boris johnson vladimir putin

“SE L’UCRAINA PERDE LA GUERRA E’ UN DISASTRO” - AL VERTICE NATO A MADRID IL PIU’ AGGUERRITO CONTRO PUTIN E’ BORIS JOHNSON CHE NON SOLO METTERÀ SUL PIATTO 1,2 MILIARDI DI DOLLARI PER L'ASSISTENZA MILITARE ALL'UCRAINA, MA HA ANNUNCIATO CHE LA GRAN BRETAGNA AUMENTERÀ A BREVE LE SPESE DELLA DIFESA PORTANDOLE AL 2,5% DEL PIL: “L'UCRAINA HA LA FORZA PER RESPINGERE I RUSSI OLTRE I CONFINI DEL 24 FEBBRAIO” - IN SETTIMANA BIDEN ANNUNCERÀ L'INVIO DI NUOVI SISTEMI DI DIFESA ANTI-AEREA, PEZZI DI ARTIGLIERIA E MUNIZIONI PER UN TOTALE DI 800 MILIONI CHE SI AGGIUNGONO AGLI OLTRE 6 MILIARDI DI ARMAMENTI GIÀ INVIATI…

Alberto Simoni per “la Stampa”

joe biden conferenza stampa vertice nato madrid 2

 

Il vertice della Nato di Madrid va in archivio, l'Alleanza cambia volto e si proietta sulla sfida alla «minaccia diretta» posta dalla Russia che con l'invasione dell'Ucraina ha dato una scossa definitiva alla «sicurezza in Europa» e non solo. Nel grande centro fieristico alle porte della capitale spagnola, i leader della Nato fanno il punto alla spicciolata prima di riprendere la via di casa (per l'Italia, rientrato Draghi, c'è il ministro Guerini) e il messaggio che rilasciano è in carta-carbone.

 

joe biden conferenza stampa vertice nato madrid 1

La Russia - è la frase standard - ha commesso un errore strategico a iniziare il conflitto, perché ha reso più unita e più forte la Nato. Così Macron - che appena 4 anni fa parlava di morte cerebrale - rivendica che la trasformazione che invocava c'è stata; il padrone di casa Pedro Sanchez può accentuare che il fronte Sud non è stato dimenticato e che Ceuta e Melilla - le due enclave spagnole in terra africana - rientrano in quei «lembi di terra difesi dall'Alleanza». Gli fa eco Guerini sottolineando «la centralità attribuita al Fianco Sud».

recep tayyip erdogan joe biden boris johnson

 

Boris Johnson è l'alfiere della linea dura sulla Russia e non solo annuncia che Londra metterà sul piatto 1,2 miliardi di dollari per l'assistenza militare all'Ucraina, ma anche che il suo Paese aumenterà a breve le spese della difesa portandole al 2,5% del Pil perché «se l'Ucraina perde la guerra è un disastro». In questo clima di unità, dove dissidi e distinguo sono stati azzerati, è stata ancora una volta l'America a tirare i fili. Anche se è Erdogan con il sì all'ingresso nella Nato di Svezia e Finlandia a prendersi la scena.

 

joe biden jens stoltenberg

Biden in poco più di 30 minuti di conferenza stampa ha risposto alle domande camminando avanti e indietro sul palco, riassumendo i successi del vertice, sottolineando la leadership americana su scala globale anche se ai reporter Usa interessava di più confrontarsi sull'aborto.

 

Su quello l'hanno incalzato ottenendo una dichiarazione sulla necessità di fare della Roe contro Wade una legge non scalfibile dagli umori della Corte.

«Gli Usa - ha detto invece sui temi internazionali - sono adatti a guidare il mondo perché hanno un'economia forte e un tasso di inflazione più basso che altrove». L'inflazione - ha dichiarato - è tutta colpa di Putin, l'invasione ha fatto schizzare prezzi del cibo e dell'energia.

 

il fronte est della nato

Ha ribadito che non c'è stato alcuno scambio di favori con Erdogan sulla vicenda Svezia-Finlandia e che è sempre stato favorevole alla vendita di 40 caccia F16 ad Ankara. Si aspetta il sì del Congresso. Una delegazione bipartisan di senatori ieri era a Madrid e in un incontro a margine dei lavori ha confermato l'importanza dell'alleanza con la Turchia.

Il terreno è pronto. E l'allargamento avverrà.

 

 Biden è entusiasta di questa apertura tanto da scivolare in una gaffe geografica e scambia la Svezia per la Svizzera. Scivolone da cui si è ripreso immediatamente con una battuta: «Sono così ansioso di vedere l'allargamento». Quindi ha evidenziato il rafforzamento della presenza Usa in Europa e ribadito che all'orizzonte si profila la sfida sistemica alla Cina, assente nel Concetto strategico del 2010 di Lisbona e ora presente nelle preoccupazioni della Nato. A plasmare tutto l'Ucraina. Nessuna frase o espressione fuori sincrono. Stoltenberg: «Il sostegno a Kiev è a lungo termine». Macron: «La guerra è un errore strategico di Putin».

vertice nato di madrid

 

Johnson: «L'Ucraina ha la forza per respingere i russi oltre i confini del 24 febbraio». Biden: «Aiuteremo Kiev per il tempo che serve». In settimana annuncerà l'invio di nuovi sistemi di difesa anti-aerea, pezzi di artiglieria e munizioni per un totale di 800 milioni. Si aggiungono agli oltre 6 miliardi di armamenti già inviati.

 

vladimir putin

Serviranno a mettere l'Ucraina nelle migliori condizioni per negoziare, quando sarà il tempo. Nessuno però si sbilancia su quanto durerà la guerra né su cosa significa sconfitta o vittoria, né se i timori del Pentagono di un'assenza di strategia di Zelensky siano o meno fondati. Sembra un argomento tabù. «L'obiettivo è sconfiggere Putin, fermarlo prima che attacchi altri Paesi», ha detto la senatrice Joni Ernst (Iowa). Un piano B non c'è. O più probabile nessuno lo ha confessato.

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