MONTI BIS-COTTATO - LA VITTORIA DI CULATELLO, I SONDAGGI CHE DANNO IN CRESCITA L’ASSE PD-SEL E IN COMA IL CENTRO DI PIERFURBY E LUCHINO, OLTRE ALLA PERMANENZA DEL PORCELLUM, COSTRINGONO RIGOR MONTIS AD ABBASSARE LA CRESTA - IL RITORNO A PALAZZO CHIGI SI COMPLICA E ALLORA MEGLIO CONTENDERE IL QUIRINALE A ROMANO PRODI - IL “FINANCIAL TIMES” ANNUSA ‘PROFUMO DI SINISTRA’ E S’AGITA: “BERSANI CHIARISCA SE VUOLE SEGUIRE AGENDA MONTI”…

1 - E ORA MONTI È PIÙ SCETTICO SULL'IPOTESI DI RESTARE IN CAMPO
Fabio Martini per "la Stampa"

Domenica sera il professor Mario Monti è stato il primo nel Palazzo a capire che dalle Primarie del centrosinistra era partito un segnale di lunga durata. Lo scrutinio era in corso da novanta minuti, ma non appena è apparso chiaro il risultato del ballottaggio, il presidente del Consiglio si è fatto cercare Pier Luigi Bersani e gli ha fatto i suoi «complimenti».

Con «una tempistica eccezionale», come ha ammesso il leader del Pd. Un gesto elegante, ma non solo. Nelle ultime ore sta affiorando qualcosa di nuovo nell'atteggiamento del Professore: il combinato disposto del risultato delle Primarie, dei sondaggi poco incoraggianti per la coalizione centrista e la probabile permanenza del «Porcellum», nelle ultime 48 ore hanno indotto il presidente del Consiglio ad una maggiore prudenza circa la sua partecipazione, diretta o indiretta, alla prossima campagna elettorale. Una frenata che Monti ha lasciato trasparire nelle più recenti chiacchierate con gli interlocutori (pochissimi e fidati) con i quali parla di questi argomenti.

Certo, è ancora presto per parlare di «gelata», ma è altrettanto vero che è stato notato un cambio di passo dalle parti di Palazzo Chigi rispetto al Monti che nelle ultime tre settimane pur senza impegni o promesse - aveva autorizzato a «lasciar correre» il suo nome nella ipotesi di una coalizione che ne invocasse il ritorno a Palazzo Chigi.

Oltre a questo misurato «laissez faire» - autorizzato dai suoi sherpa - Monti aveva fatto trapelare anche il messaggio più importante: il suo interesse a proseguire nell'opera di risanamento del Paese. E a farlo da Palazzo Chigi. Certo, Monti è personaggio rispettoso delle regole, dei riti e del Galateo politico-istituzionale. Ma questo non gli ha impedito di lasciare trapelare, alla fine anche pubblicamente, la sua disponibilità. Parlando su RaiTre, il presidente del Consiglio aveva detto: «Rifletterò su tutte le possibilità, nessuna esclusa».

Una sortita, quella di Monti, che era parsa tanto più forte perché di fatto aveva rappresentato una risposta ad una precedente esternazione di segno opposto, fatta tre giorni prima dal Capo dello Stato. Napolitano aveva sostenuto che una eventuale Lista Monti «non so che senso avrebbe», che bisognerebbe comunque valutare «il peso di questa ipotetica lista» e che in ogni caso l'attuale premier «è un senatore a vita che ha il suo studio a Palazzo Giustiniani, dove potrà ricevere chiunque, dopo le elezioni, volesse chiedergli un parere, un impegno». Una delle esternazioni più prescrittive del settennato di Napolitano.

Dopo queste frizioni, tra i due Presidenti si sta ricomponendo una convergenza. E mentre il ministro Corrado Passera si dice pronto a valutare una sua eventuale candidatura («non mi tirerò indietro»), Monti ha fissato anche un appuntamento con Pier Luigi Bersani, un incontro che potrebbe avere una valenza strategica. Il leader del Pd vuole due cose: votare il prima possibile e votare col Porcellum.

Sulla prima opzione, il governo può far pesare la sua parola. Un intreccio di interessi che, alla lunga potrebbe portare ad una intesa strategica Monti-Bersani? Si parlerà, sia pure per perifrasi, di Quirinale? Per ora scenari fantapolitici, ma è sempre più evidente che, col Porcellum ancora in campo, una coalizione progressista maggioritaria potrebbe eleggere il «suo» Presidente della Repubblica. E in una coalizione Bersani-Vendola-Renzi il personaggio che metterebbe tutti d'accordo si chiama Romano Prodi, mentre il leader di Sel ha già espresso le sue profonde riserve su Monti.

Il 28 novembre, Prodi e Monti si sono incontrati ad un convegno sulla Cina, a Bologna. I due - che hanno imparato a conoscersi e a stimarsi nella Commissione europea di cui Prodi era Presidente e Monti commissario alla Concorrenza - si sono parlati, del loro colloquio nulla si sa, ma non si può affatto escludere che la prossima legislatura possa aprirsi con un duello a distanza tra i due Professori.

2 - ELEZIONI: FT, BERSANI CHIARISCA SE VUOLE SEGUIRE AGENDA MONTI
E' DETERMINANTE PER CREDIBILITA' DI OGNI FUTURO GOVERNO ITALIANO
ROMA

(ANSA) - Dopo la vittoria alle primarie del Pd, Pierluigi Bersani ha come "primo compito quello di chiarire se un suo governo seguirà il percorso tracciato da Monti" in materia di finanza pubblica, riforma delle pensioni e mercato del lavoro e tagli alla spesa pubblica. Lo scrive il Financial Times in un editoriale sottolineando che Bersani "ha ringraziato Monti per il suo lavoro, ma è stato meno chiaro nell'appoggiare la sua agenda" mentre "dovrebbe farlo al più presto" perché "questo determinerà la credibilità di ogni futuro governo italiano agli occhi di investitori e partner europei".

 

MARIO MONTI E IL CALICE DI VINO MARIO MONTI E GIORGIO NAPOLITANOgiorgio napolitano PIERLUIGI BERSANI NIKI VENDOLA Prodi e Moglie

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