descalzi meloni

IL VERO REGISTA DELLE NOMINE È CLAUDIO DESCALZI – C’È L’AD DI ENI DIETRO AL MURO DI GIORGIA MELONI SUL NOME DI ROBERTO CINGOLANI A LEONARDO: DESCALZI PUNTA A DARE UN’ASSICURAZIONE GEOPOLITICA ALL’ITALIA, CHE DEVE BLINDARE I SETTORI DELL’ENERGIA E DELLA SICUREZZA. IN QUESTO SENSO, PERCHÉ FAR RICICCIARE IL NOME DI PAOLO SCARONI, L’UOMO CHE FECE GLI ACCORDI CON LA RUSSA GAZPROM?

Estratto dell’articolo di Ilario Lombardo per “la Stampa”

 

CLAUDIO DESCALZI E GIORGIA MELONI

Le trattative sprofondano nella notte, ma se va come da ultimo foglietto fatto filtrare da Palazzo Chigi, ha prevalso una visione precisa, condivisa da Meloni e dall'ad di Eni Claudio Descalzi, che punta a dare un'assicurazione geopolitica all'Italia, legando con il fil di ferro della politica industriale l'energia, Eni, e la difesa, Leonardo.

 

[…] L'impoverimento improvviso di gas russo, dopo l'invasione dell'Ucraina ordinata da Vladimir Putin, e la riformulazione dei principi di deterrenza, che ha accompagnato la fornitura di armi dell'Occidente a Kiev, ha reso necessario blindare i settori dell'energia e della sicurezza, militare e civile. […] Che poi è il pensiero di chi ha sussurrato all'orecchio della presidente del Consiglio sin dal giorno in cui ha ricevuto la campanella dalle mani di Mario Draghi. Descalzi è il vero regista di queste nomine di Stato. Della prima linea dei manager scelti, imposti o confermati.

 

PAOLO SCARONI - SILVIO BERLUSCONI - ALEXEY MILLER - VLADIMIR PUTIN

[…]  Descalzi è il vero regista di queste nomine di Stato. Della prima linea dei manager scelti, imposti o confermati. La cronaca delle ore finali della serata di trattative spiega bene i complicati rapporti tra gli alleati di centrodestra. Intorno alle 20 viene annunciata informalmente una nota per le 23. Alle 22 il comunicato è sospeso.

 

La scusa ufficiale è il viaggio di Giancarlo Giorgetti verso Washington. Il ministro dell'Economia è in volo e si vuole attenderlo, perché è lui a dover firmare le liste. In realtà ci sono nodi ancora non sciolti. Sulle presidenze, sulle compensazioni da offrire a leghisti e berlusconiani.

 

AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA - VIGNETTA BY MACONDO

E per capire il senso più politico dello schema di collocazioni voluto da Meloni bisogna tornare sempre allo stesso nome, quello che ha fatto ballare la coalizione di governo per settimane. Da lì si capisce tutto il resto. «Roberto Cingolani ci serve a Leonardo». E su questa posizione Meloni è rimasta fino a ieri sera, nonostante le minacce di sabotaggio di Lega e Forza Italia. È una manovra a due, eseguita con la partecipazione di Descalzi, che con l'ex ministro della Transizione ecologica del governo Draghi ha saldato un'alleanza cruciale.

 

ROBERTO CINGOLANI

Cingolani è l'uomo che dovrebbe traghettare verso l'ignoto mare della cybersecurity i business di Leonardo, con un occhio alla guerra ibrida di Putin, agli eserciti di hacker che dall'Oriente più prossimo a quello più estremo potrebbero lanciare attacchi alle reti che trasportano elettricità e gas.

 

Per questo Meloni ha sempre interpretato come un pacchetto unico la scelta di tutti gli amministratori delegati: Descalzi, Cingolani, ma anche i manager delle altre due grandi società che si occupano di energia e reti, Stefano Donnarumma, osteggiatissimo dai leghisti ma che la leader di FdI ha chiesto di far traslocare da Terna a Enel, e Giuseppina Di Foggia, unica donna Ceo come la presidente del Consiglio aveva promesso lo scorso 8 marzo.

 

la conquista della poltrona vignetta by macondo

Questi i punti fermi di Meloni […] . […] Al suo fianco, sempre Giovambattista Fazzolari. Negoziatore di fiducia, come lo sono Andrea Paganella per Matteo Salvini e Gianni Letta per Antonio Tajani in rappresentanza di Silvio Berlusconi. Ieri erano tutti presenti, all'ultimo decisivo confronto. Teso, dicono. Con momenti anche di imbarazzo, come quando è stato fatto presente che non sarebbe stato carino nei confronti di Berlusconi, mentre è in terapia intensiva, deluderlo sull'unico nome che aveva sponsorizzato tramite Letta: Paolo Scaroni.

 

STEFANO DONNARUMMA

Meloni ha fatto di tutto per evitare di averlo alla presidenza dell'Enel, come chiesto, controproponendo prima Terna e poi – senza troppa convinzione – Poste. Alla fine, pare, abbia ceduto proprio per rispetto al momento non facile di Berlusconi.

 

Nell'ampio spettro delle dissimulazioni di queste settimane, va registrato che Meloni ha sondato sul serio un'ipotesi B anche per Cingolani: una presidenza con una delega pesante all'innovazione a Leonardo (o, in alternativa, a Enel). Salvo poi decidere di tornare al piano iniziale e insistere sull'ex ministro come ad. Una scelta che ha palesato il cedimento del ministro della Difesa Guido Crosetto e del corpo dirigenziale dell'ex Finmeccanica, fino all'ultimo convinti che a farcela sarebbe stato Lorenzo Mariani […].

 

guido crosetto foto di bacco (2)

A Crosetto, in cambio, dovrebbe andare la prima linea dei dirigenti e, a sorpresa, la presidenza a un uomo di fiducia come Stefano Pontecorvo, ambasciatore già in corsa per un posto di governo.

 

Sempre nella logica dello scambio […] si spiegherebbe l'ultimissima concessione di Meloni alla Lega su Cattaneo e la nuova probabile destinazione di Giuseppe Zafarana, comandante generale della Guardia di Finanza: era destinato alla presidenza di Leonardo, potrebbe andare a Eni, nella casella che era stata riservata per Salvini, a questo punto contento di aver strappato una poltrona di ad per un amico .

PAOLO SCARONI GIORGIA MELONI E LE NOMINE BY MACONDO lorenzo mariani foto di bacco (2)STEFANO DONNARUMMAPaolo ScaroniIL CAMMINO DELLA SPERANZA - LE NOMINE BY MACONDO

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