margaret qualley

LA RICONOSCETE? – È UNA DELLE ATTRICI PIÙ SENSUALI DEL MOMENTO: HA 31 ANNI, È FIGLIA D’ARTE ED È RICHIESTISSIMA A HOLLYWOOD PER IL SUO “TALENTO” – NONOSTANTE I RUOLI CONTURBANTI, HA UNA RELAZIONE MONOGAMA DA CINQUE ANNI, E DICE DI AVERE UNA “PROPENSIONE ALL’AMORE ROMANTICO”. MA AL CINEMA INTERPRETA RUOLI PEPERINI, CON SESSUALITÀ ESIBITA E SPESSO FUORI DAGLI SCHEMI...

 

Estratto dell’articolo di Marisa Meltzer per “Vanity Fair”

 

margaret qualley in copertina su vanity fair

Margaret Qualley entra da Clark’s, un diner a Brooklyn Heights, tenendo in braccio il suo cagnolino Smokey e viene subito fermata da un dipendente che le dice che i cani non possono entrare.

 

«Torno tra dieci minuti», dice. Abita qui vicino con il marito, il musicista e produttore Jack Antonoff. Le propongo di fare due passi. «Vuole venire da me?», chiede. Mi ero domandata come sarebbe stata, senza la mediazione dello schermo, l’attrice che così spesso interpreta personaggi dal fascino discreto. Ma mi rendo conto, mentre pronuncia quelle parole, che sta già cambiando idea circa l’opportunità di far entrare a casa sua una giornalista sconosciuta. «Posso far scendere mio marito. Restiamo giù. Su è un disastro».

 

Sembra non le vada molto di parlare della sua relazione con Antonoff, che ha conosciuto a una festa nel 2021, e si limita a dire: «Ho una propensione all’amore romantico. Ho sempre cercato la mia persona, e poi ho incontrato Jack». Si sono sposati nell’estate del 2023 a Long Beach Island, nel New Jersey, dove hanno una casa.

 

 

margaret qualley vanity fair 1

Lei e Antonoff avranno dei figli? «Sì, certo», dice. Le chiedo se abbia già scelto dei nomi. «Anche se li avessi, non ne parlerei», risponde. È altrettanto cauta quando si tocca l’argomento di sua madre, l’attrice Andie MacDowell, star di Ricomincio da capo e di Quattro matrimoni e un funerale (apparsa su due copertine di Vanity Fair prima che lei nascesse).

 

«Mi dà pillole di consigli», dice. Su cosa, però, lo lascia sospeso. Qualley è una brava attrice, ma non riesce a mascherare una certa ritrosia a parlare della madre. Non ho nemmeno sfiorato le sue relazioni passate con Shia LaBeouf e Pete Davidson: era già a disagio.

 

Capisce la curiosità che la circonda, anche se non ama esserne l’oggetto. «Non disprezzo il gossip, ma penso che sia roba da uomini delle caverne. Il gossip è sopravvivenza», dice. Qualley sembra una persona divertente. Ma è anche una presenza assertiva che impone la propria energia: quella che alimenta la vita di una celebrità dalla creatività onnivora, senza però arrivare a trasformarla in un’ospite fissa delle cronache rosa. Per ora è felice di camminare su un filo, proteggendo la sua vita privata e restando per il pubblico un enigma. […]

 

 

margaret qualley vanity fair 3

È da un po’ che sta pensando al tipo di femminilità che intende abbracciare in futuro, forse ispirata da The Substance, forse dal fatto che sta crescendo. «Ho cominciato a lavorare molto presto e, quando ho iniziato a recitare, ne sono stata semplicemente travolta. Avevo la sensazione che, se fossi stata me stessa fino in fondo, le donne mi avrebbero odiata e gli uomini fatto del male.

 

E così ho perso alcuni degli strumenti che derivano dall’essere donna, perché avevo paura. Ora che sento di avere più controllo sulla mia vita, riesco a lasciarmi andare alla sensualità e alla femminilità», dice. «Jack mi ha aiutata, mi ha fatta sentire più sicura nell’esplorare tutte le parti di me. Però penso anche a Madre Terra, al femminile divino, all’abbandono. Sono queste le cose in cui sto cercando di immergermi in questo momento della mia vita».

 

margaret qualley aubrey plaza honey don't

Abbandonarsi è una parola che si ripete come promemoria, insieme alle idee di ritmo e lentezza. Non sono cose che le vengono naturali: «Sono super competitiva con me stessa e sono molto determinata. Ho imparato la lezione di avere gli occhi più grandi dello stomaco. Significa dire di sì a tutte le opportunità e poi schiantarsi, ritrovarsi con un’agenda che non riesci a sostenere». Ha accettato ruoli che considera errori. «Quando dico errori, non intendo che fosse la cosa sbagliata: intendo che non lo rifarei».

 

[…] In futuro le piacerebbe affrontare ruoli capaci di esplorare i suoi lati oscuri. Oggi pensa alle riprese di un film come a una lunga meditazione – è un’allieva fedele della Meditazione Trascendentale. «Prima usavo il mio lavoro come una scusa per staccare dalla mia vita. Adesso mi accorgo che restarci dentro senza evadere è la medicina migliore». Questa idea di rimanere ostinatamente nel presente mi riporta a ciò che i suoi colleghi amano di lei: Elordi che diceva come gli ricordi di restare «elastico», Plaza che la elogiava perché mantiene i contatti. Quando scopre che insegno yoga restorative, prende il mio numero perché le faccia una lezione a casa. Qualley mette in campo la discrezione e il mestiere che ha affinato recitando, ma stavolta per comunicare che non mi ha abbandonata, né me né questo progetto di conoscersi. Qualche giorno dopo, ricevo un mazzo di due dozzine di rose rosa: non ha paura di esercitare il suo notevole fascino.

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