“L’EUROPA NON E’ PRONTA PER LE SFIDE DEL PRESENTE E NON PUO’ PIU’ FARE AFFIDAMENTO SUGLI STATI UNITI” – IL LEADER DEL PPE, MANFRED WEBER, INVOCA UN CAMBIO DI ROTTA NELL’UE: “BISOGNA SUPERARE IL VOTO ALL’UNANIMITA’: CON IL VETO NESSUNO PRENDE SUL SERIO LA POSIZIONE DELL’UE – IO UNIREI LA FIGURA DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE E QUELLA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO EUROPEO IN UNA SOLA PERSONA: AVREMMO COSÌ UNA PERSONA CHE RAPPRESENTA DAVVERO L’UE, UN VERO PRESIDENTE DELL’UNIONE EUROPEA. QUESTA PERSONA DOVREBBE ESSERE ELETTA DAI CITTADINI EUROPEI - UNA DIFESA EUROPEA? SERVONO ESERCITI NAZIONALI FORTI E CI SONO SETTORI IN CUI POSSIAMO FARE MEGLIO INSIEME. PER ESEMPIO, UN SISTEMA COMUNE DI SORVEGLIANZA SATELLITARE”
Estratto dell’articolo di Francesca Basso per il “Corriere della Sera”
URSULA VON DER LEYEN MANFRED WEBER
«Dobbiamo credere in noi stessi: non guardare prima agli altri, ma alle nostre forze. Dobbiamo avere fiducia nel Mercato unico». Il leader del Ppe Manfred Weber, che guida anche il gruppo al Parlamento europeo, oggi sarà a Zagabria con i leader europei che fanno parte della famiglia popolare — per l’Italia ci sarà Antonio Tajani — per definire le priorità politiche del partito per quest’anno[…]
Cosa serve all’Ue in questo momento?
«Dobbiamo rafforzare di nuovo la nostra economia: lavoro, costo della vita e crescita economica sono priorità chiave. Ma dobbiamo anche riflettere sull’architettura generale dell’Ue […]».
Dopo quanto successo con Washington la scorsa settimana e le pretese sulla Groenlandia, gli Stati Uniti restano un partner affidabile?
MANFRED WEBER - PARTITO POPOLARE EUROPEO - PPE
«Abbiamo visto che non possiamo più fare affidamento al cento per cento sugli Stati Uniti. L’Europa è sola in un mondo piuttosto freddo, e dobbiamo rispondere a questa realtà».
Serve un’Unione europea più forte?
«Siamo orgogliosi della nostra identità, io vengo dalla Baviera. Il Ppe crede in regioni forti e in nazioni forti, ma anche profondamente in un’Unione europea rafforzata.
L’Europa ha mostrato forza la scorsa settimana nella questione dei dazi con Trump: abbiamo sospeso la ratifica dell’accordo scozzese e abbiamo detto al presidente Usa che eravamo pronti a imporre dazi sui prodotti americani se non fosse stato ragionevole e affidabile. Questo ha dimostrato la forza dell’Europa, e Trump l’ha riconosciuto. Ma nel campo della difesa non siamo ancora in grado di rispondere pienamente alle richieste sul tavolo. Anche sulle sanzioni e sull’unanimità in Consiglio ci sono problemi».
L’Europa è pronta per le sfide attuali?
«No, non lo siamo ancora. Serve un’idea ambiziosa per il futuro dell’Europa […] unirei la figura del presidente della Commissione e quella del presidente del Consiglio europeo in una sola persona. È possibile anche con l’attuale Trattato di Lisbona. Avremmo così una persona che rappresenta davvero l’Ue: un presidente dell’Unione europea. Questa persona dovrebbe essere eletta dai cittadini europei, in modo da poter parlare con il presidente americano o cinese allo stesso livello».
C’è anche un problema di unità nell’Unione europea.
MANFRED WEBER CON ANTONIO TAJANI AL CIRCOLO DEGLI ESTERI
«Durante le vacanze di Natale abbiamo visto gli sviluppi in Venezuela, in Iran, in Groenlandia, e in tutti questi casi l’Europa non è riuscita a dare una vera risposta unitaria. Orbán non ha sostenuto la posizione dell’Ue sul Venezuela; sulla Groenlandia hanno negoziato diversi formati; sull’Ucraina si è parlato nel formato E3 (Germania, Francia, Regno Unito). Ma questo non è “Europa”. Sono singoli Paesi. Anche il formato E3 non rappresenta l’Europa nel suo insieme. La Polonia, per esempio, dovrebbe essere al tavolo per l’Ucraina, così come i Paesi Baltici e l’Italia, che è un Paese del G7. Dobbiamo trovare il modo di arrivare a vere soluzioni europee. Il punto chiave è superare l’unanimità».
Sull’unanimità, nel Partito popolare europeo la posizione è condivisa?
«[…] Sempre più leader riconoscono che il sistema attuale non funziona. Anche gli Stati membri più grandi devono capire che solo attraverso l’Europa possono avere un’influenza internazionale reale. Con il veto nessuno prende sul serio la posizione dell’Ue e si cercano altri formati».
[…] il futuro è una difesa europea?
«Servono eserciti nazionali forti […] ma ci sono settori in cui possiamo fare meglio insieme. Per esempio, un sistema comune di sorveglianza satellitare. Abbiamo bisogno degli Stati Uniti per il supporto Nato ma non sarà sufficiente anche in futuro. Dobbiamo costruire un pilastro europeo della difesa».
manfred weber ursula von der leyen
[…] «Le proposte sull’Unione dei mercati dei capitali sono sul tavolo da cinque anni.
Questo è il problema: analizziamo, ma non agiamo. Ed è una responsabilità condivisa tra Commissione, Consiglio e Parlamento. […]». […]

