1- VERGOGNA! MONTI FIRMA IL LASCIAPASSARE PER LA DISCARICA DI CORCOLLE E IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI BENI CULTURALI CARANDINI MOLLA L’INUTILE ORNAGHI 2- CARANDINI: “ESISTONO PER CIASCUNO DI NOI DEI LIMITI DI TOLLERANZA CIVICA E PERSONALE. LE ULTIME NOTIZIE GIUNTEMI SULLA DISCARICA PREVISTA A CORCOLLE, STRAORDINARIAMENTE GRAVI PER LA PROSSIMITÀ A VILLA ADRIANA E ALLE QUALI NON ARRIVO A CREDERE, RAPPRESENTANO LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL MIO VASO" 3- IL SARCASMO DOLOROSO E AMARO DI QUIRINO CONTI: “IL PREFETTO PECORARO DEVE POSSEDERE DI CERTO UN ANIMO FACETO: DA GRAN BURLONE CREATIVO. COME UNA DI QUELLE PERFORMANCE ARTISTICHE DI UN FACETO DADAISTA, E PERSINO DI UN NOSTRANO, NOSTALGICO FUTURISTA BASATE SUL PARADOSSO E L’ASSURDITÀ (CHI NON RICORDA LA CEMENTIFICAZIONE DEL CANAL GRANDE SUGGERITA DA SUPERSTUDIO?)”

1- CORCOLLE; CARANDINI LASCIA MIBAC, 'E' GOCCIA FINALE'
(ANSA) - "Esistono per ciascuno di noi dei limiti di tolleranza civica e personale. Le ultime notizie giuntemi sulla discarica prevista a Corcolle, straordinariamente gravi per la prossimità a Villa Adriana e alle quali non arrivo a credere, rappresentano la goccia che ha fatto traboccare il mio vaso". E' un passo della lettera al ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi, con la quale l'ex presidente del consiglio superiore dei beni culturali Andrea Carandini ritira la sua disponibilità a svolgere un nuovo mandato.

SUA ECCELLENZA E LA BURLA DELLA DISCARICA
Quirino Conti per Dagospia

Il prefetto Pecoraro deve possedere di certo un animo faceto: da gran burlone creativo. E questa storiaccia della discarica nei pressi di Villa Adriana (con annesso un castelletto e, parrebbe, addirittura la condotta dell'Acqua Marcia) presto, molto presto, con gioiosa sorpresa di tutti gli indignati burlati (ministri, presidenti di regione, sindaco, Unesco, Italia Nostra, inclusi quei babbei intellettuali di vario genere che nel mondo intero sono con un nervo per capello, pronti a marciare su Roma), molto, molto presto, dunque, tutto ciò non si rivelerà che un sofisticatissimo gioco intellettuale. Una gigantesca, geniale burla, appunto.

Come di un faceto dadaista, e persino di un nostrano, nostalgico futurista. Una di quelle performance artistiche basate sul paradosso e l'assurdità (chi non ricorda la cementificazione del Canal Grande suggerita da Superstudio?), che, graditissime alla critica internazionale, vanno per la maggiore e sono di gran tendenza nelle Biennali e non solo. Insomma, un mostruoso e folle gioco del paradossale applicato nientemeno che al territorio.

Con l'ennesimo, magrittiano "Ceci n'est pas une pipe" esteso questa volta al corpo stesso di un celeberrimo paesaggio millenario, un po' anche à la Christo se si vuole. Che idea! Dal momento che nessuno, ma proprio nessuno, vuol credere che Sua Eccellenza il prefetto Pecoraro non conosca almeno la storia di Jean Renoir. "Come? Jean chiii?!?..." Ma Jean Renoir! Il figlio del grande impressionista, sommo regista e maestro di Luchino Visconti.

Di come cioè, con il cuore in gola, percorse quelle strade beate - lacrimando - tra ruderi ancora loquacissimi e splendidi, in compagnia del suo allievo e di uno stuolo di estasiati e altrettanto commossi collaboratori. Ci mancherebbe altro che Sua Eccellenza Pecoraro non conoscesse la celebre carte postale datata "samedi 16 septembre" che da Parigi Renoir inviò a Visconti, a Milano, nel 1939.

Rivivendo quel viaggio a Villa Adriana e la sua idea di poter girare, su quei sacri fondali, una sua Tosca. E ci mancherebbe che Sua Eccellenza Pecoraro non sapesse che quel cielo, amplissimo, e ogni sasso di quel territorio sono stati ormai per sempre consegnati alla gloria dalle righe di un Nobel, Marguerite Yourcenar. Almeno questa curiosa belga con la fisima dell'imperatore, il prefetto l'avrà sentita nominare! Se non per i suoi capolavori letterari, trattandosi di combattiva e pericolosissima amazzone!

Dunque, smettiamola con questo tiro al piccione: presto, come in quel bel Truman Show, l'autore di una simile fiction iperrealista verrà allo scoperto; facendo crollare i fondali dipinti della sua costruzione retorica. E, come al finale del Falstaff, sul bordo del palcoscenico, in quella celebre fuga verdiana, noi, "Tutti gabbati", rideremo bonariamente della nostra ingenuità. Giacché Sua Eccellenza sa perfettamente non esserci al mondo luogo più prezioso e perfetto: e che il paradiso è già in terra da quelle parti, nonostante tutto.

Basta salire a Tivoli - la città più ritratta della storia dell'arte al tempo del Grand Tour - e alla sua Villa d'Este, e a quella Gregoriana; e poi al Monte Ripoli, per intravedere al fondo le acque del Pecile brillare, e ancora oltre, ancora al fondo, Roma, tra fumi e nebbie, come avrebbe potuto vederla Antinoo. E come la videro quei pastori che da lì scorgevano la sontuosità della villa detta di Mecenate e il tempio della Sibilla cantandoli in versi immortali. Nulla di simile al mondo.

E dunque, sversare proprio lì - al cuore di tutto questo e su un terreno ancora da studiare, da sondare; e da dove probabilmente Adriano scrisse il più accorato addio alla vita che l'umanità ricordi, "Animula vagula, blandula" ecc. -, a Sua Eccellenza il prefetto Pecoraro sarà parso un magnifico scherzo. Non c'è da dubitarne. Un'abilissima costruzione intellettuale. Altrimenti...

Altrimenti ci sarà da continuare a scendere in piazza: non prima di aver fatto recapitare a Sua Eccellenza l'ultimo lavoro del professor Andrea Carandini - il magnifico Atlante di Roma Antica appena pubblicato da Electa. Ma non ce ne sarà bisogno. Questa non è che una solenne, ridicolissima buffonata.

2- RIFIUTI A CORCOLLE, C´È L´OK DI PALAZZO CHIGI
Mauro Favale per "la Repubblica - Edizione Roma"

Nella complicata partita dei rifiuti di Roma, Giuseppe Pecoraro incassa il via libera più autorevole, quello di cui aveva bisogno per superare i veti politici (e procedere con le deroghe su quelli tecnici) che si frappongono alla costruzione di una discarica a Corcolle. Da Palazzo Chigi arriva il lasciapassare ufficiale (sotto forma di lettera) che consentirà al prefetto e commissario ai rifiuti di procedere all´esproprio della cava situata a 700 metri dalla zona di rispetto che protegge Villa Adriana a Tivoli. A quel punto Pecoraro potrà avviare l´iter per la gara d´appalto europea per la costruzione e gestione della nuova discarica che, alla fine di quest´anno, dovrebbe mandare definitivamente in pensione quella di Malagrotta.

Il condizionale, però, è d´obbligo viste le continue proroghe e visti soprattutto i veti incrociati che permangono, nonostante il via libera della presidenza del Consiglio, su Corcolle. A cominciare dalle rimostranze che senza dubbio giungeranno a Monti dal ministro dell´Ambiente Corrado Clini e da quello dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi. I due da tempo hanno espresso la loro contrarietà all´ipotesi di una discarica «in una località vulnerabile dal punto di vista idrogeologico», afferma il primo; «a due passi dal sito archeologico di Villa Adriana», aggiunge il secondo.

Proteste che potrebbero costringere il premier a portare il dossier sulla discarica di Roma comunque in consiglio dei ministri. A quelli di Clini e Ornaghi, poi, si aggiunge il no del Comune di Roma. Perché se Renata Polverini ha sempre appoggiato le scelte del prefetto e Nicola Zingaretti pare prossimo a convincersi della bontà degli studi forniti da Pecoraro, Gianni Alemanno resta convintamente contrario alla discarica nell´VIII municipio.

E poi c´è il Tar, che discuterà nei prossimi giorni il ricorso della Brixia, la società proprietaria della cava di Corcolle. Se dovesse arrivare la sospensiva dei giudici amministrativi, la road map di Pecoraro potrebbe subire uno stop importante. Inoltre, a complicare il tutto, c´è il no dei comitati che hanno scritto a Monti, hanno mobilitato testimonial, hanno studiato il territorio e il progetto preliminare del prefetto e sono convinti che «una discarica lì è dannosa e inutile, visto che la capienza della cava è insufficiente rispetto alle migliaia di tonnellate di rifiuti prodotte a Roma».

Niente da fare, però. Per Pecoraro, supportato dagli studi dell´Arpa e del dipartimento di ingegneria ambientale dell´Università di Tor Vergata, Corcolle è il sito migliore per ospitare una discarica soprattutto in tempi rapidi. Nei giorni scorsi ha inviato la sua documentazione a Palazzo Chigi e gli uffici di Mario Monti l´hanno studiata mentre il premier era impegnato al G8 negli Usa. Poi, ieri, la lettera tanto attesa dal prefetto, che sicuramente si porterà dietro una valanga di proteste da parte dei comitati.

3- L´APPELLO DI CENTO INTELLETTUALI "CARO MONTI, SALVI VILLA ADRIANA"
Francesca Giuliani per "la Repubblica - Edizione Roma"

Venti righe, cento firme: così archeologi, studiosi di storia antica, personalità del mondo della cultura, giornalisti e accademici chiedono al presidente Monti per chiedergli di salvaguardare il sito archeologico patrimonio dell´Umanità e tutelato dall´Unesco, dai rischi che potrebbe correre nel momento in cui Corcolle diventi il sito prescelto per raccogliere i rifiuti di Roma.

I nomi di registi come Paolo e Vittorio Taviani, Ugo Gregoretti, Paola Gassman, Ugo Pagliai, Simona Marchini, Ennio Calabria sono accostati a quelli di un gran numero di studiosi e appassionati di archeologia, docenti universitari: da Sergio Rinaldi Tufi ad Andrea Giardina, da Eugenio La Rocca a Rita Paris, da Clementina Panella a Pietro Giovanni Guzzo e ancora da Eva Cantarella, Teresa Cinquantaquattro, Andreas Steiner e agli esponenti di istituti per l´archeologia stranieri come Jean-François Bernard (Ecole française de Rome), Darius Arya (American institute for american culture) ed Emanuele Greco (Scuola archeologica italiana ad Atene).

Scrivono coinvolti da «una situazione che ci rammarica in quanto eredi di una civiltà unica al mondo» e che riguarda un sito «a rischio nella sua valenza storica, archeologica e ambientale perché vicina a Corcolle, località individuata per una discarica di rifiuti». Ricordando come il sito sia stato «già bocciato dalle più alte istituzioni preposte alla valutazione», chiedono: «ci rivolgiamo a lei, così attento a valorizzare le risorse italiane in tutti i campi, perché - secondo quanto prescrive l´articolo 9 della nostra Costituzione - salvaguardi Villa Adriana, luogo famoso a livello mondiale, che ci rende orgogliosi della sua esistenza».

 

 

ANDREA CARANDINI Pecoraro IL Prefetto GIuseppe Pecoraro Quirino Conti ph Graziella Vigo Mario MontiPREFETTO DI ROMA GIUSEPPE PECORARO giardini di corcolle Villa Adriana IL SITO DOVE SORGEREBBE LA DISCARICA DI CORCOLLE FOTO DEL FAI Villa Adriana PHOTOS Spina Luigi Spina Villa Adriana Teatro Marittimo IL SITO DOVE SORGEREBBE LA DISCARICA DI CORCOLLE FOTO DEL FAI Renoir e Visconti a Villa Adriana Estanque villa Adriana Adriano Yourcenar Marguerite Yourcenar at Petite Plaisance Tivoli Villa Adriana

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