VLADI-RISIKO - LA CRIMEA È STATA IL BOCCONE PRINCIPALE O È STATA SOLTANTO L’ANTIPASTO? - LA TRANSNISTRIA (MOLDAVIA) TORNA A CHIEDERE L’ANNESSIONE ALLA RUSSIA: “ABBIAMO FATTO IL REFERENDUM. PERCHÉ LA CRIMEA SÌ E NOI NO?”

1. CRIMEA: APPELLO DA TRANSNISTRIA PER ANNESSIONE A RUSSIA
(ANSA) - Un appello alla leadership russa per esaminare la possibilita' di annessione dell'autoproclamata repubblica di Transnistria, in Moldova, e' stato lanciato durante una tavola rotonda nella 'capitale' Tiraspol, alla quale hanno partecipato deputati locali e rappresentanti di organizzazioni giovanili.

Lo riferisce Itar-Tass citando Irina Bubanskikh, capo ufficio stampa del parlamento della Transnistria. Nel 2006 la regione russofona tenne un referendum analogo a quello di domenica scorsa in Crimea: il 97% degli elettori voto' a favore dell'indipendenza e della successiva entrata in Russia. Ma all'epoca Mosca non fece alcun passo. Lo scorso novembre l'ex repubblica sovietica ha firmato l'accordo di associazione con la Ue.

2. SE LA CRIMEA È L'ANTIPASTO
Daniele Raineri per ‘Il Foglio'

‘'Oggi e fino adesso ho arruolato 52 volontari". Un colonnello che si occupa di creare dal nulla la Guardia nazionale ucraina mostra un foglio compilato con la biro, fa scorrere il dito sulla lista, indica con il mento le finestre rigate dalla pioggia che batte sul pomeriggio di Kiev. "Però oggi c'è cattivo tempo, ieri erano di più". Siamo all'interno di un bar abbandonato trasformato in ufficio reclutamento e dentro c'è il tipico assortimento di uomini che ruota attorno al Maidan, la piazza della rivoluzione ucraina: alcuni in mimetica regolamentare perché sono dell'esercito come il colonnello che sta parlando, altri in una mimetica casereccia perché appartengono alla milizia che ancora non molla l'accampamento - "staremo qui fino al 25 maggio, giorno delle elezioni presidenziali" - altri in abiti civili. Tutti però con lo stesso taglio di capelli corto.

Un volontario è venuto con il figlio piccolo, un altro è nervoso e parla ruotando la coppola tra le mani, un altro è con una fidanzata in piumino turchese. Aspettano sotto le luci spente il loro turno per farsi avanti. La formazione della Guardia nazionale volontaria è stata annunciata la settimana scorsa dal governo provvisorio di Kiev, l'obiettivo dichiarato è raggiungere quota ventimila uomini che dovranno essere impiegati "soltanto per compiti di sicurezza interna". Soltanto. In realtà quello interno è il fronte più impegnativo perché dentro la Crimea ci sono già ventimila soldati russi in assetto da combattimento ("milizie di auto-difesa" le chiama il Cremlino): è il doppio del numero consentito in teoria dai trattati tra Mosca e Kiev.

Inoltre sabato pomeriggio c'è stata un'incursione di 80 paracadutisti russi a bordo di elicotteri in un impianto gasiero fuori dalla Crimea - dove ancora scatena qualche allarme - e nelle città dell'est ci sono problemi di violenza con le parti della popolazione che stanno con l'Amministrazione Putin. Ieri mattina durante la conferenza stampa del governo all'Hotel Ukraina è arrivata un'altra misura d'emergenza: un po' più di 600 milioni di dollari in un colpo solo per nuove spese militari - su un budget annuale dello stato di 50 miliardi - per apparire meglio preparati in questo stato di quasi guerra con il vicino più grande.

L'esercito di Kiev ha circa seimila militari pronti sul serio a combattere, contro i duecentomila russi già vicini al confine. Questa è la reazione ucraina all'esito del "referendum" plebiscitario di domenica, che indica la volontà credibile dei crimeani di unirsi alla Russia - anche se i dati di Sebastopoli, dove avrebbe votato il 123 per cento degli aventi diritto, hanno un sapore di truffa nordcoreana. La reazione occidentale è stata imporre sanzioni: ieri sia l'Unione europea sia gli Stati Uniti hanno annunciato misure contro russi e ucraini che ricoprono ruoli-chiave in questa crisi, senza però colpire ai livelli più alti.

Secondo Washington, sulla lista ci sono gli ideologi, gli strateghi e i sostenitori dell'annessione della Crimea alla Russia - gli americani ora usano la definizione di "entità crimeana", che è un modo per non riconoscere la validità del voto e riconoscere però che c'è stato un cambiamento. La domanda è se il presidente russo Vladimir Putin si accontenterà della Crimea o se ha deciso di considerarla soltanto una prima tappa in attesa di prendere anche l'est dell'Ucraina.

A Kharkov, a Donetsk e altrove nell'oriente una parte degli ucraini nominali - parte non maggioritaria a giudicare dalle manifestazioni sotto la bandiera russa - desidera lo stesso trattamento di Sinferopoli e Sebastopoli: russificazione immediata, adozione del rublo (completa entro il 2016) e del fuso orario di Mosca, nazionalizzazione immediata delle proprietà di stato ucraino - per le basi militari invece c'è una tregua che dovrebbe durare fino a questo venerdì.

La Crimea è stata già il boccone principale o è stata soltanto l'antipasto? Si teme una strategia simile, intrapresa da piccole avanguardie militari e da provocatori. Ieri il Daily Beast citava fonti d'intelligence americana che hanno osservato un aumento delle attività della Spetsnaz, le forze speciali russe addestrate a operare anche in abiti civili.

Nei giorni scorsi si è parlato sui giornali ucraini della presenza nell'est dei russi di "Chernaja sotnja", la Centuria nera, estremisti di destra monarchici e antisemiti che si sono costituiti in forza volontaria "di aiuto" al sud-est ucraino. Nel Maidan semivuoto del doposbornia rivoluzionario, dove la musica suona inutile sugli spazi ormai vuoti, gli attivisti rimasti a presidiare non temono l'intervento diretto dei carri armati russi, ma atti di provocazione ancora indefiniti, che potrebbero innescare e legittimare interventi armati irresistibili come è successo a sud.

 

transnistria Transnistria Bandiera della Transnistria primi festeggiamenti in attesa dei risultati a Simferopoli mig russo a tiraspol in transnistriaViktor Yanukovych fa l occhiolino a Vladimir Putin

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!