virginia raggi

VIRGINIA, TIRA ARIA DI AVVISO DI GARANZIA - L'ACCUSA PER LA RAGGI È PRECISA: AVER MODIFICATO LE CONDIZIONI CONTRATTUALI DI SALVATORE ROMEO PER FARGLI “AVERE UN INGIUSTO PROFITTO” - E QUELLA DEL CAPO DELLA SEGRETERIA DELLA SINDACA DI ROMA È SOLO UNA DELLE NOMINE FINITE SOTTO INCHIESTA

Fiorenza Sarzanini per il “Corriere della Sera”

virginia raggi si disseta (2)virginia raggi si disseta (2)

 

L'accusa è precisa: aver modificato le condizioni contrattuali di Salvatore Romeo per fargli «avere un ingiusto profitto». L'accusa di abuso d'ufficio contro Virginia Raggi non è stata ancora formalizzata, ma la strada è tracciata. E quella del capo della segreteria della sindaca di Roma è soltanto una delle nomine finite sotto inchiesta. Le verifiche avviate dai magistrati riguardano anche il ruolo acquisito da Raffaele Marra, potente capo del personale che ha deciso di trovare una collocazione adeguata pure a suo fratello.

 

RAFFAELE MARRA 1RAFFAELE MARRA 1

La sua posizione sembra essersi aggravata dopo gli accertamenti affidati ai poliziotti della squadra mobile. È proprio l'esposto di Carla Raineri - magistrato milanese che insieme all'assessore al Bilancio Marcello Minenna decise di dimettersi da capo di gabinetto a tre mesi dall'ingresso in Campidoglio - a ricostruire quanto accaduto l'estate scorsa.

 

LO STIPENDIO TRIPLICATO

Romeo è un semplice dipendente comunale, ma con l'arrivo di Raggi in Comune la sua carriera subisce un' impennata. Diventa il responsabile della segreteria, il suo compenso passa da 39 mila euro a 120 mila euro, poi ridotti a 97 mila dopo la delibera dell'Anac di Raffaele Cantone.

 

MINENNAMINENNA

Scrive Raineri nella denuncia consegnata lo scorso settembre al procuratore aggiunto Giuseppe Pignatone e all' aggiunto Paolo Ielo: «La delibera è stata portata in giunta il 9 agosto 2016 senza essere prima passata al vaglio del Gabinetto, come avviene di norma per un esame di legittimità. Inusualmente è approdata direttamente in giunta quando io e gli assessori eravamo seduti al tavolo nella Sala delle bandiere e nessuno ne ha illustrato i contenuti prima di porla al voto».

 

carla rainericarla raineri

Ed ecco l' accusa: «La posizione "Romeo" era stata (deliberatamente?!) inserita all' interno di una più vasta delibera contenente altre due posizioni di collaboratori e l'emolumento non era stato (deliberatamente?!) esplicitato nel quantum, ma determinato con un rinvio per relationem a categorie contrattuali di non immediata percezione. Ciò non ha indotto gli assessori a una particolare attenzione. In realtà il dottor Romeo acquisiva tout court funzioni dirigenziali mai ricoperte in precedenza».

 

I RISCHI PENALI

Ci furono diverse riunioni sulla riorganizzazione del Comune e Raineri racconta di aver allertato la sindaca sui rischi che si correvano seguendo quella procedura. Anticipando quello che sarebbe poi diventato il cuore dell' indagine. Infatti sottolinea di aver «illustrato a Raggi che doveva ritenersi impossibile per un dipendente assunto a tempo indeterminato ricorrere all' istituto dell' aspettativa per poi essere assunto dal medesimo ente a tempo determinato, e la invitai a revocare la delibera».

raffaele marra raffaele marra

 

Raineri è un magistrato, conosce evidentemente bene le procedure. Per questo «rappresentai che un siffatto comportamento avrebbe potuto configurare una ipotesi di abuso d' ufficio laddove un tale meccanismo fosse stato posto in essere allo scopo di attribuire al dipendente un vantaggio economico altrimenti non conseguibile (nella specie Salvatore Romeo aveva più che triplicato il proprio stipendio)».

 

L'AMICA DI RAGGI

La discussione sull'opportunità di procedere finì così negli uffici dell' Avvocatura capitolina. Ma anche in questo caso non tutto sarebbe andato liscio. Ed è ancora Raineri a ricostruire l'accaduto: «La sindaca non volle sentire ragioni. Disse che avrebbe consultato l'Avvocatura.

 

marcello minenna marcello minenna

Il professor Minenna e io aderimmo all' ipotesi, ma lei chiese al capo dell' Avvocatura un preventivo parere solo orale e quando realizzò che l' avvocato Murra era di avviso contrario (cioè favorevole alla mia tesi) non gli commissionò il parere scritto». Murra sarà interrogato questa mattina dai magistrati e dovrà chiarire anche altre circostanze contenute nell' esposto.

 

Dieci giorni dopo a Raggi fu infatti consegnato il parere dell' avvocato amministrativista Aristide Police secondo il quale non esisteva «alcuna ragione che possa giustificare il mutamento del rapporto di servizio di un proprio dipendente o meglio, la duplicazione di tale rapporto». Ma lei decise evidentemente di ignorare anche questo e - lo specifica Raineri - «si rivolse a una giovane avvocatessa sua amica (che di lì a poco avrebbe reclutato) la quale trovò un precedente costituito da un altro parere dell' Avvocatura capitolina e da un regolamento del Comune di Firenze», mai recepito dal Campidoglio.

 

L'INDAGINE

Anac Il 21 dicembre l' Anticorruzione esaminerà la delibera che designa Renato Marra, fratello di Raffaele, a responsabile del Turismo del Comune. Quella del capo del Personale - contestato dagli stessi 5 Stelle anche per i trascorsi con l' ex sindaco Alemanno - è una posizione che sembra aggravarsi.

i grillini portano le arance al comune di roma 4i grillini portano le arance al comune di roma 4

 

Agli atti dell' inchiesta ci sarebbero irregolarità compiute ottenendo benefici già prima dell' arrivo di Raggi in Campidoglio, comprese le spese di trasferte e missioni. E avrebbe chiesto e ottenuto la «cacciata» della responsabile del personale che gli aveva rifiutato nuovi stage .

Ultimi Dagoreport

sallusti cerno

FLASH! - ALLA NOTIZIA DELLA NOMINA DI ALESSANDRO SALLUSTI A DIRETTORE DI “LIBERO”, TOMMASO CERNO HA INIZIATO A SMANIARE: E’ ANDATO IN CRISI DI ATTENZIONI – PER OSCURARE IL RITORNO DI SALLUSTI, E RIMETTERE SE STESSO AL CENTRO DEL VILLAGGIO, QUELLA REGINA PAZZA DI CERNO HA DATO DISPOSIZIONI ALLA REDAZIONE DI "SCHIERARE" DOMANI IN PRIMA PAGINA TUTTE LE FIRME PIU’ IMPORTANTI DE "IL GIORNALE" – STRANO, PER UN DIRETTORE CHE IN REDAZIONE SI VEDE POCO E HA VIA VIA OSCURATO GLI EDITORIALI ALTRUI LASCIANDO SPAZIO SOLO A SE STESSO…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”