enrico michetti roberto gualtieri virginia raggi carlo calenda foto di bacco (3)

AJO, OJO E CAMPIDOGLIO! – VENGHINO, SIGNORI, VENGHINO: LA BATTAGLIA PER ROMA SI STA TRASFORMANDO IN UNA SPECIE DI SUK ELETTORALE! LA RAGGI NONOSTANTE LA MONNEZZA E I CINGHIALI DISTRIBUISCE UN PREMIO DI 36 MILIONI A QUASI 30MILA DIPENDENTI COMUNALI, CHE CON LE LORO FAMIGLIE COPRONO UNA PLATEA POTENZIALE DI CENTOMILA ELETTORI – GUALTIERI FA IL GIOCO DEL SILENZIO, CALENDA A QUELLO DEL RIALZO. E MICHETTI? PARLA SOLO DELL’ANTICA ROMA…

Fabio Martini per “La Stampa”

 

virginia raggi carlo calenda roberto gualtieri enrico michetti foto di bacco

La battaglia per il Campidoglio si sta trasformando in un bizzarro mercato elettorale: è l'ora delle offerte "imbattibili". Pur di ammaliare gli elettori, ogni giorno si materializza un nuova suggestione, mai vista prima. In vista delle elezioni del 3 ottobre l'ultima trovata l'ha prodotta la sindaca Virginia Raggi: volendo distribuire un premio di 36 milioni a quasi 30 mila dipendenti comunali-elettori, per giustificare questo esborso, il Campidoglio ha scritto un report (riservato al circuito interno) nel quale sono contenute formulazioni davvero originali.

VIRGINIA RAGGI REGINA DELLA MONNEZZA

 

A dispetto di montagne di rifiuti, oramai entrati nel paesaggio cittadino, il Comune è arrivato a scrivere che l'amministrazione avrebbe «efficientato la raccolta differenziata, riducendo la produzione di rifiuti indifferenziati, migliorato la capacità di trattamento dei rifiuti organici».

 

La stessa auto-promozione vale per i trasporti: a dispetto dei "flanbus" romani (gli autobus che vanno in autocombustione), il Campidoglio ha messo nero su bianco che gli obiettivi prefissati per il 2020 sono stati conseguiti al cento per cento. Espressioni hard che sono state apostrofate così dall'economista Carlo Cottarelli: «Ma vivono in un'altra città?». Il senso politico dell'operazione è chiaro: gratificare i super-burocrati del Campidoglio ma anche - con premi personalizzati - i ventiquattromila dipendenti capitolini che con le loro famiglie coprono una platea potenziale di circa centomila elettori. Grosso modo, un “partito” del dieci per cento.

GIORGIA MELONI ENRICO MICHETTI

 

Ma anche Enrico Michetti, candidato del centro•destra, l'altro giorno si è superato in occasione del primo confronto con Virginia Raggi, Carlo Calenda e Roberto Gualtieri. Complice il contesto (aveva organizzato l'Ordine degli Architetti), il confronto si era dipanato con toni soft: qualche battuta in agrodolce, ma nel rispetto reciproco. Certo, l'avvocato Michetti, interpellato su quali fossero le sue idee sul futuro della Capitale, aveva risposto testualmente: «Roma è un sogno, nessuna civiltà è stata pari a quella romana nella centralità dei cittadini: ponti, strade, anfiteatri: meravigliosi!».

 

carlo calenda roberto gualtieri foto di bacco (2)

Si era dilungato — con immagini fiorite e sognanti — su Cesare, su Augusto e sull'Impero romano. Ma Michetti ha spiazzato tutti con un'altra trovata: prendendo a spunto punture di spillo col sorriso sulle labbra degli altri, di punto in bianco se ne è andato: «No la rissa, no!» . Un'uscita plateale per proporre l’immagine dell'uomo ordinato? Il contesto pacifico ha rivelato una caduta di stile che ha consentito a Calenda di infilalo: «Ma quale rissa? Mica si può parlare soltanto di dove pijo er caffè...». Certo, Michetti parte da un piedistallo elettorale di centro-destra che a Roma (circa il 35%) che lo porterà al ballottaggio. Ma la scelta di un Carneade (“Michetti chi?”, detta un manifesto da lui stesso voluto) si può spiegare anche alla luce di uno sketch che trapela a distanza di mesi.

carlo calenda

 

Era l’ultimo vertice di tutto il centrodestra prima dei contrattempi di salute del Cavaliere e ad un certo punto Giorgia Meloni, per “giustificare” la sua ostilità a candidati per Roma di un certo peso, spiegò: «Io voglio un sindaco che quando chiamo, mi risponda al telefono». E Berlusconi replicò: «Attenta che con candidati di basso profilo, ti risponderà Roberto Gualtieri».

 

L’ex ministro mia non sembra intenzionato a condividere la logica del “mercato elettorale”: proposte al rialzo e polemiche fiammeggianti. E anzi ha preso una decisione: evitare per quanto possibile le continue “provocazioni” di Carlo Calenda che punge Gualtieri, provando ad inchiodarlo all’apparato clientelare del Pd capitolino e al grande regista della politica romana degli ultimi 30 anni, Goffredo Bettini. Il Pd punta sulla ricetta sintetizzata dal capogruppo Giulio Pelonzi: «Piedi ben piantati a terra con proposte concretissime e sguardo in alto, con l’ambizione di far tornare Roma una grande capitale europea».

VIRGINIA RAGGI - COMPLEANNO ALL'HOTEL BERNINI BRISTOL

 

Ma per ora si fatica ad evadere dal mercato delle battute e degli effetti sociali e Carlo Calenda chiosa così: «Ma è mai possibile che a 58 giorni dalle elezioni gli altri candidati non abbiano un programma su come vogliono governare la capitale d’Italia?»

enrico michetti roberto gualtieri virginia raggi carlo calenda foto di baccoENRICO MICHETTI

 

carlo calenda 1confronto tra candidati sindaci di roma 7confronto tra candidati sindaci di roma 6confronto tra candidati sindaci di roma 12carlo calenda 3GIUSEPPE CONTE ALLA FESTA DI COMPLEANNO DELLA RAGGI

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