UNA “BADANTE” DA 3 MILIONI AL MESE? VERONICA VUOL “PRENDERSI CURA DI SILVIO SENZA RINUNCIARE ALLA CAUSA DI DIVORZIO”

Maria Latella per IlMessaggero.it

Da vent'anni l'estate degli italiani e l'estate dei Berlusconi sono state la stessa cosa. I Berlusconi andavano in Costa Smeralda e pure gli italiani ci andavano, se non altro a fotografare il Cavaliere o a farsi fotografarsi davanti alle barche degli emiri.

Nell'estate 2013, la crisi ha cambiato le abitudini dei cittadini elettori e la sentenza della Cassazione si è incaricata di cambiare quelle di Berlusconi e del suo clan. Quest'estate, per esempio, il Cavaliere e Veronica, si sono scambiate le parti. Lui rinchiuso a villa San Martino, con i figli. Lei, sia pure a modo suo, in mezzo alla gente. Lui a confidarsi e consultarsi con Marina, Piersilvio, Luigi, Eleonora. Lei circondata dalla simpatia delle coetanee, che, ad agosto, l'hanno trovata con loro in fila al buffet dell'hotel Punta Rossa di San Felice Circeo.

LA NOVITÀ
Tra i due ex, però, una novità c'è stata: una telefonata a Ferragosto. Al Circeo Veronica è arrivata domenica 11, sollecitata da una coppia di amici: io e mio marito. Hanno scritto che stavamo lavorando a una nuova edizione di "Tendenza Veronica", ma abbiamo solo nuotato e passeggiato. «Ogni volta che ci incontriamo scriviamo un libro», ha ironizzato lei. In questi anni, del resto, s'è abituata alle più cervellotiche teorie, per lo più alimentate da chi aveva, e ha, interesse a isolare Silvio Berlusconi in un cerchio che si farebbe fatica a definire magico.

Per tornare al Cavaliere, alla sentenza della Cassazione e a questo incandescente mese che sta finendo: è certo che l'estate 2013 rimarrà l'estate del suo scontento. La prima senza uscite pubbliche e senza feste private, senza gelati nella piazzetta di Porto Rotondo. Uno stato d'animo che dalla villa blindata di Arcore si è proiettato fino alla pace middle class del Circeo.

I FIGLI
Sul filo del quotidiano contatto con i figli, soprattutto attraverso Luigi, legatissimo al padre, Veronica ha vissuto, sia pure a distanza, il dramma che andava in scena a villa San Martino. Quando un figlio ti chiama e perfino al cellulare ti trasmette la sua grande preoccupazione, puoi essere separata dal tuo ex da cento anni, ma ci stai male lo stesso.

Per questo, a Ferragosto, Veronica ha chiamato Silvio ed è stata la seconda, lunga, telefonata dopo la sentenza della Cassazione. Perché la loro vicenda personale, l'iter giudiziario di un divorzio complicato, spostato a Monza e ancora lontano dall'accordo, è una cosa. Altra sono i ricordi di una vita insieme e la vicinanza in un momento difficile. Trent'anni e tre figli, ricorda spesso Veronica, non si cancellano.

LA SOLIDARIETÀ
Perciò, e paradossalmente, rinchiuso nella villa di Arcore, lontano da quella ribalta che tanto gli piace, Silvio Berlusconi qualcosa almeno ha guadagnato: un legame rafforzato con tutti i figli e la solidarietà dell'ex moglie. Per carattere, Veronica Lario non è abituata a sparire dalla vita di chi è in difficoltà. Non l'ha fatto, per esempio, con Anna Craxi: negli anni dell'esilio di Bettino ad Hammamet, e anche dopo, è andata a trovarla.

Così, proprio intorno a Ferragosto, Anna e Veronica si sono a lungo parlate, al telefono. Chissà se hanno confrontato le vicende umane e giudiziarie degli uomini della loro vita, Craxi e Berlusconi. Chissà se Anna, custode e compagna dei "domiciliari" ai quali Craxi si era autoconsegnato ad Hammamet, ha evocato con Veronica un'ipotesi bizzarra che pure qualcuno avanza, in queste ore: prendersi cura dell'ex marito, se e quando sarà ai domiciliari, pur andando avanti con la causa di divorzio. Chissà.

LO SPORT
Del resto, non l'hanno definita per anni "la prigioniera di Macherio"? Per ora, comunque, a Macherio Veronica non abita. Ma la campagna le piace sempre, ancora di più dopo che a 54 anni ha scoperto l'equitazione. Allo sport dedica il tempo che non passa con i nipotini e per questo ai primi di agosto è stata ad Asti dove Valentina Truppa, giovane campionessa e figlia di campione, tiene una scuola assai apprezzata.

Ormai appassionata, l'ex signora Berlusconi ha anche seguito in Danimarca la squadra italiana di dressage, assistendo alla premiazione degli atleti italiani del team paraolimpico: «Hanno vinto due medaglie di bronzo ma di loro non parla nessuno», ha raccontato al ritorno. Chiusa la lunga e appassionante parentesi sportiva, rientrata in Italia, Veronica ricomincia la sua vita da nonna cavallerizza. Chissà se, prima del 9 settembre, ci sarà una terza telefonata.

LA FAMIGLIA
Dopo il pubblico annuncio della separazione, i due ex coniugi non si sono né incontrati né parlati per molti mesi. Veronica ha declinato ogni richiesta d'intervista e ha cominciato la sua vita da single senza un vero e proprio centro di gravità permanente. Da quando ha lasciato Macherio per trasferirsi in un appartamento a Milano, la sua vita dipende più dagli spostamenti altrui che dai suoi. Durante la settimana segue i due figli di Barbara, Alessandro ed Edoardo, per lasciare alla figlia quel tempo per la carriera che lei per sé non ha voluto. Di tanto in tanto va a Londra, dove per meta'del tempo vive la secondogenita Eleonora col compagno Guy e il figlio Riccardo, nato otto mesi fa.

TEATRO E CONCERTI
La domenica, di solito, è tutta sua. Qualche mostra interessante, qualche competizione equestre, un concerto, qualche sera a teatro, per vedere Toni Servillo, Gioele Dix, Fabrizio Gifuni o la prediletta Licia Maglietta. Capita, ogni tanto, ed è capitato a un concerto del cantautore Roberto Vecchioni, che incroci qualcuno che con lei ha recitato trent'anni fa. E allora sono piccoli pezzi di teatro, Perché un'attrice è un'attrice, e resta attrice per sempre, come per sempre si resta giornalisti, burocrati, o carabinieri.

 

SIlvio Berlusconi e Veronica LarioSILVIO BERLUSCONI E VERONICA LARIO BERLUSCONI-VERONICAMaria Latella MARINA E PIERSILVIO medium berlusconi la prima moglie Carla DallOglio Piersilvio e Marina bambini Famiglia Berlusconi Eleonora Piersilvio MArina Silvio BArbara Luigi

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…