donald trump erdogan

VUOI VEDERE CHE L’UCCISIONE DI AL BAGHDADI FACEVA PARTE DI UN GRANDE ACCORDO TRA USA E TURCHIA? - IN CAMBIO DEL VIA LIBERA DI WASHINGTON ALL’OFFENSIVA CONTRO I CURDI, ERDOGAN POTREBBE AVER SPIFFERATO QUELLE INFORMAZIONI UTILI, CHE I SUOI 007 HANNO SEMPRE TENUTO SEGRETE, SUL NASCONDIGLIO DEL CALIFFO - QUEL VERTICE DI ANKARA TRA ERDOGAN E PENCE…

Gian Micalessin per “il Giornale”

 

donald trump recep tayyip erdogan

Da una parte il destino degli alleati curdi già traditi da altri, illustri predecessori. Dall' altra la testa di un Califfo che in tempo di presidenziali può valere la rielezione. La scelta di Donald Trump di fronte a un' occasione irripetibile e impossibile da rifiutare era praticamente scontata. Ma i luoghi e le circostanze temporali dell'eliminazione di Abu Bakr Al Baghdadi, offerte ieri dalla ricostruzione della Casa Bianca e da altre fonti, consentono di inquadrare meglio anche le circostanze che hanno portato al via libera di Washington all' offensiva turca contro i curdi, all' instaurazione della cosiddetta forza di sicurezza sul confine e al momentaneo ritiro delle forze speciali americane dalla Siria.

mike pence arriva in turchia

 

Un ritiro peraltro revocato con la scusa della difesa dei pozzi di petrolio non appena si è capito che il Califfo in fuga non aveva più vie d' uscita. Ma dietro la caccia finale ad Al Baghadi, innescata un mese fa dalle segnalazioni di fonte irachena sui movimenti dei suoi familiari verso Idlib, si cela un complesso e cinico gioco di specchi e maschere.

 

Un giochino in cui Recep Tayyp Erdogan concede, in cambio del via libera all'operazione anti curda, quelle informazioni sull' ultimo rifugio del terrorista che i suoi servizi segreti avevano sempre tenuto ben nascoste. Ma quella concessione non è né semplice, né scontata. Si consuma dietro le quinte dell' apparente rottura tra Washington e Ankara di due settimane fa.

 

uccisione di al baghdadi trump nella situation room

Così mentre Erdogan rivela di aver buttato nel cestino una lettera di Trump e la Casa Bianca minaccia le sanzioni più pesanti della storia ai danni dell' alleato, la Cia tesse la tela capace di mettere con le spalle al muro il presidente turco. Una tela in cui, grazie anche a molte informazioni di fonte curda, sono enumerate tutte le connivenze dell'«alleato» con lo Stato islamico.

 

ERDOGAN TRUMP

Da quando nel 2015 ne acquistava il petrolio razziato in Siria a quando, negli ultimi mesi, si teneva ben strette le informazioni dei propri servizi segreti sui movimenti del Califfo e dei suoi ultimi fedelissimi. Un gioco sottile arrivato a compimento nella partita di scacchi consumatasi lo scorso 17 ottobre nel palazzo presidenziale di Ankara. Una partita in cui Erdogan fa i conti con le prove sbattutegli in faccia dal vice presidente Mike Pence e da quel Mike Pompeo, che prima di occupare la Segreteria di Stato aveva guidato la Cia.

La posta di quella partita è il baratto segreto con cui Trump potrà rivendicare la vittoria finale sull' Isis.

 

IL NUOVO VIDEO DI AL BAGHDADI

Ma una consegna più o meno ufficiale del Califfo agli Usa renderebbe evidente le passate complicità. Molto meglio spingerlo verso Idlib, verso quella discarica del jihadismo dove il Califfo si ritroverà stretto tra i nemici di Al Qaida, i Russi, l'esercito siriano, gli agenti turchi presenti in zona e i segugi della Cia. Un recinto senza vie d' uscite dove in cambio di un ostaggio prezioso come Al Baghdadi, parcheggiato a soli quattro chilometri dal proprio confine, è possibile esigere un congruo supplemento di prezzo. Soprattutto se la sua cattura richiede l' utilizzo di una base in territorio turco come Incirlik e un' operazione aerea con elicotteri e jet. Un' operazione durata ore e condotta a cavallo della frontiera turco nell' indifferenza assoluta di radar e antiaeree di Ankara.

AL BAGHDADI

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