1- CI VOLEVA UN BEL “CATFIGHT”, DUE DONNE CHE SI ATTACCANO SULLE RISPETTIVE SCOPATE PER RENDERE INTERESSANTE “VEDRÒ”, LA RASSEGNA LETTIANA IN TRENTINO 2- LA TETTONICA SELVAGGIA LUCARELLI SFOTTE LA MASCELLONA LAURA RAVETTO, EURODEPUTATA PDL, E LE BANALITÀ CHE È ANDATA A DISPENSARE DA LITTLE LETTA 3- DENTONA RAVETTO S’INCAZZA E RIBATTE: “DATE LE TUE SCOLLATURE, TU ERI QUI SOLO PER TROMBARE?”, CITANDO DAGOSPIA E IL FLIRT DI SELVAGGIA CON CRUCIANI 4- SELVAGGISSIMA: “IO TROMBO NEL TEMPO LIBERO, NON SEDUTA ACCANTO A POLITICI. LEI?” 5- IL SOLO SCAZZO IN UN'ESTATE DOVE "CHI" HA PRESO IL POSTO DI "FAMIGLIA CRISTIANA"

1- SELVAGGIA LA SFOTTE E LEI IMPAZZISCE: "CON QUELLE SCOLLATURE ERA A VEDRÃ’ PER TROMBARE?"
Da www.liberoquotidiano.it

Ci volevano Selvaggia Lucarelli e Laura Ravetto per ravvivare il soporifero clima di Vedrò, il think net democratico di Enrico Letta a Dro. La velenosa blogger scrive su Libero che "le mascelle di Ridge hanno abbandonato Beautiful e quelle della Ravetto si palesano a Dro. Non è ben chiaro se l'aria del lago abbia effetti allucinogeni sul biondo ex sottosegretario" e giù una serie di citazioni sarcastiche su qualche uscita della deputata Pdl. Apriti cielo. Su Twitter la Ravetto colpisce duro: "Letto "articolo" @selvaggialucarelli su #Libero. Be, viste le scollature sfoggiate a #Vedro, deduco che lei ci sia venuta per la 3 opzione".

La terza opzione è un riferimento ad un altro passaggio dell'articolo contestato, quella in cui la Lucarelli sostiene che a Vedrò "si vada solo per trombare", visto la pochezza dei motivi d'interesse. Replica puntuale di Selvaggia: "@lauraravetto La stupirò, Ravetto. Io alla terza opzione mi dedico nel tempo libero, non quando occupo sedie di fianco a politici. Lei?".

Il duello si fa rusticano: "@stanzaselvaggia Io alla terza opzione mi dedico con chi amo e non ho neppure bisogno di scollature" e conclude in gloria postando il link di Dagospia, che parla di una liaison giornalistico-passionale tra la Lucarelli e Giuseppe Cruciani, conduttore di La Zanzara su Radio 24. Uno che in quanto a veleno e sarcasmo la sa lunga (ma sempre un mo' meno della Lucarelli e della Ravetto, a giudicare dalle schermaglie virtuali...).


2- IL FUTURO DEMOCRATICO SECONDO LETTA? POPSTAR IN PENSIONE E VINO ROSSO
Selvaggia Lucarelli per "Libero"

Sono reduce da tre giorni piuttosto intensi a Vedrò, che per chi non lo sapesse è il think net promosso da Enrico Letta e presieduto da Benedetta Rizzo, nato per riflettere sulle declinazioni future dell'Italia e delineare scenari provocatori, ma possibili, del nostro paese. Ovviamente, la descrizione di cosa sia l'evento l'ho copiata para para dal sito di Vedrò, anche perchè è evidente che ho la più pallida idea di cosa voglia dire think net e secondo me anche Enrico Letta utilizza il termine per confondere gli avversari politici come la Minetti diceva "briffare" per confondere le amiche chips. Voglio dire.

Provate a pronunciare a voce alta la frase: "Vado tre giorni nella centrale Fies di Dro per la plenaria prevista dal think net di Vedrò" e come minimo entro cinque minuti vi citofona la Digos a casa. Inoltre, ad essere proprio onesta, confesso che definizioni a parte, dopo la divertente full immersion sul lago di Garda, riguardo la reale identità dell'evento ho le idee parecchie confuse. Esistono, al riguardo almeno tre correnti di pensiero. La prima sostiene che a Vedrò, si vada per confrontarsi con politici, scrittori, artisti, giornalisti, ballerine di danza classica, sbandieratori medievali e bracconieri di caprioli sui temi più svariati, dalla nuova impresa, alle energie rinnovabili, alla ricetta del castagnaccio.

La seconda sostiene che a Vedrò si vada per curare le pubbliche relazioni, poiché è un incontro trasversale e vivace, assolutamente bipartisan e popolato da volti freschi e propositivi della politica e del giornalismo del nostro paese. La terza sostiene che a Vedrò si vada per trombare ed è anche quella che raccoglie più consensi, ma queste sono tesi che trovano conferma solo dopo la chiusura dell'evento, quando si torna a casa da Vedrò e non si RiVedrà più né la propria moglie né la casa coniugale. Ad ogni modo, per rendervi più facilmente comprensibile l'evento, vado a snocciolarvi una serie di informazioni chiave su come si è sviluppato il tutto e sugli accadimenti più appassionanti di questi tre giorni di fertile confronto e dibattito.

L'organizzazione: i partecipanti sono dislocati in vari hotel in località Riva del Garda e dintorni. Ovviamente, esiste una sorta di gerarchia alberghiera per cui i personaggi più influenti alloggiano all'hotel Du Lac , che è il più bello, per poi scendere di stelle e categorie in base alla testata per cui si scrive o al partito a cui si appartiene. Gira voce che alcuni pubblicisti di "Pontecagnano oggi" abbiano dormito nei kajak del centro nautico del lago di Garda e che un gruppo di leghisti sia stato alloggiati nel bagagliaio del suv di Enrico Letta ma sono illazioni. Gli ospiti si spostano con apposite navette che passano a prelevarli nei vari hotel la mattina e li riportano a casa la sera.

La conseguenza è che il primo giorno, all'interno del pulmino, ci si guarda tutti con una certa circospezione. Il terzo giorno, sul fondo del pullman, si crea il noto clima "demenzialità da gita scolastica" per cui dopo la seconda curva, partono allegri cori, da "Gelato al cioccolato" intonati da rispettabili deputati del pd a inni della Lazio intonati da integerrimi manager nel campo delle energie rinnovabili e "ollellè ollalà" intonato un po' da tutti. I pranzi e le cene. A pranzo venivano distribuiti i cestini. La peculiarità dei suddetti cestini è che erano di vari colori ma il contenuto era identico.

Molti hanno interpretato questa trovata come una nota di creatività nel banale rito della mensa, altri l'hanno interpretata come una metafora del lettismo, fatto sta che a Dro, 4030 anime nella provincia di Trento, c'era lo stand con i prodotti tipici pugliesi, dall'olio, alla crema alle cime di rapa, ai cipollotti e perfino Vendola in tranci marinati. Pare che dopo le lamentele del comitato eno-gastronomico del Trentino il prossimo anno, nel Salento, durante la notte della taranta i Negramaro lanceranno canderli alla tirolese fumanti dal palco, ma non ci sono ancora certezze. I personaggi.

Tra i tanti ospiti avvistati a Vedrò, indimenticabili Oscar Giannino e il suo mocassino catarifrangente viola che, notato dall'amministratore delegato Enel Fulvio Conti, pare nel 2014 sarà l'unica vera alternativa al fotovoltaico. Antonello Piroso, dopo la fine del suo rapporto lavorativo a la 7, è riapparso sul palco di Vedrò dando la dimostrazione pratica di come si possa raggiungere la pace interiore nonostante le traversie professionali: in tre minuti netti, dal palco, ha dichiarato guerra a la 7, la Rai, Mediaset, Sky Cinema, History Channel, la pesca a strascico e la Polonia.

Il giornalista de "Il Fatto" Franz Barragino , durante la serata di chiusura, mentre tutti avevano dei semplici calici, si aggirava con un'inquietante bottiglia di vino rosso in mano e l'aria da rehab imminente, roba che se uno avesse avuto ancora qualche dubbio su quanto debba essere facile lavorare accanto a Marco Travaglio, se l'è tolto del tutto. La coppia formata da Nunzia De Girolamo e Francesco Boccia, tra parenti, carrozzine, neonati e latte in polvere, più che a Vedrò sembrava convocata per la serata tombola e mercante in fiera la notte della vigilia di Natale a casa dei suoceri, ma bisogna dirlo, erano simpatici e naif.

Per riequilibrare l'elemento simpatia, mi tocca citare Laura Ravetto del pdl. Della serie: le mascelle di Ridge hanno abbandonato Beautiful e quelle della Ravetto si palesano a Dro. Non è ben chiaro se l'aria del lago abbia effetti allucinogeni sul biondo ex sottosegretario, ma durante il working group "Vecchi e nuovi giornalismi" ha rilasciato una serie di dichiarazioni al limite del visionario quali: "Internet sarà sempre più immagini" o "Ci vuole un sito che aggreghi le notizie". Roba che mancavano solo le frasi "Ci vorrebbero quattro cose che girano da piazzare sotto le macchine" o "Un coso che spari aria calda per asciugare i capelli secondo me avrebbe un mercato" e Silicon Valley, entro fine dicembre, si trasferiva a Dro.

Matteo Renzi, affabile e divertito, ha chiesto di non essere ripreso dalla telecamere solo durante la cena, e onestamente, da uno che s'è fatto riprendere per ben quattro volte dalle telecamere della Ruota della Fortuna, non s'è ben capito lo scrupolo di farsi inquadrare col pollo al curry, ma sorvoliamo. Indimenticabile poi il concerto finale con l'ex Spandau Ballet Tony Hadley. L'idea che Letta, per chiudere una manifestazione sull'Italia che verrà, abbia pensato ad un'ex gloria vistosamente invecchiata, imbolsita, abbandonata ormai dai membri del suo gruppo e con una gran voglia di tornare sul palco, è suonato a tutti pericolosamente profetico, ma nessuno ha osato dirglielo.

Ed è proprio durante la sera del concerto di chiusura che è parso finalmente chiaro il senso di Vedrò: dietro ai tendoni dei working group, dopo l'una di notte, complice l'oscurità e la goliardia alcolica, si respirava un clima così bipartisan, così conciliante, così collaborativo, che sugli scenari che si prospettano di qui a un paio d'anni, Vedrò non ha dato certezze, ma su quelli che si prospettano da qui a nove mesi, ne avrei qualcuna in più.

 

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