VENTI DEPUTATI CAMPANI DEL PDL FIRMANO LA LETTERINA CHOC ANTI-CALDORO: “MEGLIO DE MAGISTRIS DEL GOVERNATORE” - UN DOCUMENTO CHE SUONA COME UN AVVISO DI SFRATTO: ENTRO IL 15 APRILE, INFATTI, GLI ASSESSORI BERLUSCONES IN REGIONE POTREBBERO DIMETTERSI SE ‘CALDORAGISTRIS’ NON CAMBIERA’ LINEA, TROVANDO UN ACCORDO CON NITTONAPALM…

Carlo Tarallo per Dagospia

Guerra totale, senza guantoni, con una data di scadenza precisa: metà aprile. Se entro un mese il Governatore della Campania Stefano Caldoro e il suo (ex?) partito il Pdl, non sigleranno la pace, potrà succedere di tutto. Non è più un tabù nemmeno l'opzione del ritiro della delegazione dalla Giunta. Nitto Palma, coordinatore regionale, ha mandato pieno da Angelino Jolie Alfano e dal Patonza: quello che decide lui è la linea del partito.

E quello che sta accadendo in queste ore è la conferma che il rapporto tra Caldoragistris e i berluscones ortodossi, ovvero quelli più fedeli alla linea di Nitto Palma, è ormai al punto di non ritorno. Tra stoccate, sfide a duello, polemiche e veleni incrociati, l'obiettivo del Pdl è tornare ad essere protagonista nel governo della Campania.

Il che vuol dire: via gli assessori vicini al centrosinistra e loro sostituzione con assessori indicati dal partito; maggiore concertazione tra Giunta e gruppo; stop alle critiche continue al Pdl da parte del Presidente e dei suoi fedelissimi del Nuovo Psi; basta flirtare con Udc, Pd, De Magistris, Vendola e Magistratura, ovvero con chiunque metta i bastoni tra le ruote a Silvio Berlusconi e ai Banana's parte-nopei e parte-infuriati.

GUERRA! GUERRA!
E come in tutte le vere guerre politiche, ecco che spunta "la carta che scotta". Un documento al quale hanno aderito una ventina di parlamentari Pdl attacca a testa bassa il Governatore. Un documento rimasto fino ad ora riservato, molto più duro di quello apparso sui giornali di questa mattina. Una paginetta che si conclude con un vero e proprio schiaffo a Caldoro: "Tanto in tema di giustizia quanto in tema di rapporti con altre forze politiche - smanettano i deputati e senatori Pdl - ci è dispiaciuto registrare nel sindaco De Magistris un interlocutore meno tendenzioso di Stefano Caldoro".

Proprio così: per il Pdl campano, meglio Giggino ‘a Manetta che il "garofano arancione". Uno choc per Santa Lucia, dove stamattina ancora si faceva la conta tra chi aveva firmato effettivamente il documento in versione "annacquata" diffuso ieri sera e chi se lo è fatto leggere e ha dato l'ok, tra chi se lo ricorda e chi non se lo ricorda, mentre tra Roma e Napoli c'è già chi parla di elezioni regionali anticipate.

Ma ecco qualche nome "pesante" tra coloro i quali condividono in pieno il contenuto della nota inedita. Nell'elenco ci sono Amedeo Laboccetta (in predicato di diventare coordinatore cittadino del Pdl) e il suo futuro vicario Luigi Compagna; Raffaele Calabrò, detto OctOpus Dei, Sua Sanità in Campania; Giancarlo Lehner; Vincenzo D'Anna; Cosimo Izzo; Maria Elena Stasi. Tra i firmatari non c'è Nicola Cosentino, che però è facile immaginare condivida in pieno quanto affermato dai parlamentari.

Non ci sono nemmeno le firme (e questa è invece una presa di posizione politica) di Nunzia De Girolamo e Mara Carfagna. Non ci sono nemmeno le adesioni (ma qui si tratta anche di una forma di garbo istituzionale) dei deputati-presidenti di provincia: Luigi Cesaro a Napoli e Edmondo Cirielli a Salerno.

Ma al di là del nome in più o in meno, il dato politico è che Caldoro, al quale anche il Pd ha voltato le spalle dopo il diktat di Culatello Bersani, si ritrova con il suo stesso partito in rivolta e con un "avviso di sfratto" che arriva da un folto gruppo di parlamentari pidiellini stufi di ricevere critiche dal Governatore, che proprio ieri, sulla vicenda-rifiuti, ha di nuovo colpito duro: "Noi non siamo riusciti, in Parlamento, a bilanciare la Lega. In una prima fase - aveva attaccato il Presidente della Regione - per lealtà nei confronti di un'alleanza, oggi non c'e' alcuna ragione. Per me non ce ne erano neanche prima di ragioni, avremmo dovuto bilanciare, ma siamo stati troppo deboli".

IL DOCUMENTO
Ecco, in esclusiva per Dagospia, il documento originale, ovvero il testo della risposta a Caldoro da parte dei venti parlamentari berluscones campani:

"Sui lavori del congresso provinciale di Napoli del Pdl conclusosi domenica scorsa - recita il testo che circola tra Montecitorio e Palazzo Madama - con una straordinaria partecipazione di iscritti, il presidente Caldoro deve essere stato male informato. e pare, a sua volta, contribuire ad una disinformazione in merito allo svolgimento del congresso francamente sgradevole.

Di giustizia si è sempre parlato da parte di tutti col massimo rispetto della persona dei giudici e della Magistratura tutta. Nitto Palma, e tutti gli intervenuti, hanno semplicemente dato voce al comune sentire della base del partito, che sposa le posizioni in materia di Giustizia proprie del Segretario Alfano. Per quel che concerne poi i tempi, gli ambiti, i limiti del rapporto fra Pdl e Udc in Regione - prosegue la nota - la posizione tracciata in apertura dei lavori da Nitto Palma è stata ampiamente ripresa, condivisa, argomentata dai vari interventi e coincide con quella espressa dal Gruppo regionale del Pdl.

Sarebbe ora inimmaginabile che, a congresso concluso, il presidente Caldoro pretendesse di far valere una propria posizione personale, sottratta alle indicazioni e valutazioni del dibattito di sabato scorso. Tanto in tema di giustizia quanto in tema di rapporti con altre forze politiche, ci è dispiaciuto registrare nel sindaco De Magistris un interlocutore meno tendenzioso di Stefano Caldoro. Il che, seppur determinato soltanto dall'esser stato poco e male informato dello svolgimento dei lavori congressuali, è per noi motivo di forte disagio".

E adesso? Partirà da Santa Lucia un'altra raffica di telefonate alla ricerca della smentita perduta? Ah saperlo...

 

 

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