alla salute, fa prodigi. Come vedete, il presente scritto non era un’analisi politica da quirinalista, non conteneva note polemiche o dietrologie, ma è un articolo di medicina istituzionale per un supplemento di salute, tipo Star bene, anzi in versione statale: Mai Stato così bene.

 

sergio mattarella caterina caselli

Ora immagino che il 2 giugno Sergio festeggerà con la sua comitiva di corazzieri e coinquilini il suo dodicesimo anno al Quirinale. Ragazzi, non ’mbriacatevi, non fate tardi e non fate troppo rumore.

 

Qui c’è gente anziana che dorme.

sergio mattarella e anna pepe - meme by 50 sfumtaure di cattiveria sergio mattarella ugo zampetti marcello venezianiselfie di emma marrone con sergio mattarellasergio mattarella paolo sorrentino marcello venezianisergio mattarella con madame e fiorella mannoia sergio mattarella renzo piano Mattarella alla cerimonia in occasione del centenario della giornata internazionale dell’infermieresergio mattarella selfie con anna pepe

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