colosseo fulmini italia spread crisi

L'ITALIA CONTAGIA IL RESTO DEL MONDO? LE BORSE MONDIALI IERI HANNO SOFFERTO, E QUANDO E' STATA COLPITA WALL STREET, SI E' MOSSO IL TESORO AMERICANO: ''L'ITALIA SARA' IN AGENDA AL G7 FINANZIARIO'' CHE INIZIA DOMANI IN CANADA. SENZA UN GOVERNO -  LE BORSE SPAGNOLE E PORTOGHESI, GLI ALTRI DUE ANELLI DEBOLI DELL'EURO, SONO CALATE

 

  1. G7: USA, ITALIA E VOLATILITÀ EMERGENTI IN AGENDA

 (ANSA) - L'Italia e la volatilita' sui mercati emergenti saranno nell'agenda del G7 finanziario a Whistler in Canada. Lo afferma un funzionario del Tesoro americano, illustrando l'agenda dei lavori della riunione dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali.

padoan mnuchin

 

2. G7: USA, 'SEGUIAMO ITALIA, PER ORA NESSUN IMPATTO SISTEMICO'

 (ANSA) - Il Tesoro americano sta seguendo da vicino gli sviluppi della situazione italiana e al momento non vede alcun impatto sistemico legato alla volatilita' in Italia e sui mercati internazionali che preoccupi gli Stati Uniti. Lo afferma un funzionario del Tesoro americano in vista del G7 dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali che si terra' a Whistler, in Canada. Il Tesoro precisa inoltre che non e' ancora chiaro chi rappresentera' l'Italia come ministro delle Finanze agli incontri.

 

3. G7: USA, ITALIA MEGLIO RISOLVA PROBLEMI IN AREA EURO

 (ANSA) - Il Tesoro americano ritiene sia meglio per l'Italia e gli altri paesi dell'area euro risolvere i loro problemi senza grandi cambiamenti all'intero di Eurolandia. Lo afferma un funzionario Usa in vista del G7 dei ministri finanziari e dei governatori delle banche centrali che si terra' a Whistler, in Canada. ''Sarebbe meglio se risolvessero le cose all'interno dell'area euro senza grandi cambiamenti, e sicuramente l'Italia ha l'occasione per farlo'' mette in evidenza il Tesoro, secondo quanto riporta la stampa Usa.

 

 

4. LA PAURA DEL CONTAGIO

Francesco Guerrera* per “la Stampa”

spread

*Direttore di Dow Jones Media Group per l'Europa

 

L'Italia ha spinto l'Europa sull'orlo di una nuova crisi finanziaria. A dirlo sono i mercati, investitori come George Soros e, più sottovoce, Bruxelles e Francoforte. Tra i banchieri e gli operatori, ieri si respirava un'aria di déjà-vu: si parlava di paure, incertezze e scenari che ricordavano soprattutto la crisi del debito del 2012, con l'Italia nel ruolo della Grecia, ma anche la Grande Recessione del 2008-2009, in cui una miccia accesa in un Paese (gli Usa) portò ad una conflagrazione globale.

 

spread btp bund

«Le crisi serie incominciano sempre così, con un piccolo terremoto in un angolo dei mercati che destabilizza tutto il resto» L'analisi è di un banchiere americano che visse il caos del 2008 sulla propria pelle e pensava di aver chiuso quel capitolo. Ma il pasticciaccio brutto di via del Quirinale ha riaperto sia il capitolo-crisi sia vecchie ferite nel cuore dell' Europa. I segnali esterni sono tristemente noti: spread in salita verticale, Borse mondiali in caduta libera e minacce di una disintegrazione della zona euro.

 

IL CONFRONTO CON IL 2012

Anche il casus belli è simile al 2012: un Paese dilaniato da divisioni politiche e sociali che non riesce a formare un governo e che fa la voce grossa contro l'Unione europea. All' epoca, la piccola stazza della Grecia fece sì che non ci fu contaminazione. «Ma l'Italia è diversa», mi ha detto un veterano della crisi greca. « È una delle economie più grandi del Pianeta con un debito enorme e una potenza politica di gran rilievo». In un altro contesto, sarebbero quasi-complimenti.

 

spread btp bund

Ma in questo momento, commenti del genere ribadiscono la fragilità del nostro Paese nel gioco di Shangai della zona euro. Sono timori che si sentono anche nel grattacielo della Banca centrale europea a Francoforte.

 

IL RUOLO DELLA BCE

La Bce è preoccupata perché stava già pensando a ritirare lo stimolo da cavallo che ha somministrato alla zona euro negli ultimi anni. Il caos di Roma potrebbe costringere Mario Draghi a tenere aperto il rubinetto della liquidità, aumentando il rischio d'inflazione e esacerbando le tensioni con la Germania.

 

IL LAMENTO DI VISCO

EFFETTO DOMINO SULLO SPREAD jpeg

Per intravedere il malumore di Francoforte basta ascoltare il lamento di Ignazio Visco. Il governatore di Bankitalia ieri ha parlato del «rischio gravissimo di disperare in poco tempo e con poche mosse il bene insostituibile della fiducia» dei mercati. È un bene che si sta svalutando rapidamente. Lo spread tra Btp e bund tedeschi ha sfondato quota 300, toccando i massimi dalla primavera del 2013.

 

La Borsa di Milano ha chiuso in netto ribasso, spinta giù dalle banche, che di Btp sono piene zeppe. Uno dei luogotenenti di Draghi, il vicepresidente della Bce Vitor Constancio, ha addirittura dovuto dare un' intervista a Der Spiegel per rassicurare il pubblico tedesco che la Bce non interverrà per evitare l'insolvenza dell' Italia. E' una domanda che non si pone perché l'Italia i soldi ce li ha, ma sottolinea la gravità della situazione.

 

spread btp bund

Bruxelles è furente. «Questa ci voleva come una pallottola nella testa», è stato il commento a caldo di un diplomatico europeo. Tra la Brexit, il problema-nazionalismo di Polonia, Ungheria e Austria e le beghe della Commissione di Jean-Claude Juncker, la gestione dell' economia era una delle poche note positive nel panorama-Ue. L'Italia ha ribaltato tutto, creando nuove tensioni separatiste e ricordando ad altri leader populisti che attaccare Bruxelles è tattica elettorale molto proficua.

 

SPREAD

IL RISCHIO CONTAGIO

Il vero test per investitori, politici e regolatori nei prossimi giorni sarà vedere se Roma contagia il resto del continente. Per il momento, Il balzo nello spread dei titoli di Stato è rimasto più o meno isolato ai Btp - cosa senz'altro positiva. Ma le Borse spagnole e portoghesi, gli altri due anelli deboli nella catena dell' euro, sono calate, mentre l' euro è ai livelli più bassi nei confronti del dollaro dal luglio del 2017.

 

I mercati americani, che fino alla settimana scorsa avevano ignorato l'Italia, hanno sofferto ma non in maniera drammatica. Il malessere italiano non è ancora diventato un' epidemia mondiale ma siamo appena agli inizi. Il vecchio adagio diceva che «quando l' America starnutisce, il mondo prende il raffreddore». Il grande malato adesso è l'Italia.

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)