elly schlein mani di forbice pd partito democratico

A CHE PUNTO E’ LA NOTTE NEL POLLAIO DEL CAMPO LARGO? OGGI TOCCA A ELLY SCHLEIN NELL’ INTERVISTA A “REPUBBLICA” METTERE IN MOSTRA LE SUE AMBIZIONI SBAGLIATE PER PALAZZO CHIGI (NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA) – LA SEGRETARIA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA PROVA A PARLARE FINALMENTE DI PROBLEMI CONCRETI (BOLLETTE, STIPENDI E SANITA'), ATTACCA IL GOVERNO SULLA RAI E SULLA LEGGE ELETTORALE (“E SE VENISSE PRESENTATO UN EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE? SIAMO CONTRARI ALLE LISTE BLOCCATE, MA NON CADIAMO NELLA TRAPPOLA”) MA NON AFFRONTA I VERI NODI E PASTICCIA SULLA POLITICA ENERGETICA PRONTAMENTE INFILZATA SU "X" DAL GIORNALISTA DARIO DE VICO - PERCHÉ IL PD A GUIDA SCHLEIN NON RIESCE AD ATTRARRE NUOVI CONSENSI? PERCHÉ NON SMUOVE GLI ASTENUTI E GLI INDECISI A VOTARE PER I DEM? - DAGOREPORT

CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? https://www.dagospia.com/politica/dagoreport-contrapposizione-schlein-conte-e-gonfiata-peppiniello-i-5-479282

 

 

Francesco Bei per la Repubblica - Estratti

Elly Schlein

Elly Schlein è entrata in modalità combattimento. La battaglia più importante, al momento, è sulle regole, contro una destra che pensa ai pieni poteri, dall’informazione Rai a una legge elettorale che serve a mettere le mani sul Quirinale con un premio di maggioranza abnorme. Ma anche sull’economia reale, la segretaria del Pd intende dimostrare di avere le carte in regola e di essere pronta a governare.

 

Le opposizioni, tutte insieme stavolta, hanno preso la decisione di abbandonare la commissione di Vigilanza sulla Rai. Forse ci si poteva pensare prima...

«La nostra linea non è mai cambiata, tanto che non abbiamo partecipato alle nomine del consiglio d’amministrazione. Meloni sarà l’ultima presidente del Consiglio a lottizzare la Rai, continueremo a batterci per dare attuazione al Media Freedom Act e per una riforma della governance che renda finalmente la Rai libera e indipendente dalla politica e dai partiti».

 

 

 

Ma perché ci si arriva solo ora?

schlein conte

«È stata una scelta che si è resa necessaria per la paralisi voluta dalla destra, che ha svuotato di senso un organismo di garanzia, tenuto in ostaggio anche a causa dei loro litigi sui posti».

 

(...)

Dopo l’accelerazione sulla legge elettorale adesso, per i dissidi interni alla maggioranza sulle preferenze, sembra che ci sia un rallentamento del Melonellum. C’è spazio per intervenire?

«Insieme alle altre opposizioni noi faremo muro contro questa pessima legge elettorale, che è irricevibile e inemendabile. Ha un premio talmente alto di maggioranza che, chi vince, si avvicina da solo al quorum necessario per eleggere Presidente della Repubblica. Credo che Meloni l’altro giorno abbia chiarito molto bene qual è il reale obiettivo».

Elly Schlein al Gay pride di Milano1

 

Meloni sostiene che anche la destra deve rompere il tabù di vedere un suo esponente al Quirinale. Non è un’aspirazione legittima?

«Il Presidente della Repubblica, secondo la Costituzione, deve essere una personalità in grado di rappresentare l’unità della nazione e di fare da garante super partes della Costituzione. Quindi, se sta pensando a lei stessa o a La Russa, non mi sembra che ci siano questi requisiti. Ma non è solo questo, il problema è la loro ossessione per il potere: dopo aver perso il referendum sulla giustizia con 15 milioni di No, stanno cercando di realizzare il premierato attraverso una legge ordinaria, la legge elettorale».

 

Un punto di frizione nel centrodestra sono le preferenze. Se venisse presentato un emendamento in tal senso, il Pd cosa farebbe?

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein

«È chiaro che siamo contrari alle liste bloccate, ci sono anche nostri emendamenti per superarle, ma non cadiamo nella trappola di pensare che una pessima legge come questa diventi una buona legge se cambiano questo aspetto, rimangono tutti gli altri problemi. Voteremo comunque contro questa legge che è del tutto irricevibile. Faremo muro in Parlamento e lo faremo anche nel Paese. Si stanno mobilitando anche comitati civici».

 

Secondo lei Vannacci alla fine sarà imbarcato o no nella coalizione?

Elly Schlein al Gay pride di Milano2

«Lavoriamo per costruire l’alleanza che batterà queste destre, a prescindere da come sarà la loro coalizione, senza tatticismo, parlando dei problemi concreti delle persone, quelli di cui non parla mai Meloni: mancano sessantacinquemila infermieri, abbiamo contato i ritardi dei treni e sono sette anni e mezzo solo da gennaio di quest’anno. La priorità di Giorgia Meloni è cambiare la legge elettorale per cercare di conservare il proprio potere, la nostra è fare quello che il governo non ha fatto».

 

Però ha portato il Pnrr alla stazione finale…

«E, nonostante i soldi del Pnrr, siamo un Paese che ha la crescita zero, un calo di produzione industriale da tre anni consecutivi, gli stipendi tra i più bassi ma il costo delle bollette più care d’Europa, per non parlare di una pressione fiscale che è arrivata al massimo da 12 anni. È la fotografia di un Paese che soffre e loro, per quattro anni, pur avendo i numeri per fare tutto, sono riusciti a non fare nulla che migliorasse in concreto la vita delle persone. È su questo che si decideranno le prossime elezioni».

 

Elly Schlein e Giuseppe Conte

In questi mesi avete battuto molto sulla sanità, la scuola, i salari, il costo dell’energia. Alle imprese cosa offrite?

«Una vera strategia per la crescita, rilanciando gli investimenti con delle politiche industriali che il governo e il ministro Urso non hanno mai fatto».

 

In concreto?

«La priorità è ridurre le bollette. Serve un’unità di missione per dimezzare i tempi per fare nuove rinnovabili e poi una proposta forte: burocrazia zero per gli investimenti nella doppia transizione.

 

Oggi c’è l’autorizzazione unica semplificata nelle Zes., le zone economiche speciali al Sud. Quel sistema per gli investimenti nella trasformazione ecologica e digitale va esteso a tutto il territorio nazionale. Uno sportello unico, una risposta entro 90 giorni. Dobbiamo tornare attrattivi per gli investimenti, perché con questi costi dell’energia e con questo livello di burocrazia è chiaro che siamo poco attrattivi».

Elly Schlein al Gay pride di Milano3

 

Lo Stato cosa può fare oltre a semplificare?

«Noi dobbiamo dare delle missioni strategiche alle partecipate pubbliche, cioè non possono essere le aziende a fare la politica energetica del governo. Dovrebbe essere il contrario, no?».

 

E poi?

«Ci sono 1700 miliardi di euro fermi sui conti correnti dei risparmiatori italiani, ma le piccole e medie imprese fanno fatica a trovare capitali, Penso a incentivi mirati per canalizzare il risparmio verso l’innovazione e le piccole e medie imprese, che sono il cuore pulsante della nostra economia».

 

 

 

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