vladimir putin xi jinping

XI JINPING E PUTIN CI METTEREBBERO SOLO CINQUE GIORNI PER FAR SCOPPIARE LA TERZA GUERRA MONDIALE (E METTERE QUASI KO LA NATO) - LO SCENARIO DA INCUBO DELL'EX GENERALE INGLESE RICHARD SHIRREFF, CHE SPIEGA COME I PRESIDENTE DI RUSSIA E CINA POTREBBERO FARE PER FAR SCOPPIARE IL CONFLITTO - PUTIN COLPIREBBE LA NATO PRIMA CON DEGLI ATTACCHI HACKER, CHE METTONO FUORI USO LE LINEE ELETTRICHE, E POI SPAREREBBE VERSO LA LITUANIA - NEL MENTRE XI JINPING SI PRENDE TAIWAN, MENTRE STATI UNITI ED EUROPA RESTANO INERMI...

Estratto dell’articolo di Antonello Guerrera per “la Repubblica”

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING - PARATA MILITARE IN PIAZZA TIENANMEN A PECHINO

Il generale britannico Sir Richard Shirreff è un ex vice comandante supremo alleato dell’Europa per la Nato. Insomma, un alto militare con tanta esperienza, soprattutto riguardo a Mosca e al fronte orientale dell’Alleanza Atlantica.

 

Ieri, in un lungo e inquietante articolo per il Daily Mail, ha spiegato e immaginato come la Russia potrebbe attaccare la Nato nel prossimo futuro, cadenzando mosse e tempistiche, in uno scenario apocalittico. In cui gli Occidentali, secondo Sir Richard, potrebbero “perdere la Terza guerra mondiale”. E in soli cinque giorni l’ordine mondiale ne uscirebbe assolutamente rivoluzionato. [...]

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING E KIM JONG UN - PARATA MILITARE IN PIAZZA TIENANMEN A PECHINO

Shirreff immagina l’inizio dell’attacco della Russia alla Nato il 3 novembre 2025, alle due del pomeriggio, ora della Lituania. Ovviamente, non c’è alcuna indicazione reale da far pensare che un simile e tremendo scenario possa accadere proprio quel giorno. Ma il generale lo sceglie indicativamente per far capire le possibili dinamiche e tempistiche, una volta iniziato l’attacco dello zar.

 

Dunque, Shirreff traccia questo scenario. La capitale Vilnius e il resto del Paese vengono colpiti da massicci black out elettrici, che presto si espandono anche in Estonia e Lettonia, a causa di un virus “malware” sulla linea elettrica lituana. "Le banche, gli uffici e gli ospedali si fermano. Presto esplode il panico nei Paesi baltici, perché agenti e fiancheggiatori russi (giunti dalla Bielorussia) scatenano rivolte, furti e saccheggi, che costringono le autorità al coprifuoco”, scrive il generale.

 

VLADIMIR PUTIN XI JINPING E KIM JONG UN - PARATA MILITARE IN PIAZZA TIENANMEN A PECHINO

A quel punto, secondo Shirreff, "i blackout si espandono anche in Regno Unito, Francia e Germania. I leader occidentali invocano calma. Ma alle 7 antimeridiane dell’indomani 4 novembre, Putin annuncia che le truppe russe dell’enclave di Kaliningrad sono “in massima allerta” e ammassa soldati e mezzi militari al confine con la Lituania.

 

Le autorità europee si affrettano a parlare con lo zar che non alza la cornetta. Qualcuno spara dall’enclave russa verso la Lituania, che risponde e arresta combattenti pro-russi. Allora Putin decide di prendere il controllo del corridoio di Suwalki, l’unica striscia di confine - di un centinaio di chilometri - tra la Lituania e la Polonia, e gli aerei russi assumono il controllo dei cieli sulla zona.

 

xi jinping vladimir putin .

Allora, nel racconto dettagliatissimo di Shirreff (che qui abbiamo semplificato), il segretario generale della Nato Mark Rutte invoca l’articolo 5 della Nato. Putin continua ad attaccare la Lituania anche il 5 novembre, mentre il presidente americano Donald Trump temporeggia. Intanto la Lituania è sotto assedio, ma con la Russia in controllo del corridoio di Suwalki, è sempre più difficile per gli Alleati proteggerla.

 

Il 6 novembre la Cina annuncia di sostenere apertamente Mosca, “perché difende i suoi cittadini in Ucraina e Lituania”, e invia a Mosca una valanga di munizioni e armi. Poche ore dopo, Pechino lancia la sua offensiva contro Taiwan, con una pioggia di missili contro le sue infrastrutture militari e portuali, prima di inviare 100mila droni contro Taipei: “Politici, imprenditori e giornalisti vengono uccisi”.

putin trump

 

Allora Trump minaccia pesantemente la Cina, ma intanto le navi da guerra di Pechino circondano Taiwan, dove sbarcano le forze speciali cinesi per neutralizzare le ultime difese dell’isola. Ma il 7 novembre, il presidente americano cede e lascia Taiwan al suo destino, perlomeno militarmente, perché intanto impone lo stop a ogni rapporto commerciale con Pechino, editto trasferito anche ai suoi alleati occidentali ma che verrà scarsamente applicato, in pratica. [...]

vladimir putin e donald trump - meme by 50 sfumature di cattiveria

Ultimi Dagoreport

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE LE SUE CERTEZZE: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…